Chi ha vinto trofei dopo aver lasciato la Roma?

Vincere un trofeo è un’emozione che manca da troppo tempo a Roma. L’ultima volta che il popolo romanista ha esultato alzando al cielo una coppa è stato il 24 maggio 2008 in occasione della finale di Coppa Italia contro l’Inter. 2-1 con reti di Mexes e Perrotta che hanno fatto alzare alla banda di Spalletti quello che ad oggi è l’ultimo trofeo. Poi più nessuna vittoria. Di giocatori ed allenatori ne sono passati molti ma nessuna coppa è stata aggiunta alla bacheca.

Con l’impossibilità di pensare al futuro a causa del periodo di stallo, siamo tornati negli anni passati: quelli che vanno dalla stagione 2011-12, primo anno della Roma americana,  sino all’ultima disputata. In particolar modo sono oggetto d’analisi tutti i giocatori che hanno giocato con la maglia giallorossa durante il periodo di presidenza americana e che hanno vinto successivamente con altre squadre.

2011-2012

Degli acquisti realizzati nella stagione 2011-12, la prima con la presidenza americana, molti una volta partiti da Roma sono riusciti a vincere trofei. Ma quell’anno con Luis Enrique in panchina nulla è andato come sperato.
Partiamo da Gago, il centrocampista argentino arrivato nell’estate del ’12 in prestito dal Real Madrid. Con la maglia giallorossa ha disputato 30 partite, ma alla fine non è stato riscattato. Così è tornato al Real per poi essere girato al Valencia. Poi il Velez e infine il Boca Juniors, con il quale ha vinto nel 2015, 2017 e 2018 il campionato argentino.

Anche Miralem Pjanic ha vinto solo dopo esser andato via da Roma. Acquistato l’ultimo giorno di quella sessione estiva di mercato, è stato ceduto nel 2016 alla Juventus che si è avvalsa della clausola di rescissione presente sul suo contratto. Dopo 5 anni in gestione del centrocampo giallorosso il bosniaco è andato a Torino, vincendo 3 campionati, 2 Coppa Italia e 1 Supercoppa.

Marquinho invece ha vinto trofei meno prestigiosi, ma ha pur sempre vinto. Il brasiliano è arrivato nella sessione di gennaio, è stato riscattato in estate e complessivamente ha giocato 1 anno e mezzo nella capitale. Poi inizia un turbinio di prestiti in Italia e nel mondo sino ad arrivare all’Al Ahli, ove ha vinto nel 2015-16 sia la Saudi Cup che il Campionato arabo.

Di Bojan Krcic, acquistato per 12 milioni dal Barcellona, non c’è un grande ricordo a Roma. Ha deluso le aspettative tanto da esser mandato in prestito dopo solo un anno. Ma una volta tornato al Barça ha vinto – pur senza partecipare – la Supercoppa spagnola nel 2013 prima di esser mandato all’Ajax. In Olanda ha vinto alla fine di quella stessa stagione il Campionato e poi la Supercoppa olandese. Infine, una volta in Canada, con la maglia del Montreal Impact ha vinto la Canadian Cup 2018-19. Ma non è mai stato davvero protagonista.

Per concludere, Pablo Daniel Osvaldo. 28 gol in 57 partite in giallorosso e poi una girandola di squadre – prima dell’approdo nel mondo della musica. Quando ha giocato nella Juventus ha vinto uno scudetto, con tanto di gol beffa all’Olimpico contro la Roma. Nel 2015 invece ha vinto il titolo di campione d’argentina col Boca, assieme a Gago.

2012-2013 E 2013-2014

Degli acquisti arrivati in queste due sessioni di mercato non molti hanno trovato la gloria lontano da Roma. Chi l’ha trovata è di certo Marquinhos, che nella capitale ha giocato solo 2 anni ma non sarà mai dimenticato. Comprato come giovane sconosciuto dal Continthians per circa 6 milioni, nel 2013 è stato venduto al PSG per 31,4 milioni di euro. Un giocatore dalle qualità eccellenti che trasparivano già chiaramente alla sua giovane età con la Roma. In Francia si è confermato: 4 Coppe di Francia, 6 Supercoppe, 5 Coppe di Lega e 5 scudetti. Il tutto da protagonista.

