Febbre da calciomercato n. 10

Ogni settimana, i giornali ed i siti a tinte giallorosse ci regalano gustose voci o notizie di calciomercato legate alla Roma. Ecco quelle che hanno colpito di più la nostra attenzione stavolta (cliccate qui invece se volete vedere il precedente numero della rubrica).

5 cose più ferme del calciomercato della Roma

20 luglio 2019. Sabato mattina. Non è né un sabato qualunque né un sabato italiano. Sì, perché la Roma annuncia l’acquisto del francesissimo Jordan Veretout dalla Fiorentina. Completando il quinto colpo del proprio scoppiettante ed entusiasmante inizio di calciomercato estivo.

Il segreto della prima parte del calciomercato giallorosso. Le famose palline scoppiettanti di Petrachi. Una volta finite queste, è come se si fosse interrotta la magia.

13 agosto 2019. Questa volta è un martedì mattina. Nello specifico, parliamo proprio di oggi. Mancano 12 giorni all’inizio del campionato. E 21 alla fine del mercato. Eppure la rosa della Roma è ancora incompleta. E Petrachi non ha più concluso nessuna operazione nel frattempo. A parte la cessione in prestito gratuito di Karsdorp.

Ecco una foto di Petrachi ieri in riva al mare della sua Lecce. Lo sconforto per lo stallo del calciomercato romanista ha preso il sopravvento in lui. Nemmeno i delicati profumi del Salento riescono a tirarlo su.

Insomma, da tre settimane il calciomercato giallorosso è praticamente immobile. Fermo. Stantio. In fase di stallo. Senza motore. A terra. Con le ruote sgonfie. Ancorato al suolo. Inamovibilmente inamovibile. Piantato.

Ecco la terribile svolta che ha preso il calciomercato giallorosso tre settimane fa. Purtroppo la strada sbagliata può portare anche a doversi fermare del tutto a volte.

Acquisti e cessioni vanno a rilento. Senza che all’orizzonte si veda realmente qualcosa che possa davvero sbloccarlo. È come se Petrachi si fosse incartato su se stesso. E non sappia più come uscirne.

Ecco una recente foto di Petrachi. Si vede chiaramente che si è incartato su se stesso e che non sa più come uscirne.

Purtroppo, non possiamo sapere veramente cosa stia combinando il ds giallorosso. Anche la nostra redazione, che di solito riesce a scoprire l’impensabile e a svelare l’inimmaginabile, stavolta non è stata in grado di trovare nessuna assurda e improbabile spiegazione a questo imperscrutabile arcano.

Ecco il membro della nostra redazione che avevamo incaricato di trovare una spiegazione plausibile alle strategie del più recente mercato giallorosso. Alla fine, è arrivato addirittura a 65 ore consecutive di ragionamenti cervellotici e super elaborati. Tutto pur di capire cosa diamine stesse combinando realmente Petrachi. Peccato solo che non sia riuscito a trovare niente e abbia deciso perciò di togliersi la vita. Addio bro, ci mancherai.

Allora, un po’ per farci perdonare e un po’ per tirare su il morale a tutti, abbiamo deciso di trovare 5 cose più ferme del mercato della Roma. 5 cose che ci facciano capire davvero cosa significa essere immobili e inamovibili. Così da vedere finalmente il calciomercato giallorosso delle ultime settimane come un misto tra Usain Bolt e una velocissima ed inarrestabile navicella spaziale.

Qui Bolt ride alla sola idea che il calciomercato della Roma possa essere accostato in qualunque modo a lui.

5 – Un orologio rotto da anni

Al quinto posto della nostra speciale classifica c’è un orologio rotto da anni. Nessuno vi vieta di indossarlo o portarlo in giro con voi. Ma se sperate che prima o poi riprenda a funzionare, allora avete qualche problema. Va detto però che almeno due volte al giorno questo orologio segna l’ora esatta. Magari Petrachi avesse la stessa media nelle ultime settimane.

4 – Uno stallo alla messicana

Al quarto posto c’è l’intricatissimo stallo alla messicana, reso celebre da Quentin Tarantino. Lo stallo alla messicana è una situazione in cui due o più persone si tengono sotto tiro a vicenda con delle armi, in modo che nessuno possa attaccare un avversario senza essere a propria volta attaccato. In pratica, è una situazione di merda, che vi sconsigliamo fortemente. Proprio come il mercato della Roma in fondo.

