Dalle amichevoli a Roma-Genoa: i punti fermi

Perugia, Lille, Bilbao, Real Madrid: tralasciando le prime due amichevoli con Trastevere e Tor Sapienza, la Roma ha costruito la propria estate secondo un percorso ascendente.

L’ultima sgambata contro l’Arezzo è servita a mettere a punto gli ultimi dettagli.

Il disclaimer è sempre lo stesso: le idee tattiche di mister Fonseca hanno bisogno di tempo per essere assorbite e, quantomeno a livello di disponibilità, i tifosi della Roma possono portarsi dietro le buone sensazioni sulla volontà dei giocatori di seguire lo spartito del portoghese.

Paulo Fonseca.

1. Quanto si è visto di positivo

Sotto questo aspetto, la partita col Real Madrid è stata forse la migliore uscita della Roma in questa estate.

Offensivamente, la costruzione dal basso e lo sviluppo successivo della manovra sono state assolute protagoniste.

In particolare, Bryan Cristante ha finalmente offerto una prestazione all’altezza delle aspettative.

Il centrocampista friulano si è fatto spesso trovare tra i due centrali per la salida lavolpiana e fluidificando l’inizio della manovra giallorossa.

Questa maggiore padronanza in uscita, complice un Pau Lopez decisamente a suo agio col pallone, ha permesso di trovare spesso l’uomo dietro le linee di pressione del Real.

La reazione ha catena ha consentito alla Roma di prodursi in numerose occasioni da gol, anche grazie ad un ritrovato Nicolò Zaniolo e alla cucitura dei reparti garantita da Edin Dzeko, Diego Perotti Cengiz Under.

Un altro tema di rilevante importanza in vista dell’esordio in campionato è, senza dubbio, l’aspetto della tenuta fisica: nei secondi tempi delle amichevoli, la Roma ha spesso cambiato marcia, riuscendo a recuperare il risultato (a Lille) o a imporre il proprio ritmo alla partita.

2. Cosa non va

La transizione difensiva è una delle maggiori problematiche paventatesi nelle amichevoli.

Se la difesa di Fonseca si è trovata a suo agio sul blocco posizionale basso, i meccanismi di restringimento del campo in avanti ancora non sono oliati.

In particolare la linea difensiva, a prescindere dai componenti delle singole partite, ancora fa fatica ad accorciare in avanti quando gli altri reparti operano il pressing (emblematico il gol di Marcelo).

Su questo aspetto, Fonseca dovrà lavorare tantissimo, considerando che la Roma passa da un sistema difensivo particolarmente reattivo come quello di Claudio Ranieri ad uno proattivo e impostato sul tenere lontani gli avversari dalla propria porta.

L’emblema delle difficoltà della linea difensiva ad interpretare i diktat di Fonseca: Juan Jesus non esce su Modric nel mezzo spazio di destra, consentendo al croato di aprire il gioco verso Marcelo. Si notano, ancora una volta la sfasatura della linea e le incertezze sul seguire i centrocampisti nel pressing.

Allargando la prospettiva d’analisi, sono le distanze tra i reparti a non sembrare del tutto convincenti. La causa può essere una condizione fisica discreta ma ancora non ottimale.

Trequarti completamente libera per il Madrid, Cristante e Pellegrini troppo schiacciati sui centrali.

3. Verso il Genoa

Piccola premessa: come tante altre squadre del campionato, il Grifone sembra aver abbracciato una filosofia di gioco propositiva, associativa e offensiva, assumendo l’ex Aurelio Andreazzoli sulla propria panchina.

Aurelio Andreazzoli, nuovo tecnico del genoa ed ex allenatore/collaboratore tecnico della Roma.

La Roma affronterà, nella prima di campionato, una squadra decisamente non barricadera e in grado di creare non pochi problemi in transizione, sfruttando le geometrie di Lasse Schone e le corse di Christian Kouamé.

La Roma dovrà essere in grado di vincere la sfida sulla qualità del possesso e riuscire a contenere, innalzando il livello d’attenzione, le folate offensive dei rossoblu.

Nato a Foggia il 13/09/1994. Vivo a Roma da quattro anni, studio Giurisprudenza alla LUISS. Romanista da sempre, amante del calcio in generale.

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