Che fine ha fatto Goicoechea?

La storia della Roma è piena di grandi calciatori, che hanno dato tanto ai tifosi giallorossi con le loro magie e le loro giocate in campo. Bernardini, Falcao, Totti… Protagonisti fin troppo elogiati da tutti, tanto che ormai ci siamo quasi stancati di sentirne parlare.

Questa rubrica perciò non si occupa di loro, ma dei protagonisti giallorossi più nascosti. Quelli che tutti tendiamo ingiustamente a dimenticare, senza però dare la dovuta importanza alla loro avventura nella Capitale. Insomma, quei calciatori che hanno dato tutto per la maglia della Roma, ma che hanno avuto un solo demerito: non essere minimamente capaci di giocare a pallone.

Ibarbo mentre prega di non essere il protagonista di questo numero di Che fine ha fatto?

Oggi parliamo di Mauro Goicoechea, portiere della Roma nella stagione 2012/2013.

Mini bio di Mauro Goicoechea

Mauro Goicoechea nasce il 27 marzo del 1988 a Montevideo. Il suo concepimento serve soprattutto a compensare tutto il talento prodotto dall’Uruguay durante la sua generazione. Un merito per cui viene ancora oggi celebrato a livello nazionale.

La statua di Goicoechea fatta a Montevideo: Mauro è immortalato nell’unica volta della sua carriera in cui si è posizionato bene in porta

Mauro non nasce portiere, ma lo diventa semplicemente perché non sa fare nient’altro in campo. I suoi allenatori di allora lo mettono tra i pali, dove pensano possa fare meno danni. Non sanno ancora quanto stanno sbagliando.

Goicoechea cresce calcisticamente nel Danubio. Fin dall’inizio Mauro mette in mostra tutte le sue qualità. Il suo esordio in campo contro il Tacuarembó nel 2010 finisce infatti 5-4 per gli avversari. In fondo chi ben comincia è a metà dell’opera.

L’unica parata di Goicoechea all’esordio col Danubio. Subito dopo Mauro chiederà scusa a compagni, avversari e pubblico per il brutto gesto compiuto

L’opera di Goicoechea non può esaurirsi però all’Uruguay. Troppo il suo talento per essere confinato dentro un territorio così ristretto. Troppa la sua capacità di prendere gol a ripetizione per non meritare un’occasione anche in Europa.

Zeman mentre visiona i filmati di Goicoechea per decidere se portarlo alla Roma. Allerta spoiler: quella non è una normale sigaretta

Lo nota perciò Zeman, che decide di portarlo alla Roma con sé. I mesi giallorossi rappresentano l’apice della carriera di Mauro. L’uruguaiano gioca molte partite, in cui riesce a regalare al pubblico calcistico italiano autentiche perle come questa contro il Cagliari.

L’autogol di Goicoechea in Roma-Cagliari. Difficile descrivere tutto ciò, impossibile capirne il perché. In questi casi la contemplazione in silenzio è l’unica strada seriamente percorribile

È difficile spiegare un autogol del genere. Segno che il gesto tecnico di Goicoechea va oltre la normale cognizione umana. Purtroppo a fine stagione il prestito non viene rinnovato e Mauro è costretto a tornarsene al Danubio. La domanda allora sorge spontanea: dove diamine è finito poi il portierone uruguagio?

La breve esperienza all’Otelul Galati

Tornato al Danubio, Goicoechea non trova più spazio nemmeno nella sua squadra d’origine. Passa addirittura 6 interi mesi senza giocare neanche una partita. Evidentemente l’eco di quello che ha combinato a Roma è arrivato fino in Uruguay.

Il ridente paesaggio della Romania che accoglie Goicoechea nel gennaio del 2014. Mauro sostituirà ben presto Dracula negli incubi di tutti i bambini del luogo

Ecco perché a gennaio Mauro decide di trasferirsi nell’unico luogo sulla faccia della Terra dove le sue gesta non sono ancora conosciute: la Romania. Lo compra così l’Otelul Galati, una piccola squadra di provincia famosa per aver avuto in passato gente come Florin Cernat e Ciprian Milea.

