Kolarov

Aleksandar Kolarov: mentalità stacanovista

Le stagioni passano e gli anni pure, ma a Kolarov questo non sembra interessare. Questo 10 novembre il serbo compierà 34 anni. Trentaquattro. Nonostante la sua presenza in campo sia diventata ormai una costante è importante non dare tutto per scontato senza prendere in considerazione l’attenzione e la cura ai dettagli che c’è dietro.

QUALCHE DATO

L’etichetta del professionista Kolarov ce l’ha stampata in fronte da molto tempo, ma forse è il caso di andare a snocciolare qualche numero per far si che questa nomea non perda significato e non rimanga solo retorica.
Nella stagione 2017/2018, nella stagione della semifinale di Champions per intenderci, Kolarov ha collezionato ben 47 presenze complessive tra campionato e Champions League. Il tutto condito da 3 gol e 13 assist.

Nella stagione successiva, quella del 2018/2019, il serbo è il secondo giocatore per presenze dell’intera rosa collezionandone 43 (prima di lui solo Cristante ha fatto meglio con 44 apparizioni) realizzando inoltre 9 gol e 2 assist.

Nella stagione in corso l’andazzo sembra quello dei due precedenti campionati: 14 presenze tra serie A (in campionato non ha saltato ancora neanche un minuto) ed Europa League, con già 4 gol e 2 assist all’attivo.

Numeri che fanno impressione e che danno l’idea della mostruosa mole di lavoro prodotta da Kolarov che, seppur nella fase discendente della sua carriera, sta collezionando statistiche come quasi nessun altro alla sua età.

PERSONALITÁ

Numeri e statistiche però non raccontano tutto, perché l’apporto di Kolarov alla squadra va calcolato anche in termini di carisma e personalità. Imprescindibile costruttore di gioco e porto sicuro per i compagni nei momenti più delicati della partita o della stagione. La capacità di prendersi responsabilità senza paura è sempre stata la sua più grande caratteristica.

NECESSITÁ

Con l’infortunio di Zappacosta e il dirottamento di Spinazzola a destra in sostituzione di Florenzi, Kolarov si è ritrovato senza una riserva pronta a dargli un cambio.

Il serbo si sta sottoponendo all’ennesimo periodo di straordinari che sul lungo periodo potrebbero non beneficiare ne lui e conseguentemente neanche la Roma.

In attesa di rifiatare, Aleksandar continuerà ad essere una delle colonne portanti di questa squadra, come da tre anni a questa parte d’altronde. L’importante però è riconoscere l’impegno e non dare mai per scontata l’estrema professionalità e abnegazione che solo un campione del calibro di Kolarov può avere.

Classe 1997, Romano e Romanista. Studente presso la facoltà di Scienze della Comunicazione. Nato nel 23 ottobre più freddo degli ultimi 50 anni, esattamente 14 anni dopo la più bella coreografia mai realizzata nella storia del calcio.

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