E se fosse Zaniolo il sostituto di El Shaarawy?

“Un indizio è un indizio, due indizi sono una coincidenza, ma tre indizi fanno una prova.”

Agatha Christie

Era l’8 luglio scorso quando la Roma ha ufficializzato il trasferimento di Stephan El Shaarawy allo Shenhua Shanghai per 16 milioni di euro. Una cessione sicuramente dolorosa, ma quasi obbligata. Vista la data di scadenza del contratto del Faraone (30 giugno 2020). E visto soprattutto il mega stipendio offertogli dai cinesi.

Stephan El Shaarawy in posa con la maglia dello Shenhua Shanghai durante la sua presentazione in Cina.

Da quel giorno, sui giornali sono spuntati fuori sempre più nomi accostati alla Roma nel ruolo di esterno d’attacco. Brahimi, De Paul, Suso, Bailey, Bergwijn, Deulofeu. Giocatori anche molto diversi tra loro (alcuni perfino mancini di piede). Ma tutti di fatto candidati alla sostituzione di Elsha nella rosa giallorossa.

Eppure Petrachi non ha mai parlato di un acquisto preventivato in quella parte del campo. E anche De Sanctis, quando è stato interpellato sulle strategie del mercato romanista, ha fatto capire in qualche modo che non sarebbe previsto l’acquisto di un sostituto diretto di El Shaarawy.

Gianluca Petrachi

Tanto che, a margine della conferenza stampa di presentazione di Gianluca Mancini, Morgan ha dichiarato: “Da qui in avanti dobbiamo fare un altro ingresso di un difensore centrale. Le altre decisioni verranno prese secondo parametri tecnici ed economici“. Come a voler intendere che, a parte il centrale difensivo, gli altri acquisti saranno subordinati necessariamente ad altre nuove cessioni.

Morgan De Sanctis

Quindi, sembra quasi che la Roma non stia cercando attualmente un altro esterno offensivo al posto di Stephan. Probabilmente perché ritiene di non averne bisogno, avendolo già in rosa.

Stephan El Shaarawy

Ok, ma chi è questo giocatore già presente a Trigoria che andrebbe a sostituire di fatto Elsha? Inizialmente, in molti avevano pensato che potesse essere Florenzi. D’altronde, Alessandro ha iniziato la sua carriera nella Roma come ala sotto la gestione di Rudi Garcia. E in più nelle prime due amichevoli estive è stato effettivamente provato in quel ruolo da mister Fonseca.

Paulo Fonseca

Peccato però che Flore sia stato schierato come esterno sinistro contro il Tor Sapienza e il Trastevere. Ruolo dove i giallorossi hanno già Kluivert e Perotti in teoria (mentre è dall’altra parte che hanno il solo Under). Inoltre, in allenamento continua ad essere impiegato come terzino. Così come è stato fatto nelle tre amichevoli successive (nonostante la ricerca di un altro giocatore in quella posizione da parte della Roma).

Alessandro Florenzi in azione da ala sinistra nell’amichevole contro il Tor Sapienza.

Un’altra idea percorribile potrebbe essere allora quella che porta a Nicolò Zaniolo. In fondo, il giovane centrocampista italiano ha giocato come ala destra più volte durante la scorsa stagione. Anche se non sempre ha fornito lì le sue migliori prestazioni secondo critica e tifosi.

Nicolò Zaniolo

Vediamo dunque se davvero Zaniolo può essere il sostituto in casa di El Shaarawy all’interno del sistema tattico di Fonseca. Cercando di raccogliere i celebri “tre indizi” necessari a costituire una prova secondo Agatha Christie. Che probabilmente non si intendeva molto di calcio. Ma di enigmi invece assolutamente sì.

Indizio n. 1 – L’abbondanza di trequartisti centrali nella rosa giallorossa

Il primo indizio che ci fa pensare seriamente ad un utilizzo di Zaniolo più largo quest’anno è l’abbondanza di trequartisti centrali nella Roma. Un’abbondanza tale da rendere praticamente impossibile immaginare una loro rotazione limitata ad un solo ruolo.