Chi non è mai stato protagonista a Roma è stato Loïc Nego, che in realtà in prima squadra non ha mai esordito. Ha giocato in Primavera dopo esser stato prelevato dal Nantes gratis. In Ungheria però ha trovato la sua dimensione. Ha vinto in 2 occasioni la Coppa d’Ungheria, con 2 maglie diverse: quella dell’Ujpest e del Mol Fehérvár. Poi col Videoton ha vinto il titolo nazionale, dimostrandosi amuleto d’Ungheria.

Michael Bradley ha trovato la sua dimensione oltreoceano, in America. Nel 2016-17 e anche l’anno dopo ha vinto la Canadian Cup con il Toronto, poi la Supporters Shield, la Gold Cup e soprattutto la MLS. Da queste parti è principalmente ricordato per il gol contro l’Udinese che è valso la nona vittoria consecutiva della Roma di Garcia.

Nel 2013-14 c’è stato un solo giocatore che ha vinto dopo esser andato via da Roma, ed è Mehdi Benatia. Acquistato dall’Udinese per 13,5 milioni, è stato rivenduto dopo appena un anno al Bayern Monaco per 28 milioni. È stato il pilastro della Roma di Garcia assieme a Leandro Castan. In Germania ha vinto 2 campionati e 1 Coppa di Germania, con la Juventus invece 3 scudetti, 2 Coppa Italia e una Supercoppa. Decisamente un bel bottino.

2014-2015

Questa stagione porta subito in dote Leandro Paredes, prima prestato e poi riscattato dal Boca per 6 milioni. Girato in prestito all’Empoli che lo ha fatto crescere e poi per due anni ha giocato nella Roma a pieno titolo. Quando ha bussato alla porta lo Zenit San Pietroburgo con 23 milioni, l’argentino è stato ceduto, andando a vincere il titolo di campione di Russia. Due anni dopo il passaggio al Paris Saint Germain, con cui ha vinto 1 scudetto e una Supercoppa.

Il passaggio di Victor Ibarbo a Roma è stato meteorico. Si fa persino fatica a ricordarlo in azione con la casacca giallorossa, date le appena 13 presenze prive di gol accumulate in 6 mesi. Arriva in prestito dal Cagliari ma dopo mezza stagione è subito mandato a sua volta in prestito. Dopo una serie di destinazioni è arrivato in Colombia, all’Atlético Nacional e ha vinto la prestigiosa Copa Libertadores del 2015-2016.

Era arrivato a gennaio di quella stagione assieme ad Ibarbo anche Seydou Doumbia, pagato 14,4 milioni e mai realmente lasciato esprimere nella capitale. Ha siglato 2 reti nella fase finale del campionato e poi è stato mandato in prestito con frequenza. Ha alzato al cielo trofei con la maglia dello Sporting Lisbona – Coppa di Lega portoghese nel 2017-18 – e con il Basilea – uno scudetto e una coppa di Svizzera.

2015-2016

Facendo un balzo alla sessione estiva successiva, di nomi importanti ne compaiono a iosa.
Primo su tutti Wojciech Szczesny, il portiere polacco che per due stagioni ha difeso i pali della Roma in prestito dall’Arsenal. Poi al termine del prestito i giallorossi hanno scelto di puntare su Alisson, lasciando tornare al mittente Szczesny. La Juve però ha individuato in lui l’erede di Buffon e lo ha acquistato: da quel momento ha vinto 2 scudetti, una Supercoppa e una Coppa Italia.

Anche Antonio Rudiger ha ottenuto discreti risultati lontano da Roma. Dopo le due stagioni da 72 presenze complessive nella capitale, ha sposato la causa del Chelsea – che lo ha pagato 35 milioni – ed ha alzato al cielo due importanti trofei. Il primo nel 2018, la Coppa d’Inghilterra. Il secondo e più importante nel 2019, l’Europa League vinta in finale contro l’Arsenal.

Lucas Digne ha sostato a Roma invece solo per un anno. È arrivato dal Paris Saint Germain e ci è tornato a fine stagione, prima di esser ceduto al Barcellona. Qui in Spagna, pur non avendo mai avuto un ruolo da primario indiscusso, ha accumulato 2 Coppe di Spagna, 1 Supercoppa e un prestigioso scudetto.

