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Chi è Carles Perez, l’ultimo (forse) acquisto della Roma

Nella serata di ieri, con una mossa davvero a sorpresa, la Roma avrebbe chiuso un’operazione lampo con il Barcellona per Carles Perez. Il giovane esterno sbarcherebbe nella Capitale con la formula del prestito con obbligo di riscatto e controriscatto a favore dei catalani e, soprattutto, con il delicato compito di colmare parte del vuoto lasciato da Nicolò Zaniolo.

Nato nella cittadina catalana di Granollers il 16 febbraio 1998, Carles Perez cresce calcisticamente nel settore giovanile dell’Espanyol prima di passare, nell’estate del 2012, ai rivali del Barcellona. A “La Masia”, il talentuoso Carles fa tutta la trafila delle selezioni giovanili, debuttando con il Barcellona B a 17 anni, nel 2015. Negli anni successivi entra in pianta stabile nella seconda squadra, segnalandosi come uno dei prospetti più interessanti del glorioso settore giovanile blaugrana. Tra Liga 2 e Segunda Division B (cioè la seconda e la terza serie del calcio spagnolo), Perez colleziona 55 presenze, condite da 13 gol e 6 assist. A questi numeri vanno poi aggiunti quelli totalizzati in Youth League, competizione in cui Perez raccoglie complessivamente 24 presenze, 10 gol e 5 assist. Le 9 reti segnate nel corso della stagione 2017/2018, coronata proprio dalla vittoria della Youth League, gli valgono infine la convocazione in prima squadra. Perez debutta tra i grandi all’ultima giornata della Liga, subentrando a Malcom (sì, lui) nei 17 minuti finali della sfida contro l’Eibar. Un sogno che si avvera, come ha modo di dire lui stesso, catalano e tifoso del Barcellona.

Con l’esordio in Liga, di fatto, per Carles Perez si aprono finalmente le porte del calcio che conta. In vista della stagione in corso, il Barcellona lo aggrega alla prima squadra per la tournée estiva in Giappone e Valverde lo getta immediatamente nella mischia. Un’occasione che Perez non si lascia sfuggire, segnando una doppietta nell’amichevole del 27 luglio contro il Vissel Kobe, squadra in cui militano ex-blaugrana del calibro di Iniesta e Villa. Il 25 agosto successivo, alla seconda giornata di Liga, contro il Betis Siviglia, Perez parte titolare accanto a Griezmann e Rafinha e sigla il suo primo gol nella massima serie spagnola. Il 12 ottobre, infine, arriva forse il momento più alto della sua breve carriera. All’ultima giornata della fase a gironi di Champions League, a San Siro, un Barcellona già qualificato e ampiamente rimaneggiato affronta un’Inter a caccia del passaggio del turno. Schierato titolare, Perez impiega 23 minuti per mettere in rete la palla del vantaggio blaugrana, prima del momentaneo pareggio di Lukaku e della rete dell’altro gioiello catalano, Ansu Fati, che fissa il punteggio sull’1-2 ed elimina i nerazzurri. Nella capitale della moda, al di là del gol, il nuovo acquisto giallorosso mette in vetrina tutto il suo talento, esibendosi in accelerazioni e giocate che fanno ammattire l’esperta e collaudata difesa interista. All’ottima prestazione nella massima competizione europea, tuttavia, non fa seguito un impiego costante in campionato. Chiuso da calciatori decisamente più forti ed esperti di lui, Perez racimola solo scampoli isolati di partita. In un’occasione torna addirittura a indossare la maglia del Barcellona B, segnando anche un gol. Nella prima parte di stagione, in ogni caso, il talento catalano colleziona 12 presenze, 2 gol e 3 assist tra Liga, Copa del Rey e Champions League. Un bottino da rimpinguare nella nuova avventura in giallorosso.

Alla quale, va detto, il giovane esterno si presenta circondato da un’aura a metà tra l’ennesima scommessa da vincere e il vago timore di un Bojan-bis. Il ruolo, d’altronde, non è poi così diverso. Un po’ diverse sono invece le caratteristiche di Carles Perez, spesso accostato (forse anche in modo blasfemo) a un certo Arjen Robben. Perez è il classico esterno mancino che fa della grande velocità e dell’ottima tecnica le sue armi migliori. Pur adattandosi anche a sinistra (da dove ha segnato la già citata doppietta al Vissel Kobe), la sua fascia preferita resta quella destra, dalla quale tende a rientrare per esplodere il sinistro. Negli anni passati a “La Masia” ha acquisito anche una discreta propensione alla fase difensiva, ma non è certo per la generosità nel rincorrere gli avversari che Petrachi ha deciso di puntare su di lui. Più verosimilmente, è per la sua capacità di giocare dentro al campo e soprattutto tra le linee, infilandosi nelle difese avversarie esattamente come nell’azione del gol segnato a San Siro, da consumato rapace d’area più che da ala tutta corsa e finte. In tal senso, Perez potrebbe mettere al servizio della Roma una pericolosità sotto porta che manca invece a giocatori come Under e Kluivert, solamente per citare due tra le presenze più fantomatiche dell’ultima uscita giallorossa. Che, ci auguriamo, possano trarre qualche motivazione in più proprio dalla concorrenza del nuovo arrivato. Non sarà Messi, ma se il Barcellona ha inserito nel suo contratto una clausola rescissoria da 100 milioni di euro appena un anno e mezzo fa, qualche motivo dovrà pur esserci.

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