3 – Una macchina della polizia incastrata in un telefono pubblico

Al terzo posto c’è questa macchina della polizia, che è letteralmente incastrata intorno ad un telefono pubblico (ma come ha fatto?). Premessa: noi non siamo dei meccanici. Ma ci sentiamo comunque di sbilanciarci: questa automobile purtroppo non camminerà mai più. Mica come il mercato della Roma…

2 – Un opossum in fase di caccia

Al secondo posto c’è questo adorabile opossum. Gli opossum sono degli animali molto particolari, che cacciano fingendosi morti. Perciò, quando hanno fame, si accasciano volontariamente al suolo con le zampe all’aria e rimangono totalmente immobili, aspettando che la preda si avvicini per poi catturarla. Difficilmente li vedrete muovere un muscolo in questa situazione. Chissà che Petrachi non stia usando la stessa tattica dopo tutto.

1 – Un blocco di cemento posato per terra

Infine, al primo posto della classifica delle 5 cose più ferme del calciomercato giallorosso, c’è un blocco di cemento posato per terra. Guardatelo in tutta la sua essenza e la sua maestosità. Questo blocco di cemento sicuramente non si sposterà da lì per nessun motivo al mondo. Anche tra cent’anni. La speranza è che invece il mercato della Roma decida di smuoversi prima o poi. Senza prendere il brutto esempio dal nostro adorabile blocco cementizio.

Pastore torna a casa

Noi di Febbre da calciomercato siamo abituati di solito a darvi notizie. O a fornirvi delle spiegazioni. Al massimo a rivelarvi dei retroscena particolari. Che vi permettano di essere informati e sempre sul pezzo.

Ecco com’è la nostra redazione quando riesce a darvi delle notizie in esclusiva. La nostra felicità dipende solo da questo ormai.

Ma oggi non faremo questo. Sì, perché oggi vi vogliamo raccontare una storia. Una bella storia. Una storia che comincia tanto tempo fa. E che parla di amore, famiglia, amicizia, casa. La storia che lega Javier Pastore e Villa Stuart.

Il primo incontro tra Javier e Villa Stuart risale al 26 giugno 2018. Era una bellissima giornata d’estate a Roma. Il sole era alto in cielo. Gli alberi erano sempre più in fiore. I piccioni volavano in modo confuso e molesto come al solito. E la stupenda puzza dei cassonetti romani stracolmi inebriava le narici dei passanti.

Ecco come è diventata Roma negli ultimi anni. Il paesaggio perfetto per la nostra splendida storia d’amore.

Javier era appena sceso dall’aereo arrivato da Parigi. Il viaggio in macchina con lo staff giallorosso era stato piacevole. Era davvero ottimista per la sua nuova avventura professionale nella Capitale.

Ecco Pastore appena arrivato a Ciampino. Il suo sorriso a trentadue denti testimonia tutta la felicità provata per l’inizio della sua nuova avventura giallorossa.

D’un tratto però l’automobile si fermò. Javier uscì lentamente fuori. E subito si trovò davanti un qualcosa che proprio non si aspettava. Probabilmente la cosa più bella che avesse mai visto in vita sua.

La faccia di Pastore quando ha visto Villa Stuart per la prima volta. Non poteva credere che esistesse davvero una cosa così bella.

Villa Stuart era veramente incantevole quel giorno. Le sue mura erano pulite e colorate di un pallido giallino raro da trovare in città. Le due/tre piante posizionate all’ingresso davano un po’ di verde alla struttura, cosa che non guasta mai in fondo. In più dal suo interno usciva fuori un magnifico odore di anestetico fresco e guanti in lattice nuovi. Per Javier fu inevitabilmente amore a prima vista.

Ecco la facciata di Villa Stuart. È davvero impossibile non innamorarsi di lei.

Una volta entrato, l’argentino si trovò di fronte ad un autentico paradiso in Terra. Quel posto, pieno di medici, sale operatorie e apparecchiature super tecnologiche, lo faceva sentire protetto e al sicuro. I suoi polpacci e i suoi flessori fremevano davanti a quella vista così meravigliosa.

Ecco invece gli interni di Villa Stuart. Pastore era talmente rapito da tutto ciò quando vi è entrato per la prima volta che ha avuto quasi un mancamento. Un vero e proprio colpo di fulmine.

Anche per Villa Stuart l’innamoramento fu praticamente immediato. La clinica romana non aveva mai visto un calciatore mal ridotto come Javier. I suoi muscoli, le sue ginocchia, il colorito della sua pelle. Tutto sembrava appartenere ad un 90enne vicinissimo ormai alla dipartita da questo mondo.

Ecco Pastore che si allena per far diventare il proprio fisico sempre più predisposto agli infortuni. Non è un lavoro semplice il suo. Ma il vero amore fa superare qualsiasi ostacolo.

