Amadou Diawara, un afro-europeo a Roma

Dopo una trattativa durata 15 giorni circa, è finalmente arrivata l’ufficialità nella mattinata odierna: Amadou Diawara è un nuovo giocatore della Roma. Il mediano africano, ma che si può definire totalmente europeo per abitudini e mentalità calcistica, è arrivato a Roma in occasione dell’operazione Manolas, col difensore greco approdato a Napoli. L’investimento della Roma, 21 milioni di euro di cartellino, è piuttosto corposo. Quali sono i presupposti per questo nuovo elemento?

Un acquisto di esperienza

Può suonare strano a guardare la carta d’identità (si tratta di un classe 1997), ma prima di ogni cosa il mediano guineano è questo: un acquisto d’esperienza. Quella appena conclusa è stata per lui la quarta stagione in Serie A, la terza con la maglia del Napoli. Entrando ancor di più nel dettaglio, sono 83 fin’ora le partite disputate da ‘O sarracino (come è stato chiamato a Napoli) nel massimo campionato. Non è tutto: oltre a questo, sono 18 le presenze europee nel curriculum di AD42, di cui 12 nella massima competizione internazionale, la Champions League. Ma se non bastano i numeri ad esprimere un concetto così forte, sono le prestazioni a farlo. Questa, ad esempio.

I motivi del Napoli

Ad osservare un tale concentrato di tecnica e calma davanti alla difesa, viene da chiedersi come mai il Napoli voglia sbarazzarsi di lui. Ci sono due motivi fondanti, alternativi o complementari a seconda di ciò che si vedrà fino a settembre. Il primo, che ovviamente è solo un’ipotesi, è una valutazione tecnica dello staff napoletano, che ha deciso di disfarsi di lui poiché punta a calciatori già affermati e pronti ad affrontare la Juve, in quello che potrebbe rivelarsi un all-in, un adesso o mai più per lo Scudo. Il secondo, ipotetica conseguenza del primo, è una certa discontinuità nel tono delle sue prestazioni. È fuori dubbio che l’ultima stagione di Sarri e la prima di Ancelotti siano state piuttosto appannate per lui, dopo un primo anno sorprendente sotto tutti i punti di vista. Tuttavia va considerato come per un ragazzo del ’97 tutto ciò sia fisiologico, soprattutto in un ruolo così delicato come quello del mediano. Considerando, inoltre, le difficoltà nell’entrare nel sistema ultracodificato sarriano, soprattutto in luogo della creatura perfetta del tecnico toscano, Jorginho.

Chi è Diawara

Nato in Guinea, Diawara si appassiona subito al calcio, anche troppo a tratti, trascurando gli studi. É in una di queste occasioni di fuga dai suoi doveri che il guineano riceve uno schiaffo dal padre, come rivelato dallo stesso calciatore e confermato dal suo genitore. Come in ogni cinderella story, solo caparbietà e voglia di emergere gli hanno permesso di diventare un professionista. Arrivato a 16 anni in Italia, entra nelle giovanili del San Marino, notato da Roberto Visani. Nelle prime settimane in Italia, Massimo Andreatini, dirigente della società, deve farlo adattare alle abitudini occidentali; infatti Diawara non conosce la divisione dei pasti nella giornata, e appena può divora tutto il cibo che gli viene dato. Nonostante ciò apprende subito e riesce ad arrivare in prima squadra nel 2014, dove disputa una discreta stagione da rookie. Curiosità: nel suo stesso centrocampo giocava anche Stefano Sensi, attualmente vicinissimo all’Inter. A fine stagione, i biancocelesti retrocessero. Come ciò fu possibile, con una tale cifra tecnica, è ancora un mistero.

Questo é un centrocampo da Serie D. Wow.

Caratteristiche tecniche

Diawara è un mediano di piede destro, che si destreggia anche da interno sinistro in un centrocampo a 3. Dotato di un fisico compatto ma non dominante, la sua caratteristica migliore è la protezione palla, spesso effettuata con la postura giusta, e lo smistamento di gioco, (74 palloni per 90 minuti), effettuato con una calma invidiabile e trovando sempre la soluzione giusta e più semplice. Dotato di letture di gioco sempre intelligenti, il suo contributo in fase di non possesso si esprime sia in fase di contrasto (1,6 p90) che in fase di intercetto (1,5 p90).

Dicono di lui…

Di seguito alcune dichiarazioni espresse dai suoi allenatori al Napoli…

Carlo Ancelotti: “Diawara ce lo invidiano in tanti”

Maurizio Sarri: “Non so se sto ragazzo ha enorme personalità o non è consapevole di quello che sta facendo. E’ entrato anche in Champions come se giocasse la partitella del giovedì.”

…e alcune dichiarazioni rilasciate dallo stesso mediano sulla propria carriera, ai tempi del Bologna.

In campo riesco a mantenere la calma e non ho paura di alcun avversario. Quando gioco penso a ciò che devo fare, mi piace farmi sentire […] Quest’anno sono cresciuto dal punto di vista tattico, ma anche da quello tecnico: sono giovane e devo ancora imparare molto. […] Mi piace tantissimo Yaya Touré, per la sua tranquillità in campo e visione di gioco. Spesso  ho guardato le sue partite, per capire come si muove e cosa fa. Un altro giocatore che ammiro è Lucas Biglia della Lazio. I tre del campionato che mi hanno colpito? Il primo è Lucas Biglia, il secondo è Paul Pogba della Juventus, che è davvero devastante, e poi dico Borja Valero della Fiorentina. Contro loro tre è stata durissima, sono davvero fortissimi!”.

Diawara nella Roma

Diawara sarà il mediano titolare su cui si costruirà il futuro. Si tratta di un giocatore giovanissimo, con uno stipendio piuttosto basso (a Napoli prende 900mila euro, non potrà aumentare di molto il suo guadagno nella Capitale), silenzioso e disponibile. Il guineano si adatta piuttosto bene ai princìpi di gioco di Fonseca, che richiede un mediano che sappia giocare a due tocchi senza appesantire la manovra e piuttosto dinamico. Inoltre, sebbene sia guineano di nascita, si tratta di un italiano d’adozione, perfetto per continuare l’opera di “normalizzazione” della rosa, che nei prossimi anni dovrà essere costruita su giocatori interni (possibilmente autoctoni), che conoscano il campionato e la lingua.

Tifoso giallorosso classe 2001 cresciuto nel mito di Totti e De Rossi. Roma-Barcellona era il giorno del mio compleanno.

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