Pastore

Dopo Nainggolan c’è vita: Pastore ci guida

Dopo Nainggolan c’è vita: Pastore ci guida

Volenti o nolenti, Radja Nainggolan è un nuovo giocatore dell’Inter.
Si lo so che già lo sapete tutti visto che si parla di uno dei maggiori trasferimenti estivi della Serie A, ma è anche giusto ripeterlo ulteriormente per metabolizzare ed esorcizzare la paura che senza il Ninja non si possa più giocare a calcio.
Di certo il belga è stato il massimo esponente del centrocampo giallorosso negli ultimi anni grazie a gol, assist, acconciature ipnotiche e interviste focose; ma il fatto che non sia più in giocatore della Roma è un dato di fatto.
Quindi basta piangere e basta idolatrarlo, perché ora è il pupillo dei tifosi nerazzurri.
Nainggolan se n’è andato ma la Roma è rimasta.
E poi se per un Ninja che va c’è un Flaco che viene allora me ne faccio una ragione.
La Roma ha acquistato dal Paris Saint Germain Javier Pastore.
Adesso toglietevi dagli occhi le bende che vi impediscono di guardare oltre Radja e rileggete con attenzione l’ultima frase.
Javier Pastore è un nuovo giocatore della Roma.
Forse ancora non vi rendete ben conto di chi stiamo parlando perché siete troppo presi ad asciugarvi le lacrime (giustificate, per carità) per una delle cessioni più dolorose degli ultimi anni.
Però vi chiedo di sforzarvi e guardare con obiettività il nuovo acquisto.

TEMPISMO
Partiamo dalla modalità con la quale la Roma ha acquistato il Flaco.
Dopo 1 giorno dalla cessione ufficiale di Nainggolan la Roma annuncia l’acquisto a titolo definitivo di un centrocampista che ha giocato per 6 anni di fila nel Paris Saint Germain.
Ricordate la telenovela Mahrez dopo la cessione di Salah?
Le ricordate le snervanti attese concluse in un buco nell’acqua che ci ha fatto mangiare le mani per tutto l’anno?(Schick non me ne volere.)
Ecco, quest’anno abbiamo assistito all’esatto opposto.
Oggi va via il centrocampista più forte della rosa, domani ne entra uno altrettanto pronto ed esperto.

ESPERIENZA
Ecco, l’esperienza.
Cristante, Coric e Kluivert jr.
Prima di Pastore, a parte Marcano, l’età media degli acquisti di Monchi era di 21 anni.
Cristante 23 anni, Coric 21 anni e Kluivert 19.
Freschezza, talento ed imprevedibilità, che rischiano però di esser vanificate dalla mancanza di giocatori che possano fare da chioccia ai giovani.
E quindi ecco Pastore, che assieme a Cristante, Coric, De Rossi, Pellegrini, Strootman e Gonalons forma un centrocampo equilibrato e ricco di possibilità.
Rileggete con attenzione i nomi e datemi torto…

SCELTA TATTICA
Che vi piaccia o no, il mister voleva altro.
Dopo una stagione in cui il centrocampo si è rivelato tutto muscoli e grinta Di Francesco ha cercato altro.
Ha cercato quel giocatore dotato di grande qualità nei piedi che potesse stravolgere un match.
Ha cercato meticolosamente un giocatore che con una “giocata” potesse cambiare la partita.
E ha trovato El Flaco Pastore.
Non chiedetegli le sgroppate del Ninja e neanche i recuperi disumani ai quali ci aveva abituato il belga, ma dategli la palla tra i piedi e non ve ne pentirete.
Assist, dribbling, precisione e visione di gioco da fantasista.
Meno muscoli.
Più qualità.

PIU’ POSSIBILITA’
Centrocampista centrale, mezzala, trequartista ed esterno d’attacco.
A lui va bene tutto, ma non benissimo.
I 7 anni parigini dopo il biennio da sogno con il Palermo hanno evidenziato le lacune mentali e fisiche del giocatore, troppo spesso costretto a restare ai box per infortunio o in panchina per scarsa continuità.
Eppure sotto la Torre Eiffel sarà per sempre ricordato come un talento eccelso.
Di Francesco con l’argentino in squadra avrà la possibilità di usare un trequartista puro e quindi cambiare modulo con più facilità.
Da mezzala non brilla a causa del passo cadenzato, proprio come quando gioca da esterno d’attacco, ma la sua capacità di vedere la profondità e i suoi tempi di gioco lo rendono un top player.

“Morto” un Ninja si fa un Pastore.
Daje Flaco!

Sono uno studente di 18 anni ma soprattutto un romanista senza limiti. La mia è una continua ricerca di emozioni sulle quali scrivere, e con la Roma è dannatamente facile.

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