Champions League: Le Pagelle di Porto – Roma

Salvare il salvabile. Tentare un insperata qualificazione alla Champions League edizione 2019/20. Questo rimane della penosa stagione della Roma.

Al netto dei difetti strutturali della rosa evidenziatisi anche oggi, rimane l’amaro in bocca più che per il pessimo arbitraggio di Cakir (malafede), per il fatto che la nostra squadra mette in campo il massimo impegno solo in partite da dentro o fuori o nelle grandi occasioni.

Olsen: sicuro e preciso. Fantastica parata in apertura di ripresa quando vola sul secondo palo a togliere un pallone dall’angolino. 7

Karsdorp: sembra concentrato, macina chilometri dando anche appoggio a Zaniolo sulla destra, fino al grossolano errore che consente al Porto di raddoppiare. 5

Kolarov: spinge meno del solito e tanti suoi cross (perché sempre bassi?), sono facile preda della difesa avversaria. Ma dalla sua parte copre con esperienza, e tiene bene fisicamente fino al minuto centoventi a dispetto della sua età. 6

Manolas: colpevole sul primo goal del Porto, soffre la fisicità degli attaccanti portoghesi. 5

Marcano: colpevole anche lui sul secondo goal lusitano, la sensazione è che lasci sempre centimetri di troppo agli attaccanti. 5

Jesus: il migliore dei centrali. Senza strafare, rimane concentrato e deciso per 120 minuti. 6,5

De Rossi: prima che contro il Porto gioca contro la iella, il ginocchio, il polpaccio, l’età. Ma lui batte tutti, compreso il rigore che segna e che ci porta per qualche minuto in paradiso. 8

De Rossi, il capitano ha preso per mano la squadra

Nzonzi: primo tempo disastroso. Secondo tempo e supplementari meglio, quando gli altri 19 in campo scendono alla sua velocità standard. 5

Zaniolo: vuole spaccare il mondo. Ma stavolta gli prendono le misure, con le buone (raramente) e con le cattive. 5,5

Dzeko: il “cucchiaio” non è quello di Totti e consente a Pepe, in campo solo per la benevolenza di Cakir, di rimediare. Partita comunque di gran sacrificio condita da pregevoli gesti tecnici. 6

Dzeko con Pepe

Perotti: l’unico degli esterni in grado di saltare l’uomo costantemente. Conquista il rigore del vantaggio. Reduce da infortuni in serie, evidentemente stanco sul finir della contesa. 7

Perotti in lacrime a fine partita

Florenzi: diagonali perfette stavolta, contrasti e corsa. Fino a quell’inutile strattonata a palla lontana che rovina tutto, forse anche definitivamente il rapporto con i tifosi. 4,5

Pellegrini: male nella posizione di mediano, meglio da mezz’ala, Ci si aspetta di più. 5,5

Cristante: partito in sordina, pian piano prende confidenza con il tipo di match dettando i tempi sufficientemente le ripartenze giallorosse. 6

Schick: interpreta al meglio un ruolo non suo. Si procura un evidente calcio di rigore, ma la nullità politica della Roma in Europa glielo nega. 6,5

"Se ci abbracciamo e ci stringiamo la Roma segna" Così mio padre mi teneva stretto quando sentiva la partita alla radiolina Ed eccomi qua: nato il 7 settembre del 1978 Papà di Arianna e compagno di Daniela Ottico optometrista per necessità Pazzo della Roma per scelta, amore appassionato e struggente che fa da sottofondo alla mia vita da quando ho la facoltà di intendere e volere

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