Infatti, sono ben tre i “dieci” presenti nella rosa giallorossa. Oltre a Zaniolo, di cui abbiamo già parlato, c’è innanzitutto Lorenzo Pellegrini. Il ragazzo romano è cresciuto tantissimo nell’ultimo anno. E proprio da quando è stato spostato sulla trequarti.

Lorenzo Pellegrini

È vero, Lorenzo potrebbe benissimo essere impiegato più indietro ogni tanto. Ma l’acquisto di Veretout e la permanenza di Cristante ci inducono a ritenere complicata una soluzione del genere adottata con continuità da Fonseca.

La heatmap stagionale di Lorenzo Pellegrini nella scorsa Serie A. I suoi tocchi sono a tutto campo. Favorito in ciò proprio dalla posizione di trequartista centrale, che gli ha permesso di non essere troppo legato a compiti difensivi e preventivi. (fonte: SofaScore)

E poi c’è ovviamente Javier Pastore. L’argentino è reduce da una stagione disastrosa con la maglia della Roma, piena di infortuni e prestazioni opache. In molti inizialmente pensavamo che fosse destinato a partire quest’estate. Ma la totale assenza di offerte reali per lui, unita alla sua voglia di riscattarsi in giallorosso, lo hanno reso praticamente incedibile per Petrachi.

Javier Pastore

Tra l’altro, bisogna dire che in queste prime amichevoli El Flaco sta dando qualche segnale incoraggiante. Proprio giocando finalmente nella sua posizione preferita. In un sistema di gioco che sicuramente riesce ad esaltare al meglio le sue caratteristiche tecnico-tattiche. La speranza è allora che possa almeno rimanere sano in modo continuativo quest’anno. Così da potersi davvero rilanciare.

La heatmap stagionale di Javier Pastore nella scorsa Serie A. La sua predisposizione a giocare tra le linee è evidente pure qui, nonostante lo scarso minutaggio avuto durante la stagione. (fonte: SofaScore)

Avendo quindi già Lorenzo Pellegrini e Pastore in rosa ad alternarsi come trequartisti centrali, facciamo fatica a vedere lo spazio necessario a Zaniolo per affermarsi in quel ruolo quest’anno. Ecco quindi che il suo spostamento come ala destra diventa quantomeno una possibilità concreta per Fonseca.

Indizio n. 2 – Il particolare uso delle ali nel gioco di Fonseca

L’obiezione più grande che si può fare a questa ipotesi è ovviamente quella che Zaniolo non è un vero e proprio esterno d’attacco. Tanto che nell’ultima stagione, quando è stato impiegato lì, ha reso spesso in modo abbastanza deficitario rispetto al solito.

La heatmap stagionale di Nicolò Zaniolo nella scorsa Serie A. Colpisce quanti palloni abbia dovuto toccare sull’esterno alla fine. Cosa che sicuramente non ama moltissimo. (fonte: SofaScore)

Ecco allora che arriva in soccorso il secondo indizio a favore della nostra tesi, che riguarda prettamente il sistema di gioco di Fonseca. Come tutti ormai sanno, il tecnico portoghese è solito usare un 4-2-3-1 come modulo di base. Quindi con un trequartista centrale e due ali in teoria. Un po’ come la prima Roma di Spalletti.

L’attuale formazione base della Roma di Fonseca con Zaniolo messo come ala destra. In teoria, Nicolò partirebbe dall’esterno inizialmente. (fonte: buildlineup.com)

In realtà, però, il modo che ha Fonseca di interpretare questo modulo è molto diverso da quello dell’allenatore toscano. Infatti, nel suo calcio, le ali non devono stare larghe, ma devono accentrarsi costantemente, per aumentare la densità in mezzo al campo e contribuire centralmente allo sviluppo della manovra offensiva. Mentre sono i terzini a fornire l’ampiezza necessaria alla squadra.

