Esclusiva FdR: Roma-Dundee, il ricordo di Emidio Oddi

Ci sono partite che è impossibile dimenticare. Sono le partite che passano alla storia. Quelle che segnano in modo così profondo la vita di una società di calcio da rimanere indelebili nella memoria di calciatori e tifosi. E che vengono necessariamente tramandate alle generazioni successive, come un ricordo prezioso da custodire con cura.

Per noi romanisti, una di queste partite è per forza Roma-Dundee 3-0 (21′ Pruzzo, 40′ Pruzzo, 58′ Di Bartolomei su rigore). Un match leggendario, che si è giocato esattamente il 25 aprile di 35 anni fa. E che ha portato la squadra giallorossa in finale di Coppa dei Campioni per la prima ed unica volta nella propria storia.

Per celebrarne il trentacinquesimo anniversario, abbiamo contattato uno dei protagonisti di quell’impresa, Emidio Oddi. Che ci ha raccontato il suo personale ricordo di quel pomeriggio così bello ed importante per la storia della nostra Roma.

ricordo

Emidio Oddi è il secondo seduto partendo da sinistra

Emidio Oddi, qual è il suo personale ricordo di quella partita?

“Ricordo di essere entrato sul 3-0. Devo dire che ero molto nervoso, perché mister Liedholm mi aveva messo per difendere il risultato. E si sa che bastava prendere un gol ed era finita… Per fortuna, questo non è successo. E così abbiamo portato a casa un grande risultato.”

Vi aspettavate di riuscire a rimontare il 2-0 dell’andata?

“Sapevamo che era dura, ma noi eravamo molto determinati. Ed eravamo certi che tutto fosse ancora possibile.”

Quanto è stato importante il sostegno del pubblico giallorosso per realizzare quell’impresa?

“Il pubblico a quel tempo era sempre determinante. Ricordo che c’erano oltre 70000 persone a tifare per noi quel pomeriggio all’Olimpico.”

Che emozioni ha provato al triplice fischio dell’arbitro?

“Ho provato gioia innanzitutto. Ma ho tirato pure parecchi sospiri di sollievo, anche perché in Scozia non avevo fatto una bella partita. Poi ricordo lo sfogo verso l’allenatore avversario, che all’andata ci aveva apostrofato “Italiani bastardi”.”

Grazie mille per quest’intervista, signor Oddi.

“Grazie a voi per avermi fatto rivivere certe emozioni. Forza Roma.”

Sempre e comunque.

25 anni, romanista da sempre, ma giornalista da poco, speravo anch'io de morì prima dell'addio al calcio di Francesco Totti.

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