Florin Cernat mentre guarda esterrefatto il primo allenamento di Goicoechea nell’Otelul Galati. Il calciatore rumeno non riesce a credere che esista davvero un portiere così scarso

Lì finalmente Goicoechea ritrova un posto da titolare, giocando ben 15 partite. Ovviamente non perde il suo tocco magico, incassando anche 17 gol. I rumeni sono incantati. Non hanno mai visto un portiere far segnare gli avversari con quella leggiadria.

I tifosi dell’Otelul Galati piangono durante la prima partita di Goicoechea con la propria maglia. La depressione e lo sconforto li hanno colti alla sprovvista

Purtroppo però a fine stagione l’Otelul decide di vendere Mauro. La dirigenza motiva la scelta dicendo di volere “un portiere vero”. L’ex giallorosso è sconvolto, pensava di aver trovato una nuova casa in cui stabilirsi per sempre. Invece Goicechea deve ricominciare da capo ancora una volta da un’altra parte. E così si trasferisce all’Arouca.

L’anno passato all’Arouca

L’Arouca è una piccolissima squadra del Portogallo. Talmente piccola che purtroppo i suoi dirigenti non hanno un televisore funzionante. Ecco perché nel luglio del 2014 comprano Goicechea per un milione di euro, pensando di aver preso un portiere di livello.

L’unico televisore a disposizione della dirigenza dell’Arouca nel luglio del 2016. Difficile scegliere bene i calciatori così

Mauro è determinato a far vedere a tutti di che pasta è fatto. Stavolta non vuole deludere compagni e tifosi, che hanno puntato tanto su di lui. È pronto perciò a dare il meglio di sé stesso sempre e comunque.

E così nelle 34 partite giocate Goicoechea prende 49 gol (1,5 a gara). Un record anche per lui, che non si era mai spinto fino a tal punto. Purtroppo però questo non basta per far retrocedere la squadra, che arriva solo sedicesima, a pochi punti dalla Serie B.

La classifica della Liga portoghese nel 2014/2015, stagione in cui l’Arouca ha avuto la disavventura di avere tra i propri pali Mauro Goicoechea

La delusione è talmente grande che Mauro chiede subito la cessione. Non può tollerare di aver fallito così miseramente. Ecco perché il 14 luglio del 2015 Goicoechea cambia di nuovo squadra, trasferendosi al Tolosa.

Tolosa per sempre

Vi starete sicuramente chiedendo: ma perché una squadra rinomata come il Tolosa dovrebbe prendere Goicoechea? La risposta è semplice: gli serve un secondo portiere.

La presentazione di Goicoechea con la maglia del Tolosa. Alla conferenza stampa non c’è nessuno purtroppo, nemmeno i parenti di Mauro

Mauro infatti gioca pochissimo in Francia: appena 28 partite in 4 anni. La maggior parte del tempo la trascorre perciò in panchina, dove può incitare comodamente i suoi compagni verso la vittoria. Riesce comunque a prendere 40 gol, giusto per non smentirsi. D’altronde la classe non è acqua.

Resterà sicuramente nella storia la partita di Coppa di Francia contro il Metz nel 2016, finita 12-11 ai calci di rigore. In quella gara Mauro non solo non para un rigore nemmeno per sbaglio, ma è addirittura l’unico giocatore a non segnare dal dischetto, condannando i suoi alla sconfitta e smentendo così la credenza che sia bravo almeno con i piedi.

L’interminabile sequenza di rigori di Tolosa-Metz del 2016. Ci ha pensato Goicoechea a mettere fine a tutto questo. Grazie mille Mauro

Nonostante le sue scadenti performance, Goicoechea trova finalmente una casa a Tolosa. Un posto dove è apprezzato per quello che è: un portiere scarso, buono solo per fare la riserva in una squadra di bassa classifica.

Goicoechea con la sua nuova famiglia del Tolosa. Ora Mauro è veramente felice, anche grazie al fatto che metà dei suoi compagni sembrano non aver capito ancora chi è

È lì allora che Mauro trova la sua dimensione. Un riparo sicuro dalle cattiverie del mondo. Il luogo giusto dove poter mettere radici e restare felice per sempre. Il più lontano possibile dai pali di una porta di calcio.

Accanito tifoso giallorosso, amante dell'arte e del complottismo di massa. Scrittore per puro diletto personale.

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