Diawara e Veretout: Ecco perché Fonseca li ha voluti così fortemente

C’è aria di rivoluzione positiva in casa Roma. Per carità, ci sarà sempre qualcuno a ricordarci che è sempre troppo presto per giudicare o che sarà solo il campo a decretare il verdetto. Questo è vero, senza alcun dubbio, ma il punto è un altro. Il punto è la ricerca di una logica, un senso, un filo che leghi le scelte a delle esigenze ben precise. Gianluca Petrachi sta operando in sinergia con il suo allenatore condividendo letture ed idee, esercizio che nella passata sessione estiva di calciomercato abbiamo faticato a riconoscere tra mister Eusebio Di Francesco e Ramòn Monchi. 

Il senso di quanto appena detto si racchiude tutto nella scelta delle due pedine che andranno a formare il cuore del centrocampo. Amadou e Jordan. Diawara e Veretout. I due ragazzi, per i quali sono stati investiti 40 milioni di euro in totale, saranno il motore del centrocampo della nuova Roma di Paulo Fonseca. Petrachi, secondo il sottoscritto, ha regalato a Fonseca due interpreti funzionali ai principi di gioco del mister ma soprattutto due giocatori che potrebbero beneficiare l’uno della presenza dell’altro. Capiamo però perché:

AMADOU DIAWARA: MENTE E FACILITATORE

Le caratteristiche del ragazzo sono note in quanto già apprezzate in questi anni sia al Bologna che al Napoli. La tecnica e la visione di Amadou, messe a disposizione prima di Donadoni e poi di Sarri, si sono rivelate un contributo importante per i rispettivi obiettivi finali delle due squadre (salvezza per la squadra romagnola e posto in Champions per i partenopei).  

La tranquillità nel gestire il pallone anche in mezzo al traffico è sicuramente la qualità che spicca di più

Tranquillità, postura e finte di corpo permettono a Diawara di uscire vincente anche da situazioni complicate

In carriera viaggia con un 88.5% di precisione nei passaggi, con picchi che scollinano il 90% come nell’edizione della Champions League 2017/2018 con il Napoli, dato che testimonia anche l’esperienza accumulata da Diawara seppur molto giovane (Amadou è un classe 1997).

Nonostante la predisposizione nel giocare “corto” l’ex Napoli non disdegna cambi di gioco o filtranti lunghi, a testamento di una varietà di soluzioni che il ragazzo possiede 

Non solo sicurezza negli appoggi ma anche capacità di scavalcare la linea avversaria con lanci lunghi

Altra sua caratteristica importante è la facilità di verticalizzazione velocizzando così la manovra, qualità che sicuramente può essere ancora migliorata come scelta e selezione dei momenti

La Roma aveva bisogno di un regista e di un giocatore capace di costruire dal basso come richiede Fonseca e il ragazzo guineano sembra rispecchiare a pieno queste caratteristiche. 

La prima uscita pre-stagionale della Roma ha visto Nzonzi ricoprire quel ruolo, abbassandosi tra i due centrali e cominciando la costruzione. Non si fa fatica ad immaginarsi Diawara svolgere proprio quel lavoro.

JORDAN VERETOUT: PRESENZA, GAMBA E PIEDE

L’ultimo acquisto in ordine cronologico della Roma è forse la ciliegina (per adesso) su una torta che siamo molto curiosi di assaggiare. Il classe 93 in due stagioni con la Fiorentina ha dimostrato di essere un centrocampista completo e utile in diverse zone del campo. 

Il connubio tra quantità e qualità è da giocatore veramente importante ed è la caratteristica che più di tutte ruba l’occhio. Nonostante non sia altissimo (il francese misura 177 cm per 77 kg) Veretout è un giocatore compatto e granitico, che fa del dinamismo una delle sue qualità più importanti. 

Infatti, Jordan, è 1° per contrasti tentati e 2° per contrasti vinti nella Fiorentina. 

Un recupero di Veretout su Zaniolo, colui che inizialmente aveva sorpreso tutti proprio per prestanza fisica
Un anticipo di Veretout, ancora su Zaniolo, nella stessa partita. Nonostante l’evidente differenza strutturale tra i due il francese ha vinto quasi tutti i duelli in quel match

Andare a contrasto non solo per la fase di distruzione ma anche per cominciare quella di costruzione e ripartenza, specialità che sembra appartenere al francese.  

