De Zerbi e Fonseca: così simili, così distanti

Chi scrive, per ragioni anagrafiche, ha conosciuto Roberto De Zerbi sia da giocatore che da allenatore. Fantasista dalla grande qualità e da una proporzionale pigrizia da calciatore, allenatore innovativo e sanguigno ora; questo l’identikit del tecnico bresciano, passato in pochi anni dalla panchina del Darfo Boario alla ribalta col Sassuolo.

Roberto De Zerbi.

La carriera di De Zerbi è stata rapida, quasi sempre in ascesa e connotata dai principi tattici del juego de posicion, anche in contesti tecnici non elevatissimi.

Il grande amore dell’attuale coach neroverde è sicuramente Foggia; da calciatore, fu protagonista della storica promozione in C1 dei Satanelli agli ordini di Pasquale Marino. Da tecnico, nel 2014, si fece conoscere come uno dei migliori giovani tecnici italiani, costruendo una squadra dal gioco chiarissimo e riconoscibile nonostante la categoria. Fatali due avvenimenti, per la sua esperienza in rossonero: la finale playoff persa col Pisa di Gennaro Gattuso nel 2016 e la lite con la dirigenza nell’agosto dello stesso anno.

Dopo la fallimentare esperienza sulla panchina del Palermo, è il derelitto Benevento della stagione 2017/2018 a permettere a De Zerbi di spiccare il volo verso la panchina del Sassuolo. Nonostante i sanniti non abbiano mai avuto una sola speranza di salvezza, il calcio di De Zerbi rese dignitoso un girone di ritorno altrimenti difficile. Anche qui, le stesse peculiarità: calcio offensivo, controllo della partita attraverso l’utilizzo del pallone, fluidità posizionale.

Sarà per questo, sarà per l’innegabile  propensione a valorizzare i giocatori a disposizione (per info, chiedere a Pietro Iemmello), il patron Squinzi decide di affidare la panchina del suo Sassuolo al bresciano. Dopo un girone d’andata positivo, i neroverdi trovano qualche inciampo e chiudono la stagione 2018-2019 ad un onorevole undicesimo piazzamento.

Il Sassuolo di questa stagione.

La stessa Roma, dopo i rifiuti di Antonio Conte e Gian Piero Gasperini, aveva vagliato la candidatura di De Zerbi, prima di virare su Paulo Fonseca. Le motivazioni sono evidenti: entrambi sono seguaci della scuola catalano-olandese, seppur con le loro differenze. Entrambi portati a far palleggiare la squadra in zone basse per poi attaccare lo spazio alle spalle del pressing avversario. Entrambi, insomma, promettono spettacolo per la gara di domani.

La presenza di un tecnico come De Zerbi non può che far bene al movimento calcistico. Il suo Sassuolo, nella passata stagione, ha sofferto molto meno che nella precedente, nonostante la presenza di un tecnico navigato come Beppe Iachini. Dal successo di molti dei progetti tecnici dell’attuale Serie A (si pensi anche ad AndreazzoliLiverani) passa il rinnovamento del nostro pensiero calcistico. Insomma, a mister De Zerbi non si possono che far gli auguri di un ottimo campionato, a partire da domenica 22 agosto.

Nato a Foggia il 13/09/1994. Vivo a Roma da quattro anni, studio Giurisprudenza alla LUISS. Romanista da sempre, amante del calcio in generale.

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