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13 giorni da romanisti veri

Sembra passato un secolo, da quel pareggio di Marassi, tra la Roma di Fonseca e la Samp di Ranieri.

Roma brutta, scialba, senza anima. Poco importava se dopo pochissimi minuti la squadra giallorossa aveva perso Cristante, allungando l’infinita serie di infortuni.

Nemmeno l’aver perso Kalinic poco dopo, con Dzeko in campo nonostante lo zigomo rotto, aveva cambiato i giudizi. 

Non contava nulla essere arrivati lì decimati dalla sfortuna e dagli arbitraggi. 

“La Roma non gioca più”. “Non bisogna dare alibi alla squadra”. “Avanti di questo passo bisognerà stare attenti a non restare immischiati nella lotta per non retrocedere”.

13 giorni fa, i pensieri e le parole degli addetti ai lavori erano queste. 

Nessuna attenuante a questo gruppo. Nessuna scusante per la società e per Petrachi.

“La Roma è un disastro”.

Roma

Oggi, 13 giorni dopo, la Roma è terza in classifica e forse, non era proprio da buttare.

Probabilmente non erano alibi quelli che, in pochissimi, cercavamo di tirare fuori.

Dopo Genova è arrivata anche l’Europa League dove la Roma, sotto il diluvio universale, forniva una prestazione maiuscola ma veniva fermata da un clamoroso rigore assegnato per fallo di faccia di Smalling.

“Eh però se Florenzi la metteva dentro qualche minuto prima, avremmo vinto lo stesso”.

“La squadra è poco cinica, sarà una eterna incompiuta”.

Adesso, dopo le vittorie con Milan, Udinese e Napoli ci accorgiamo che in realtà, forse, la squadra non era così brutta.

Decimata dagli infortuni, tartassata dalle decisioni arbitrali (a Udine, nel frattempo, è stato espulso Fazio per un non fallo da ultimo uomo), vessata dai media (chiedere a Sky e Fabio Capello), la Roma ha dimostrato di avere gli attributi.

Roma

È presto per fare proclami. Due anni fa eravamo ancora ubriachi per la notte delle streghe che avevamo fatto passare ad Antonio Conte. Sarebbero poi arrivati tre mesi e mezzo da incubo, con le notti magiche di Champions a spezzare una serie infinita di prestazioni imbarazzanti.

Stiamo calmi, perché, come dice giustamente Fonseca, non abbiamo vinto nulla. Il cammino è lungo e la strada da percorrere è irta di ostacoli e prove da superare.

Questa Roma, tuttavia, è finora riuscita a renderci orgogliosi e fieri.

Perché in fondo, il tifoso non ha mai chiesto di vincere. 

Abbiamo sempre chiesto di avere una Roma che in campo ci metta il massimo e vada oltre gli ostacoli.

È ancora presto, ma l’impressione è che sarà bellissimo viaggiare insieme a Fonseca ed i suoi ragazzi.

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