E invece questi affascinanti elementi erano inseriti all’interno di una persona di 30 anni, con una carriera agonistica teoricamente ancora in attività. Una specie di scherzo della natura insomma. Era veramente impossibile per i due non innamorarsi a vicenda.

Qui Pastore finge di essere dispiaciuto per essersi infortunato durante il derby della Capitale. In realtà, Javier sta solo facendo finta. Perché non vede l’ora di incontrare di nuovo la propria amata Villa Stuart.

E così Pastore e Villa Stuart iniziarono a frequentarsi assiduamente. Prima di nascosto, evitando il più possibile sguardi indiscreti. Poi anche in pubblico e in pieno giorno, senza più paura di niente e di nessuno.

Qui Pastore si sta dirigendo a Villa Stuart alla luce del sole e senza bisogno di nascondersi dagli occhi indiscreti della gente. Ormai la loro relazione è pubblica. E celebrata da tutti come merita.

Javier arrivò addirittura a fingere ogni tanto di avere qualche problema fisico (non che ce ne fosse molto bisogno in realtà). Tutto pur di rivedere la propria amata. Anche a costo di sacrificare la parte finale della propria carriera. Il desiderio era troppo forte per metterlo da parte davanti a tali quisquilie.

Qui Pastore scavalca i cartelloni dell’Olimpico per correre verso la propria amata Villa Stuart. Era dai tempi del Titanic che non si vedeva un amore così intenso e puro.

Oggi, a distanza di più di un anno da quel fatale primo incontro, Javier e Villa Stuart continuano a frequentarsi ogni settimana. Il loro rapporto ha superato qualunque ostacolo e ha retto anche a quel paio di settimane in cui Pastore sembrava tornato incredibilmente un calciatore vero.

Ecco lo sguardo di Pastore quando pensa a Villa Stuart. Auguriamo a tutto voi di avere qualcuno nella vostra vita che vi guardi in questo modo.

La loro storia d’amore è destinata ormai a durare per sempre. Senza che nulla possa più fermarla. Riecheggiando per l’eternità attraverso il racconto dei bardi e dei poeti che ne vorranno narrare le gesta alle generazioni future. Ignare di come cotanta bellezza possa essere scaturita dalla semplice relazione tra un calciatore e una clinica privata.

Centravanti cercasi (vol. IV)

Caro lettore, siamo costretti per la quarta volta quest’anno a mostrarvi i nomi più interessanti dei centravanti accostati alla Roma in nell’ultima settimana di calciomercato. Sinceramente non ci aspettavamo che a metà agosto avremmo dovuto ancora farlo. Ma la vita è così: ti riserva spesso delle grandi e inaspettate sorprese.

Ecco il membro della nostra redazione a cui abbiamo chiesto di scrivere per l’ennesima volta la sezione della nostra rubrica dedicata alla ricerca del nuovo centravanti giallorosso. L’oscurità e la depressione più totali lo hanno avvolto sempre di più. La sua vita sembra ormai giunta al termine purtroppo.

In particolare, oggi vi mostriamo 4 nomi che probabilmente non verranno alla Roma. 4 nomi che in realtà non sappiamo nemmeno se Petrachi stia davvero trattando in questo momento. 4 nomi che potrebbero andare a sostituire sia Dzeko sia Schick, entrambi in partenza da settimane, ma entrambi ancora lì. Nella speranza che già dal prossimo numero questo non sia più un argomento di attualità in casa giallorossa.

Ecco la reazione di Dzeko quando l’altro ieri gli abbiamo chiesto se secondo lui la situazione relativa al nuovo centravanti giallorosso si sarebbe potuta sbloccare nel giro di pochi giorni.

Alexis Sanchez

Quanto ne hanno parlato i media: 20 milioni netti più bonus

Quant’è che ci crediamo: 20 milioni netti più bonus

Quanto sarebbe bello vederlo a Roma: 20 milioni netti più bonus

Qui Petrachi fa finta di pensare se spendere o no 20 milioni di euro più bonus solo di stipendio per Sanchez. La sua risposta sarà senz’altro positiva.

Fernando Llorente

Quanto ne hanno parlato i media: troppo per i nostri gusti

Quant’è che ci crediamo: finché non se lo pija nessun altro, abbastanza

Quanto sarebbe bello vederlo a Roma: bè, per le tifose romaniste sicuramente molto

Ecco Nando Llorente in versione “rimorchiatore seriale”. È già pronto a conquistare tutte le tifose giallorosse a suon di sorrisi ammalianti e sguardi seducenti.

