Cosa aspettarsi dai nuovi acquisti dopo la sosta?

Con la tanto attesa fine del calciomercato si può tornare a parlare di calcio concretamente. Niente più acquisti né cessioni per qualche tempo, ma solo il campo che decreterà se il lavoro svolto in estate è stato proficuo o meno. La pausa delle nazionali ha strozzato la Serie A proprio in fase di riscaldamento dei motori, dopo appena 2 giornate. Ma le due settimane senza campionato in questo caso hanno anche dato indicazioni utili per la Roma che vedremo la prossima domenica. Perché questo che appare agli occhi di molti come un periodo morto nasconde in realtà tante agevolazioni per le squadra, in particolare la Roma.

Il duro lavoro di compravendita di Petrachi, con decine di operazioni concluse, sarà valutato di giornata in giornata tramite i risultati della squadra allenata da Fonseca. Il tecnico portoghese dovrà essere abile a creare un gruppo unito, ad amalgamare le qualità dei giocatori e a farli rendere al meglio per ambire a traguardi prestigiosi. Di tutti gli acquisti ufficializzati molti devono ancora scendere in campo con la maglia della Roma, ma il loro apporto sarà fondamentale per ripartire alla massima velocità. Quindi cosa bisogna aspettarsi dagli acquisti estivi della Roma dopo la fine della sosta?

SPINAZZOLA E ZAPPACOSTA

Due nuovi acquisti, due terzini – uno destro, uno sinistro – e due infortuni, uno a testa. Leonardo Spinazzola, prelevato dalla Juventus nello scambio con Luca Pellegrini e qualche milione, ha dimostrato le sue qualità notevoli in amichevole ma a pochi giorni dalla prima partita contro il Genoa ha alzato bandiera bianca. Probabilmente non avrebbe giocato data la forma di Kolarov, ma l’infortunio al bicipite femorale sinistro che lo ha tenuto fuori per 3 settimane è stato un duro colpo. Ora sembra pronto per ricevere la convocazione contro il Sassuolo dato che è tornato ad allenarsi con il gruppo, ma immaginarlo in campo appare troppo difficile.

Per Zappacosta invece la situazione è ancora peggiore. Il terzino ex Chelsea dopo aver giocato una manciata di minuti contro il Genoa, doveva partire titolare contro la Lazio. Peccato che nel riscaldamento pre-partita (c’è chi dice addirittura sulla scale prima di accedere al campo) il polpaccio abbia cambiato i suoi piani e quelli di Fonseca. E così al suo posto ha giocato Florenzi a destra con Kluivert ala a sinistra. L’esito degli esami è stato crudele: lesione di secondo grado al soleo che lo terrà fuori dai campi per 3-4 settimane.
Per vederlo figurare nuovamente con la maglia giallorossa addosso, perciò, sarà necessario attendere un bel po’.

SMALLING E MANCINI

E centralmente a difendere la porta di Pau Lopez, portiere acquistato in estate ma già ampiamente titolare, sono arrivati Smalling e Mancini. Due colpi diversi, sia per modalità che caratteristiche, ma entrambi potenzialmente fondamentali. Ad oggi l’unico all’apparenza certo del posto da titolare come difensore centrale è Federico Fazio, al quale con ogni probabilità si unirà Chris Smalling. Il centrale inglese è arrivato a Roma a un paio di giorni dalla fine del mercato ed è stato il nome a sorpresa di Petrachi per il reparto arretrato. Dopo 9 stagioni vissute quasi sempre da titolare allo United, Smalling ha scelto Roma per ritrovare una centralità persa da quando Solskjaer siede sulla panchina dei Red Devils. La pausa delle nazionali ha sicuramente giovato al numero 6 , che ha potuto conoscere i nuovi compagni (o almeno quelli rimasti a Trigoria) ma soprattutto iniziare a metabolizzare le richieste di mister Fonseca. Velocità, aggressività, anticipo ed accortezza saranno ingredienti fondamentali per la buona riuscita della sua avventura romana. Ma sono tutte qualità che Smalling possiede nel DNA. Deve solo rispolverarle un po’. Intanto la sua titolarità nella prossima partita appare fuori di dubbio: al fianco di Fazio giganteggerà lui.