Veretout e Nainggolan a duello, due “colossi” della specialità di recupero palla. Il francese arriva a contatto con il belga sbilanciandolo e dando tempo ad Edimilson Fernandes di arrivare in aiuto. Jordan, una volta recuperata palla, inizia la transizione da fase difensiva a fase offensiva
Ancora una volta tutta l’esplosività nell’andare a disturbare di Veretout. Questa volta la vittima è Simone Verdi

La facilità di corsa e la frequenza di quest’ultima (sempre regolare) permettono a Jordan Veretout di appartenere a quella categoria di giocatori definiti “box to box” e di ricoprire ampie zone di campo. Questa capacità è importantissima anche per quanto riguarda la fase del pressing (quella tanto cara a Fonseca), fase in cui Jordan potrebbe diventare un vero proprio fattore. Di seguito un paio di esempi della potenzialità del calciatore da questo punto di vista

La propensione di andare a pressare alto della Fiorentina di Pioli ha permesso a Veretout di mostrarci il giocatore può diventare in questo tipo di situazioni
Tutta la caparbietà del Francese nell’andare a sradicare la palla dal regista avversario e ad andare a concludere anche con una certa freddezza

Come sappiamo però la medaglia presenta sempre due facce. Se da un lato c’è uno strapotere in termini fisici e dinamici dall’altro c’è, a volte, un’incapacità di gestione e controllo. Infatti sono ben 12 i cartellini gialli di Veretout nell’ultima stagione accompagnati anche da un’espulsione. Altro dato interessante è quello sui passaggi intercettati, soprattutto se lo si mette in relazione a quello dei contrasti citato in precedenza. Veretout è solo 6° per passaggi intercettati nella Fiorentina, a testimonianza di come il giocatore cerchi più lo scontro diretto rispetto ad un lavoro sulle linee di passaggio.
Fonseca e il suo staff dovranno essere bravi ad istruire Jordan anche a diverse letture e sensibilizzarlo da un punto di vista tattico.

Oltre alla sue doti prettamente difensive si commetterebbe un errore se non si prendesse in considerazione anche la qualità e la tecnica del giocatore. Capace di fraseggiare, verticalizzare e arrivare a concludere l’ex viola si è dimostrato in questi due anni una vera e propria risorsa anche da un punto di vista offensivo. Un dato che bisogna tenere in considerazione è sicuramente quello dei passaggi chiave, categoria in cui il francese primeggia nella sua ormai ex squadra

Fraseggio e verticalizzazione sono nelle corde del francese

Veretout è infine anche un eccellente tiratore di calci piazzati: Sono 8 i gol su rigore e 2 su punizione in due anni ed è inoltre un ottimo battitore di calci d’angolo.

Sicuramente Veretout ha dato dimostrazione di quanto fatto fino ad adesso grazie ad un calcio verticale come quello di Pioli, modo di interpretare la partita sicuramente diverso rispetto quello più posizionale di Fonseca. Vedremo se il calciatore riuscirà a fare un ulteriore salto di qualità sotto la guida del portoghese.  

CONCLUSIONI

Amadou e Jordan conoscono ormai dinamiche e abitudini del nostro calcio, sono ancora relativamente giovani (dunque con ulteriori margini di miglioramento) e sembrano sposarsi con i principi del mister.
Uno specialista di gestione del pallone come Diawara, che potrà dare sfogo alla manovra e dettare i tempi, e un centrocampista tuttofare come Veretout che sa sporcarsi le mani e che, sono sicuro, potrà arrivare a livelli molto lati se dovesse colmare quelle poche lacune delle quali si è parlato in precedenza.

Veretout e Diawara al termine delle visite mediche.
Inizia ora la loro avventura in giallorosso

Classe 1997, Romano e Romanista. Studente presso la facoltà di Scienze della Comunicazione. Nato nel 23 ottobre più freddo degli ultimi 50 anni, esattamente 14 anni dopo la più bella coreografia mai realizzata nella storia del calcio.

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