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Esclusiva Fdr, Luigi Cagni: “Fonseca? Allenatore di grande qualità”

Luigi Cagni, con le sue 483 partite, è attualmente l’ex calciatore più presente nel campionato di Serie B. Da allenatore ha girovagato in tutta Italia vincendo con il Piacenza un campionato di serie B (1994-1995) e un campionato di serie C1 (1980-1981). 694 partite da allenatore e tanta esperienza alle spalle.

La redazione di Febbredaroma ha avuto il piacere di fare una chiacchierata con il mister, il quale ci ha dato la sua opionione su alcune tematiche che vedono la nostra squadra al centro di numerose chiacchiere.

Lei crede che questo processo di “deromanizzazione” da parte della società sia giusto, dopo gli addii di De Rossi e Totti, o certe bandiere crede che meriterebbero un occhio di riguardo?

“No, perchè è il sistema che è cambiato, sono cambiate tantissime cose. Negli ultimi venti anni è cambiato il sistema in generale. Io ricordo i giornali cosa dissero appena arrivò questa società: “adesso arrivano gli americani con i soldi“. Sono imprenditori e, da quando le società di calcio sono diventate società per azioni, è cambiato tutto.

Se tu accetti questo cambiamento, lo devi accettare in ogni sua forma, positiva o negativa che sia. Se tu accetti un presidente americano all’inizio, quando promette soldi e acquisti, devi farlo anche dopo. Questi personaggi hanno una cultura differente. Qui la burocrazia è lenta, guardate gli stadi ad esempio. Nel nostro paese ne mancano di nuovi ed è una vergona.

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La società ha deciso di puntare su Fonseca dopo il rifiuto di Conte e dopo aver sondato Sarri. La convince questa scelta?

“Per me la Roma sapeva benissimo che non avrebbe mai potuto prendere allenatori del calibro di Conte o Sarri. Ci ha provato ugualmente perchè doveva difendere l’immagine. Doveva scegliere un allenatore giovane, di non molte pretese ma al tempo stesso di grandi qualità. Secondo me Fonseca è di qualità. A me piaceva molto lo Shakhtar, questa squadra aveva una grande identità e spero che il mister riesca a trasmetterla anche alla Roma. Non è facile riuscire in poco tempo a fare questo, serve pazienza e a Roma spesso, (ti dico anche che mio figlio è Romanista), di panzienza non ce n’è.

Dieci anni fa la Juventus era messa malissimo, ci ha impiegato 3 anni per poi vincere 8 scudetti di seguito. Io mi ricordo quando si susseguirono in panchina Del Neri, Ferrara, Ranieri. Ne hanno cambiati moltissimi finchè arrivò Conte. Bisogna che impariamo questa cosa, nel calcio in poco tempo non si costruisce nulla.”

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Milan fuori dall’Europa League, Roma direttamente ai gironi. Secondo lei una squadra come la Roma quanto bene potrà fare in campionato e quanto potrà andare avanti in Europa?

“Guarda, oggi fare delle previsioni è impossibile. Il mercato deve ancora iniziare, io non ho visto ancora contratti perchè le ufficialità partono dal 1 luglio. Se non ci sono contratti e rose pronte non si può parlare di obiettivi. Non è possibile.”

Il calo di Zaniolo visto anche in Nazionale, lei che ne ha allenati tanti di giovani calciatori, a cosa è dovuto secondo la sua esperienza?

L’errore che viene fatto nei settori giovanili è che non si insegna a  crescere come uomini e come professionisti. Non basta spiegare ai giovani come stare in campo, bisognerebbe aiutarli ad affrontare questo mestiere e purtroppo non viene fatto! Quando arrivi in prima squadra le cose cambiano in modo veloce, devi sempre fare di più, sapere cosa fare. Andare a dormire presto, ad esempio, è fondamentale perchè il corpo non è una macchina perfetta, in ambito professionistico non è questione solo di fisico.

Quello di Zaniolo non è stato un calo fisiologico, una volta raggiunto il posto da titolare si è fermato. Discoteche, social,  nottate fuori, tutte queste balle qua non aiutano, non è questo il calcio. I giovani dovrebbero guardare Ronaldo e il suo stile di vita. Non ti regala niente nessuno, la fisiologia non ti regala nulla, le sconti tutte perchè quello che fai a 18-19 anni lo paghi quando ne hai 26-27. Zaniolo ha un fisico particolare, ha una struttura pesante. Se non capisce che deve fare il professionista al 110% diventa un problema.

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La Roma è alla ricera della punta centrale, sembra che Dzeko possa andare all’Inter, si parla molto di Higuain e Icardi in ottica futura. Lei chi vedrebbe bene?

Stai parlando con uno che ha sempre criticato Icardi, ma non perchè non sia un bravo calciatore ma perchè io, da allenatore,  preferisco un attaccante che sappia giocare con la squadra. Direi più Higuain che Icardi per la Roma.

Grazie del tempo che ci ha dedicato mister, a presto!
” Un saluto a tutti voi “.

Classe 1987. Romano di Roma e tifoso della squadra che porta il nome della città eterna deve a suo nonno l'amore per questi colori. Ha collaborato per ilrompipallone.it e per sportiamo.biz. Diploma di maturità classica, svolge il ruolo di tecnico di manutenzione presso l'istituto superiore di sanità a Roma.

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