Al Chelsea con Rudiger ci è andato anche Emerson Palmieri, solo che lo ha raggiunto con 6 mesi di ritardo. Dopo 2 anni e mezzo a Roma infatti il brasiliano è stato ceduto a gennaio per 20 milioni ai blues di Londra. Come il tedesco, ha vinto una Coppa Inglese e un’Europa League.

Poi c’è Momo Salah. L’egiziano è stato acquistato per 20 milioni dal Chelsea e poi dopo 3 anni è tornato in Inghilterra, solo che al Liverpool, per la cifra totale di 42 milioni più 8 di bonus. D’altronde i 34 gol e 22 assist romani non sono passati inosservati. Con i Reds ha vinto solo trofei prestigiosi: la Champions League, la Coppa del Mondo per club e la Supercoppa Europea. Il tutto da protagonista assoluto. E, se il virus non avesse fermato il calcio, avrebbe vinto anche la corrente edizione della Premier League.

Per concludere c’è Stefan El Shaarawy, che invece è stato ceduto la scorsa estate per 16 milioni. La tappa da lui scelta è stata decisamente di minor caratura rispetto ai compagni. Ma lo Shanghai Shenua, squadra cinese, lo ha accolto e cullato come un faraone, facendogli anche vincere una Coppa di Cina. Ma il campionato non è tra i più competitivi, specie per uno che l’anno scorso era il capocannoniere della Roma con 11 gol in Serie A.

2016-2017

Quell’anno è sicuramente l’anno di Alisson. È arrivato giovane dal Brasile e di lui non si sapeva così tanto, se non che giungeva dall’Internacional e che si parlava bene di lui. E infatti dopo un primo anno alle spalle di Szczesny, ha spiccato il volo da solo la stagione successiva, quella della semifinale di Champions, in cui lui è stato fondamentale. Champions che ha poi vinto l’anno dopo scegliendo il Liverpool, e unendosi a Salah, vincendo le stesse coppe dell’egiziano. I reds per lui hanno versato 62,5 milioni e 10 di bonus. Un investimento ben fatto.

Thomas Vermaelen doveva essere il centrale di difesa esperto e carismatico che avrebbe accompagnato Manolas per la stagione, ma nulla è andato come previsto. Ha disputato solo 12 presenze – quasi tutte insufficienti – e poi è tornato da dove era venuto, ovvero Barcellona. Lì ha inevitabilmente vinto molto: 1 Coppa di Spagna, 2 campionati e 1 Supercoppa. Ma a Roma non è stato altro che una delusione.

Di delusione si può parlare anche per Gerson, il ragazzo con i piedi d’oro che arrivava dal Brasile e che calamitava su di sé l’attenzione. Ma gli oltre 18 milioni spesi per lui non hanno dato i frutti sperati, tanto che dopo due stagioni è stato dato in prestito alla Fiorentina e quella ancora successiva è stato rimandato in Brasile, al Flamengo. Qui ha ritrovato la sua dimensione, vincendo la Copa Libertadores e svolgendo un ruolo molto importante. Ma non solo: è anche stato campione di Brasile e ha vinto la Recopa Sudamericana. Un bel gruzzolo di trofei.

Chi si ricorda di Clement Grenier? È stato l’acquisto di gennaio ma non ha mai dimostrato granché. Solo 6 presenze più una con la squadra Primavera e un pronto rientro in Francia al Lione. Ma è allo Stade Rennais che ha vinto la Coppa di Francia, risultando per altro vitale per la squadra.

2017-2018 E 2018-2019

Delle ultime due stagioni nessuno ha alzato trofei, per evidenti motivi di tempo ristretto. Della campagna acquisti 2017-18 i vari Defrel, Gonalons, Schick, Jonhatan Silva, Karsdorp ed Hector Moreno non hanno vinto nulla nella scorsa stagione calcistica.

Quest’ultima ha inevitabilmente lasciato molti verdetti a metà, in quanto lo stop forzato dovuto dal virus non ha – ancora – fatto terminare la stagione. I giocatori da tenere sotto controllo ad ogni modo sono Olsen, Marcano, Nzonzi, Coric e Verde. Riuscirà qualcuno a vincere qualche trofeo lontano da Roma?

Sono uno studente di 18 anni ma soprattutto un romanista senza limiti. La mia è una continua ricerca di emozioni sulle quali scrivere, e con la Roma è dannatamente facile.

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