de rossi

Daniele De Rossi, l’ultima pagina di un amore infinito

E’ freddo qui.
Oggi, non ci sono parole per descrivere ciò che il nostro corpo prova,
assolutamente.
Ci siamo sentiti come quando il nostro amico del cuore decide di cambiare casa
per colpa di genitori assenti che decidono per lui cosa è meglio fare.
Oggi, essere tifosi della Roma, è stato deprimente.
Brutto.
Ci siamo sentiti soli, abbandonati.
Quello che doveva essere un normale giorno lavorativo
si è tramutato in un incubo per noi tifosi,
noi appassionati di Roma.
Amanti di Roma.
Matti di Roma.

Quando quel mio amico mi ha contattato dicendomi in maniera delicata,
rovinandomi la mattinata : “Ao, a De Rossi nun je rinnovano er contratto st’infami“,
ho pensato fosse la solita voce.
Sinceramente non gli ho dato peso. Quando poi ho iniziato a vedere la notizia ovunque,
allora mi sono preoccupato. Mi sono sentito, per un attimo, perso.

La prima cosa che ho detto nella mia ingenuità è stata:
Ma già se n’è ito Francesco, e mo?“. Continuavo a sperare fosse uno scherzo ma, quando ho appreso della conferenza stampa, allora la le lacrime sono iniziate a formarsi dentro al mio cuore. Alla mia anima.

De Rossi, l’ultimo capitano, chiude con la Roma.
Ci lascia.
Vederlo lì mi ha riportato indietro nel tempo e mi sono tornati in mente gli occhi lucidi di Totti.
E’ inutile negarlo, credo sia successo a tutti.

Non voglio parlare di rabbia perchè ormai siamo abituati,
non voglio soffermarmi sull’avidità sentimentale di questa società e, tantomeno, voglio pensare a quanto possa essere infame il tempo, quel maledetto tempo citato sempre da Francesco.

Gli anni possono anche sempre passare, come per tutti, ma l’amore no.
I sentimenti veri li vedi negli occhi degli anziani a 90 anni perchè, se il corpo decade,
la luce delle pupille no. Quello resta vivo. Resta sempre presente e brillante.

Daniele oggi era un’ altra persona, era un uomo.
Non era il numero 16 , non era il nostro capitano, non era un atleta.
Era un uomo ferito nell’ orgoglio, nell’anima.
Io mi auguro che prima o poi qualcuno faccia qualcosa, che la sorte faccia capire al destino che ci sta voltando le spalle da troppo tempo e che, i personaggi che prendono queste decisioni per gli altri, non sono dirigenti,
sò stronzi.

de rossi

Per noi, Daniele, resterà sempre quel profumo di mare che accarezzavamo osservandolo nelle sue scivolate in campo che eseguiva come onde perfette, quelle onde che oggi sono diventate burrascose,
quelle onde che da oggi saranno accompagnate da un cielo nero sopra Roma che si appresta a salutare,
a fine campionato, il suo ultimo capitano.

Daniele De Rossi è, e resterà sempre la Roma.
Quella vera.
Quella de core.

Classe 1987. Romano di Roma e tifoso della squadra che porta il nome della città eterna deve a suo nonno l'amore per questi colori. Ha collaborato per ilrompipallone.it e per sportiamo.biz. Diploma di maturità classica, svolge il ruolo di tecnico di manutenzione presso l'istituto superiore di sanità a Roma.

Lascia un commento

Il tuo indirizzo email non sarà pubblicato. I campi obbligatori sono contrassegnati *