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Carlo Verdone: “il mio derby indimenticabile legato a Totti”

Il derby è una partita particolare e noi tifosi lo viviamo in modo unico. E’ difficile spiegarne i motivi ma resta, di fatto, un qualcosa di inimmaginabile. Abbiamo avuto il piacere di intervistare nuovamente Carlo Verdone parlando proprio di questo, rivivendo i suoi derby passati e i suoi ricordi di un calcio, che oggi, sembra esser tutt’altra cosa.

Roma Lazio non sarà mai una partita come le altre, a questa sfida ognuno lega un personale ricordo o emozione. Quale è il derby che lei ricorda con maggior affetto?

“Quello che ho più presente nella memoria e che mai scorderò è quello dove Francesco Totti entrò e segno quel meraviglioso goal in sforbiciata. Potrei benissimo ricordare delle partite in cui abbiamo vinto ma quella è stata la gara dove, il vecchio capitano, prese per mano la squadra portandola al pareggio con un gesto atletico che solo un vent’enne forse riuscirebbe a fare, un gesto fatto con rabbia e cattiveria.

Quello è un derby che ricordo con particolare piacere anche per lui e per quello che è stato per la Roma.”

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Si ricorda il primo derby visto allo stadio?

“Il primo derby visto allo stadio avrò avuto 11 anni più o meno e ricordo che i primi derby allo stadio li perdevamo sempre ed io tornavo a casa con addosso una tristezza infinita. Mi ricordo che era un disastro, un vero colpo al cuore ma a differenza dei derby di oggi c’era un’ atmosfera sicuramente molto bella e più tranquilla, era una festa e ci si divertiva. Non c’erano i rischi e i pericoli che ci sono oggi.

Addirittura alla fine della partita i laziali venivano sotto alla curva con una bara di cartone con sopra scritto: “qui giace la Roma” e al massimo si prendevano addosso un po’ di mele, aranci ma finiva tutto lì. E di conseguenza i tifosi Romanisti andavano sotto alla nord con striscioni con sopra scritto “qui è perita la Lazio” con un’altra bara fatta di cartone e anche li si prendevano addosso una pioggia di frutta. 

Purtroppo tutto cambiò da quando ci fu’ quella tragedia al povero Paparelli .”

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C’è un calciatore o dei calciatori della sua infanzia che le mancano talmente tanto da sognarli ancora in campo con la nostra maglia?

“A me manca tanto sai cosa? I colpi di testa di Roberto Pruzzo che, nonostante non fosse alto, riusciva ad avere una precisione, una rabbia e una velocità di esecuzione impressionante.

Un centravanti come lui che sbagliava veramente poco a me piaceva tantissimo. Oggi ne abbiamo un altro molto diverso ma capisco anche che sono cambiati i tempi ed il gioco è diverso. Oggi si preferisce giocare con una punta centrale che sappia anche fare da “regista” offensivo.

Oltre a Pruzzo a me manca un terzino come Rocca. Secondo me Francesco è stato un qualcosa di strabiliante, saltava tutti con una velocità e facilità imbarazzante oltre a servire per i compagni dei cross perfetti. Lui mi ha voluto conoscere ultimamene all’Olimpico ed era emozionato, io più di lui.

Appena mi ha visto mi ha detto: “ Carlo tu con i tuoi film…” ed io l’ho subito stoppato dicendogli: “ ma lascia perde i film miei, tu mi hai reso felice. Vederti giocare era una poesia, era fantastico.” Ci siamo abbracciati ed è stato un momento veramente emozionante.”

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Ha mai visto, o sentito via radio, un derby insieme al grande Alberto Sordi?

“Sì, stavamo lavorando a casa sua per il film “troppo forte”, era una delle ultime giornate di campionato e decidemmo di lavorare anche di domenica. Accendemmo la radio e la sentimmo lì. Mi sembra di ricordare anche che vincemmo ma lui non esultava tanto, era un uomo molto composto a differenza mia che vivevo il derby con molta passione.

Era un tifoso di cuore.”

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Secondo lei perché a Roma si vive così intensamente il derby?

“Francamente faccio molta difficoltà anche io a spiegarmelo, sai cos’ è ? Ognuno vorrebbe dire “Roma siamo noi”. Loro dicono che sono più antichi, noi diciamo che rappresentiamo la Roma vera. Noi diciamo che sono burini, loro che siamo inferiori il che è tutto da dimostrare, è più un conquistare nella mente la città.

Ci sono veramente tante sfaccettature diverse.”

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Lei ha interpretato tantissimi ruoli e personaggi nei suoi film, c’è un motivo per il quale lei non ha mai indossato i panni del tifoso Romanista nei suoi film?

“L’ho fatto in qualche sketch televisivo , solamente nel film “il gallo cedrone” quando sto in coma all’ospedale gli amici col microfono mi dicono la formazione dello scudetto dei tempi di Viola e fanno capire che sono della Roma.

Non l’ho mai rappresentato perché francamente lo hanno fatto in tanti e mi sembrava troppo banale, lo fece Gassman eccezionalmente . E poi detto francamente è tanto faticoso, dovrei urlà tutto il tempo non ce la posso fa (testuale)”

Lei nei suoi film si è sempre circondato soprattutto di bellissime donne Laziali come Asia Argento, Margherita Buy, Nancy Brilli, Francesca Neri ed ha lavorato con attori del calibro di De Sica e Montesano.

Ci incuriosisce sapere se anche voi, come noi, vi mandate sms durante e dopo la partita o se avete dei riti scaramantici …

“Quando si arriva in roulotte se la Roma ha vinto sono un signore e non dico niente mentre gli altri se la Lazio vince provocano ma io non li assecondo mai, ma qualcosa quando esco la dico, magari una battutina gliela lancio sempre.

Me l’hanno fatto mille volte soprattutto il truccatore Alfredo Marazzi, un laziale appassionato ogni volta che vincevano mi faceva trovare una torta con scritto “ per Carletto nostro forza Lazio e buona colazione.” Io prendevo la torta dicevo : “ammazza bona sta torta e poi gliela spiaccicavo in faccia.” Andava a finire sempre così.

De sica di calcio non ci capisce nulla, una volta andò allo stadio e si arrabbio perché non c’erano le poltrone. Christian e il calcio sono due cose opposte, non conosce nessun giocatore e non ha nessun tipo di cultura calcistica. Se gli chiedi cosa è il fuorigioco non lo sa, non sa proprio niente della Lazio.”

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Grazie Carlo per averci concesso questa intervista 

“Grazie a voi ragazzi, un abbraccio grande a tutti i tifosi giallorossi e sempre forza Roma”

L’amore per la Roma è qualcosa di unico e durante l’intervista a Carlo, con l’immaginazione, ho rivissuto quei derby dove lo sfottò e il divertimento erano le uniche “problematiche” che si potevano vivere.

Lo sport dovrebbe tornare ad essere come in passato dove chi andava a vedere partite come questa poteva andare allo stadio sereno e tranquillo con la certezza di assistere serenamente ad uno spettacolo unico.

“Nascere Romani e Romanisti è un privilegio” F.Totti

Classe 1987. Romano di Roma e tifoso della squadra che porta il nome della città eterna deve a suo nonno l'amore per questi colori. Ha collaborato per ilrompipallone.it e per sportiamo.biz. Diploma di maturità classica, svolge il ruolo di tecnico di manutenzione presso l'istituto superiore di sanità a Roma.

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