Per Gianluca Mancini il discorso è diverso. Più giovane e grezzo rispetto al compagno inglese, l’ex Atalanta avrà bisogno di tempo prima di entrare a far parte del giro dei titolari. Nelle prime apparizioni contro Genoa e Lazio, la prima da subentrato la seconda da titolare, ha alternato ottime letture e interventi a errori banali da penna rossa. Il suo tempo verrà, ma non bisogna accelerare i tempi per non farlo andare in difficoltà. Ha solo 23 anni e viene da un mondo tattico particolare come quello dell’Atalanta di Gasperini. Dopo la sosta non sarà ancora la sua ora.

DIAWARA E VERETOUT

Due operazioni importanti, sia economicamente che qualitativamente, che devono andare a rinforzare la Roma sulla mediana. Nel gioco di Fonseca i due mediani devono esser bravi a spezzare l’azione avversaria con aggressività, intercettazione del pallone e tackle, per poi ricostruire una trama a favore dal basso. In tal senso entrambi gli acquisti sulla carta appaiono azzeccati, anche se finora non si sono fatti valere.

Diawara è rientrato nell’affare che ha portato Manolas al Napoli. Il centrocampista guineano è stato identificato come un interprete perfetto per le richieste dell’allenatore romanista, che pare fosse innamorato di lui da un paio d’anni. La capacità di Diawara di porre ordine a centrocampo e rendersi il metronomo di tutta la squadra prendendo spesso il pallone e smistandolo potrebbe farlo diventare in poco tempo centrale in questa Roma. Al momento però ha giocato solo gli ultimi secondi di gara nel derby, dimostrando come per ora Fonseca preferisca a lui Pellegrini e Cristante, che pure in fase di contenimento sono stati tutt’altro che brillanti. Il 22enne, causa anche la giovane età, è ancora un po’ immaturo e risulta spesso frenetico e confusionario, ovvero l’opposto della freddezza e della tranquillità che deve garantire alla squadra. Ancora non è pronto per un posto da titolare, ma migliorando mentalmente e tecnicamente, può dire la sua in un futuro prossimo.

Jordan Veretout invece deve essere l’uomo in più del centrocampo della Roma. Avrebbe dovuto subito rilevare Cristante divenendo il mediano più di contenimento al fianco di Pellegrini con Zaniolo sulla trequarti, ma così non è stato. La causa è stato un infortunio alla caviglia che gli ha fatto saltare quasi tutta la preparazione in estate e che lo ha fatto ritardare notevolmente con la forma. Queste settimane dovrebbe averle sfruttare per rimettersi al pari con i compagni, tanto che si parla di una sua titolarità contro il Sassuolo accanto a Cristante, con Pellegrini avanzato sulla trequarti e Zaniolo largo a destra a sostituire Under infortunatosi in nazionale (il lato oscuro della pausa). La Roma lo aspetta con ansia. E Fonseca non vede l’ora di inserire le sue qualità nel meccanismo giallorosso.

MKHITARYAN E KALINIC

Come si può pensare di schierare titolare un giocatore appena arrivato con si e no 4 allenamenti con la nuova squadra? La risposta si può trovare nei 90 minuti di Henrikh Mkhitaryan in Armenia – Bosnia. Il capitano armeno ha dominato il match, lo ha plasmato a immagine e somiglianza della sua volontà e lo ha piegato con 2 gol, 1 assist e un autogol avversario causato. È stato un tornado che ha travolto la Bosnia di Dzeko, che ha segnato ma che non è riuscito a placare il nemico di nazionale ma compagno di squadra.
L’armeno è in una forma smagliante e con il Sassuolo partirà dall’inizio senza troppi grattacapi. È forte e per questo sarà in grado di assicurare qualità nella trequarti offensiva a Fonseca anche se non conosce fino in fondo le sue richieste tattiche. È un top player. E lo dimostrerà a partite da domenica.

Anche Kalinic è pronto. Solo che il croato ha un bel problema da risolvere: Edin Dzeko. Il numero 9 della Roma è titolare e lo sarà probabilmente per il resto della stagione. Kalinic perciò dovrà essere bravo a sfruttare al meglio le occasioni che Fonseca gli concederà o per far riposare Dzeko o per farglielo affiancare in qualche circostanza. Il croato non sarà una pedina centrale dello scacchiere romanista ma dovrà ugualmente garantire gol e creare occasioni al contrario del suo predecessore, Patrick Schick.

La rosa è valida, tra nuovi arrivati e chi è rimasto.
Ma ora non si può più sbagliare.
La Roma deve dimostrare la sua forza.

Sono uno studente di 18 anni ma soprattutto un romanista senza limiti. La mia è una continua ricerca di emozioni sulle quali scrivere, e con la Roma è dannatamente facile.

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