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Alisson, la Roma è nelle tue mani

Dopo l’anno di transizione, vissuto alle spalle di Szczesny, per Alisson, portiere della nazionale brasiliana, è arrivato il momento di prendersi la porta giallorossa. Nelle poche occasioni in cui l’abbiamo visto, l’estremo difensore ex Internacional di Porto Alegre non ha sfigurato, dando l’impressione di avere il giusto carattere per ricoprire un ruolo così importante.

L’eredità lasciata dal portiere polacco è pesante. Agli ordini di mister Spalletti, soprattutto nell’ultima stagione, Szczesny è migliorato parecchio, diventando uno dei migliori del campionato nel suo ruolo. In molti infatti avevano addirittura ipotizzato di cedere Alisson per puntare nuovamente sul polacco, tuttavia la scelta effettuata dalla Roma l’anno scorso è stata chiara e precisa.

Scelta più che condivisibile per una serie di ragioni.

 

Innanzitutto per un motivo anagrafico, visto che il brasiliano è del 1992 mentre il polacco è del 1990. Due anni non fanno la differenza adesso, ma è ovvio che, sia per motivi di valore di mercato, sia per motivi di longevità calcistica, è sempre meglio puntare sul calciatore più giovane. Soprattutto quando, come nel caso in essere, i valori tecnici non sembrano essere così diversi.

La seconda ragione riguarda l’ingaggio. Szczesny, in prestito secco dall’Arsenal per due anni, ha percepito un ingaggio netto di 3 milioni annuali, mentre Alisson, con contratto a scadenza 2021, ne percepisce esattamente la metà. Nell’ottica di riduzione dele spese non può non essere considerato questo particolare.

Molte vedove del polacco fanno leva sull’esperienza internazionale, dove, a detta di molti, non ci sarebbe paragone. In realtà ciò è vero solo in parte. 38 presenze in Champions League e 28 presenze nella nazionale polacca sono sicuramente un ottimo curriculum, a cui vanno aggiunte 132 presenze in Premier League. Tuttavia dall’altra parte abbiamo 10 presenze in una nazionale molto più prestigiosa, cioè quella brasiliana, 12 presenze in Coppa Libertadores (che sarebbe la Champions League brasiliana) e 44 presenze nel campionato brasiliano (sicuramente meno prestigioso della Premier League, ma pur sempre un campionato nazionale).

Alisson è avanti anche per quanto riguarda il palmares. 5 vittorie nel campionato Gaucho, più una Coppa nazionale, tutte con l’Internacional di Porto Alegre. 2 Coppe d’Inghilterra ed una Supercoppa invece per l’estremo difensore polacco, con l’Arsenal.

I numeri sono quindi tutti per il nostro Alisson, che ovviamente dovrà dal canto suo dimostrare le già buone impressioni che ha lasciato nella scorsa stagione. Pur non avendo giocato molto, ha comunque disputato match importanti (Porto, Lazio e Lione) i cui esiti negativi non sono in nessuna maniera dipesi da lui. Ovvio però che ci si aspetta anche un miglioramento naturale dopo l’anno di transizione che può essere considerato anche come di ambientamento.

I brasiliani a Roma hanno un’ottima tradizione. Se pensiamo a Doni e Julio Sergio comunque ci vengono in mente tante cose positive. Per questo e per gli altri motivi citati in precedenza, possiamo guardare al futuro della porta giallorossa con ottimismo.

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