La posizione mediamente occupata in realtà dall’ala destra nello Shakhtar Donetsk di Fonseca. È chiaramente visibile come essa sia un trequartista centrale aggiunto in pratica. Mentre l’ampiezza è data dal terzino destro che si sovrappone sulla sua fascia.

Pertanto, si può dire che nel gioco di Fonseca le ali sono come dei trequartisti centrali aggiunti. Che giocano più che altro tra le linee avversarie a piede invertito. Scambiandosi continuamente la posizione tra loro per trovare un varco nella difesa rivale.

Una tipica azione dell’ala destra di Fonseca. Il pallone viene ricevuto sempre in mezzo al campo e con il piede forte già indirizzato verso la porta. Così da favorire scambi e giocate in velocità centralmente.

Perciò, in questo sistema Zaniolo sembra perfetto per quel ruolo. Visto che non dovrebbe stare largo e aspettare il pallone, come è accaduto negli ultimi mesi con Ranieri in panchina. Ma invece potrebbe venire dentro al campo a fare le sue solite giocate. Con l’ulteriore vantaggio (rispetto alla posizione di trequartista puro) di non avere il mediano avversario come marcatore diretto. E di poter ricevere il pallone sempre con una postura del corpo già orientata verso la porta rivale.

La heatmap stagionale di Marlos nella scorsa Champions League. I suoi tocchi sono quasi soltanto al centro del campo, nonostante abbia giocato sempre da ala destra nello Shakhtar Donetsk di Fonseca. Molto più di quanto abbia potuto fare Zaniolo l’anno scorso nello stesso identico ruolo con Ranieri. (fonte: SofaScore)

Un po’ come ha fatto l’anno scorso invece quando Di Francesco lo ha impiegato come ala destra (anche se le richieste di Eusebio in tal senso non erano così estreme come quelle di Fonseca). Quando infatti ha reso comunque molto bene. Facendo anche alcune grandi prestazioni (come quella all’andata contro il Porto in Champions League).

Il gol di Zaniolo contro il Porto nell’andata degli ottavi di finale della Champions League dell’anno scorso. In quella partita, Nicolò giocò da ala destra, ma fece comunque una grande prestazione.

Tra l’altro, i numeri fatti registrare da Zaniolo nella sua prima stagione alla Roma sono molto più simili a quelli degli esterni dello Shakhtar di Fonseca (Marlos e Taison), piuttosto che a quelli del suo trequartista centrale titolare (Kovalenko). In particolare, Nicolò ha effettuato 2,1 dribbling di media ogni 90 minuti (con un’efficienza del 54%), 2,4 tiri, 0,9 passaggi chiave e 0,3 cross. (fonte: WhoScored.com)

La tabella riepilogativa delle statistiche di Nicolò Zaniolo. I dati sono espressi in media ogni 90 minuti giocati. È evidente come le sue migliori qualità offensive siano il dribbling e il tiro.

Così come Marlos ha realizzato 2 dribbling di media ogni 90 minuti (con un’efficienza del 50%), 2,5 tiri, 1 passaggio chiave e 0,3 cross. E Taison ha fatto 1,4 dribbling di media ogni 90 minuti (con un’efficienza del 44%), 1,6 tiri, 1,3 passaggi chiave e 0 cross. Mentre Kovalenko ha compiuto 0,3 dribbling di media ogni 90 minuti (con un’efficienza del 33%), 0,1 tiri, 1,1 passaggi chiave e 0 cross.

Pertanto, Kovalenko ha collezionato numeri nettamente inferiori a quelli di Zaniolo per quanto riguarda tiri e dribbling, le vere specialità che devono avere per forza le ali del tecnico portoghese. Al contrario del trequartista centrale puro, che deve più che altro essere bravo a smistare il pallone e inventare la giocata in profondità.

