Com’è cambiata la percezione di Nicolò Zaniolo in pochi mesi

Si può passare dal toccare il cielo con un dito a ritrovarsi da soli e in difficoltà senza neanche accorgersene. La linea che divide il paradiso dall’inferno è sottilissima, ancor di più per un professionista che assaggia il successo e la fama così prematuramente. Si rischia di cadere al di là di quella linea e non di riuscire più a rialzarsi.

Nicolò Zaniolo sembra essersi ritrovato in un vortice negativo dal quale dovrà essere bravo ad uscire il prima possibile, schiarendosi le idee e ritrovando quella serenità e spensieratezza dei primi mesi con la Roma. Testimoni di un’involuzione preoccupante proviamo a capire i motivi che hanno portato i tifosi ad iniziare a rivalutare un ragazzo che sembrava essere la speranza futura di una città intera.


DUE STAGIONI NELLO STESSO CAMPIONATO
La stagione di Zaniolo è letteralmente spaccata in due: Una vissuta da protagonista assoluto, l’altra da spettatore non pagante.
Alla base di questo squilibrio sembrerebbe esserci, almeno inizialmente, un discorso di natura tattica dovuta al cambio tecnico in panchina. Molto più al centro del gioco e con la possibilità di arrivare a concludere Nicolò, con mister Eusebio, ha vissuto 6 mesi ad altissimi livelli rivelandosi il più delle volte il migliore in campo anche su palcoscenici europei.
Con l’addio di Di Francesco, l’allenatore che prima di tutti ha creduto in lui buttandolo nella mischia del Santiago Bernabeu, Zaniolo ha perso il riferimento della porta e dei principi (come quello del pressing) che lo avevano esaltato fino a quel momento.

L’atteggiamento più attendista di Claudio Ranieri non ha giovato al ragazzo che, oltre ad aver avuto un evidente calo fisico, si è ritrovato anche a dover interpretare il ruolo di esterno destro in maniera molto più difensiva e lontano dall’area avversaria. Protagonista di prestazioni sempre meno brillanti Zaniolo è finito per perdere continuità e fiducia.

Eloquenti i dati che sottolineano un importante differenza di rendimento

I numeri di Nicolò Zaniolo sotto la gestione Eusebio Di Francesco (fonte: Transfermarkt.it)

I numeri di Nicolò Zaniolo sotto la gestione Claudio Ranieri (fonte: Transfermarkt.it)

L’EXTRA-CAMPO
Interviste, frasi sui social alquanto criptiche e impegni societari non hanno certo aiutato Zaniolo a porre delle basi solide dalle quali ripartire in un futuro prossimo. L’adeguamento del contratto è sicuramente al centro di diversi dibattiti che non hanno aiutato ne lui ne i tifosi a concludere la stagione in maniera serena. 


IL CASO IN NAZIONALE UNDER 21
Conclusa la stagione con la Roma, Zaniolo, si proietta nella tanto attesa avventura degli europei con la nazionale under 21 e lo fa come uno dei fiori all’occhiello della rosa.
Due partite giocate, una saltata per diffida e un episodio che, di certo, non ha fatto che aumentare le polemiche nei confronti di un ragazzo che sembra aver perso la retta via nell’ultimo periodo.
L’ex primavera dell’Inter, insieme al suo compagno di squadra e amico Moise Kean, a causa di un ritardo ad una riunione tecnica verrà escluso dalla lista dei convocati per l’importante sfida con il Belgio.
Le aspettative di vedere un Nicolò Zaniolo protagonista non sono state rispettate e quella che poteva essere un’opportunità si è rivelata un’occasione non sfruttata.


LE PAROLE DI PETRACHI
Infine anche il nuovo Direttore Sportivo della Roma Gianluca Petrachi, nel giorno della sua presentazione, non si è tirato indietro nel rispondere ad una domanda ma soprattutto nel lanciare un chiaro messaggio al ragazzo.
Di seguito un estratto della sua risposta su Zaniolo

Schiettezza e trasparenza. La Roma è pronta a premiare il ragazzo e ad offrirgli un contratto importante a patto che non si esageri e che si continui sull’onda dei primi 6 mesi, periodo in cui Zaniolo ha dimostrato umiltà, abnegazione e riconoscenza nei confronti di una società che gli ha dato l’opportunità di giocare e mettersi in mostra.

Da fuoriclasse predestinato a ragazzo senza testa e valori. Da futuro numero 10 della Roma ad esubero da vendere prima che si svaluti. Alle mezze misure non siamo abituati e l’estate è ancora lunga.
Se Nicolò Zaniolo dovesse rimanere a Roma dovrà essere bravo a ricominciare non da dove ha finito, ma da dove ha iniziato; da quel ragazzino che più giocava e più ci faceva sognare

Classe 1997, Romano e Romanista. Studente presso la facoltà di Scienze della Comunicazione. Nato nel 23 ottobre più freddo degli ultimi 50 anni, esattamente 14 anni dopo la più bella coreografia mai realizzata nella storia del calcio.

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