La tabella riepilogativa delle statistiche di Marlos, Taison e Kovalenko, i tre trequartisti dell’ultimo Shakhtar Donetsk di Fonseca. I dati sono espressi in media ogni 90 minuti giocati. In particolare, in rosso sono evidenziati i rispettivi dati dei tre che coincidono maggiormente a quelli di Zaniolo. È evidente come Marlos e Taison (cioè quelli che formalmente ricoprivano il ruolo di ali) abbiano numeri nettamente più simili a quelli di Nicolò rispetto a Kovalenko (che invece era il trequartista centrale).

Si può concludere allora che forse il miglior modo che ha in teoria Fonseca per utilizzare tatticamente Nicolò Zaniolo è proprio quello di esterno offensivo destro. Dove Nicolò può davvero mettere in mostra tutte le sue qualità (probabilmente anche più che da trequartista centrale in questo sistema). E tornare così a dominare le partite come nei suoi primi mesi con la maglia della Roma addosso.

Indizio n. 3 – L’ottima prestazione di Zaniolo da ala destra nell’amichevole contro il Rieti

Ma, come diceva la buona vecchia Agatha Christie, due indizi possono benissimo essere solo una semplice coincidenza. Ecco perciò che ne serve un altro. Che formi finalmente la prova che stiamo cercando per sostenere in modo adeguato la nostra tesi su Nicolò Zaniolo.

Nicolò Zaniolo contro il Rieti nell’amichevole di sabato scorso a Trigoria.

Questo ultimo indispensabile indizio è arrivato sabato scorso proprio da Fonseca, che ha schierato Zaniolo come esterno offensivo destro nell’amichevole giocata dalla Roma contro il Rieti. Nonostante avesse altri giocatori a disposizione da mettere in quel ruolo (tipo Antonucci o Defrel).

La posizione mediamente occupata da Zaniolo nell’amichevole contro il Rieti, nonostante in teoria sia stato impiegato da ala destra. Da lì, agendo come una sorta di trequartista aggiunto, Nicolò può fare praticamente quello che vuole in campo.

E così, contro la compagine laziale, Nicolò non solo è stato autore di una prestazione molto importante (per quanto possa contare, visto il livello dell’avversario). Ma ha anche messo in pratica tutti gli aspetti che abbiamo sottolineato in precedenza dal punto di vista teorico. Dimostrando come questa posizione gli calzi davvero a pennello.

Una triangolazione veloce tra Zaniolo e Karsdorp contro il Rieti. Qui Nicolò decide di fare una sponda di prima al compagno.

In particolare, Zaniolo è riuscito a ricevere il pallone sempre smarcato ed in movimento. In una porzione di campo ideale per un mancino come lui. Da dove ha potuto sempre scegliere se tirare o passare il pallone ad un compagno, stando ogni volta fronte alla porta e con il pallone sul proprio piede sinistro.

Una bella conclusione di Zaniolo contro il Rieti. Qui Nicolò si accentra palla al piede e prova subito il tiro dalla lunga distanza.

Non a caso Nicolò è sembrato aver recuperato finalmente l’entusiasmo dei tempi migliori. Andando spesso a contrasto in modo energico ed efficace. E ritrovando anche la via del gol.

Il gol di Zaniolo contro il Rieti. Qui Nicolò si era già inserito centralmente nell’area di rigore avversaria.

Insomma, una prestazione veramente degna di nota. Che ha permesso di rivedere il vero Zaniolo in campo dopo tanto, troppo tempo. E che ci ha fornito definitivamente la prova che ci serviva per sostenere la nostra tesi iniziale: i giallorossi non hanno bisogno di comprare un sostituto di El Shaarawy sul mercato. Perché molto probabilmente sarà Nicolò Zaniolo a ricoprire il ruolo lasciato libero da Stephan quest’anno. Diventando di fatto una delle ali della Roma di Fonseca.

25 anni, romanista da sempre, ma giornalista da poco, speravo anch'io de morì prima dell'addio al calcio di Francesco Totti.

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