Junior Moraes

Quanto ne hanno parlato i media: poco (visto che è già stato un giocatore di Fonseca)

Quant’è che ci crediamo: non poco (proprio perché è già stato un giocatore di Fonseca)

Quanto sarebbe bello vederlo a Roma: molto poco (nonostante sia già stato un giocatore di Fonseca)

Ecco la reazione di Fonseca quando gli abbiamo riferito che, secondo alcuni giornali, Junior Moraes potrebbe venire alla Roma quest’estate. Di preciso, la sua risposta è stata: “Ma che cavolo state dicendo? Perché mi fate questo? Pensavo fossimo amici“. Il suo entusiasmo per questo interessamento è davvero alle stelle. La sua stima per Moraes è praticamente incalcolabile.

Ben Yedder

Quanto ne hanno parlato i media: N.N.D.S.A.M.

Quant’è che ci crediamo: N.N.D.S.A.M.

Quanto sarebbe bello vederlo a Roma: N.N.D.S.A.M.

Noi Non Diamo Soldi A Monchi

Quanto conoscete Rick Karsdorp?

Qualche mattina fa ci siamo svegliati tutti abbastanza tranquillamente. Abbiamo fatto la nostra solita colazione. E ci siamo concessi una bella doccia rinfrescante.

La nostra redazione qualche mattina fa durante la colazione. La pace e l’armonia regnavano tra noi.

Poi però abbiamo acceso la televisione. E abbiamo scoperto quello che nessuno di noi si sarebbe mai aspettato. Un qualcosa che non solo ha rovinato la nostra giornata. Ma che ci ha anche messo un sacco di tristezza addosso. Stiamo parlando del ritorno in prestito di Rick Karsdorp al Feyenoord.

Uno dei nostri redattori alla notizia della cessione di Karsdorp in prestito al Feyenoord. Nulla sarà più come era prima per lui.

Per tutti noi romanisti, Karsdorp era diventato ormai un punto di riferimento importante. Una certezza imprescindibile e rassicurante in qualche modo. Quando serviva un terzino, sapevi già che probabilmente lui non c’era per infortunio. Quando serviva una diagonale difensiva in campo, sapevi già che sicuramente lui non l’avrebbe fatta.

Una delle tante cappellate difensive di Karsdorp nei suoi due anni alla Roma. È un vero peccato che Rick non sia più qui con noi ormai.

Insomma, Rick era per tutti noi come un fratello. E ci mancherà tantissimo. Perciò, per commemorare la sua dipartita dalla Roma, abbiamo deciso di sottoporvi un succoso ed irresistibile quiz a risposta chiusa. Dieci vero o falso sull’avventura di Karsdorp in giallorosso. Dieci curiosità che forse non sapete su di lui. Ma che da oggi faranno per sempre parte della vostra esistenza.

La reazione di Karsdorp quando gli abbiamo raccontato la nostra idea di fare un quiz si di lui. Per fortuna, Rick l’ha presa molto bene. Anche se in realtà non siamo troppo convinti che abbia capito qualcosa di quello che gli abbiamo detto.

Sì, perché Rick Karsdorp merita di essere ricordato per quello che è stato davvero qui alla Roma. Cioè una cosa inutile e costosa come una abat-jour rotta appartenuta a Luigi XIV.

Una brutta abat-jour antica e scassata. La somiglianza con Karsdorp è veramente impressionante.

Vero o falso?

  1. Nella sua prima stagione alla Roma, Karsdorp ha giocato soltanto una partita.
  2. Nella sua prima stagione alla Roma, Rick indossava il numero 28.
  3. Durante la propria presentazione, Karsdorp disse: “In questo momento non mi considero un grande calciatore, sono un calciatore piccolo. Al posto vostro non avrei aspettative eccessive”.
  4. Nella sua breve carriera, Karsdorp ha vinto più trofei della Roma americana.
  5. Per presentarlo, all’epoca Monchi disse: “Abbiamo preso un grande calciatore per il presente e per il futuro”.
  6. Rick ha iniziato la propria carriera da trequartista nel Feyenoord.
  7. Appena arrivato, Di Francesco disse di lui: “Ve lo fo vedere io chi è Karsdorp”.
  8. Nell’ultima stagione, Karsdorp ha giocato meno partite di Marcano.
  9. Quando uscì fuori la storia che era arrivato già infortunato, Monchi disse: “Non sapevamo niente di questo infortunio, faremo causa al Feyenoord per avercerlo nascosto. Questa cosa è assolutamente inaccettabile”.
  10. In due anni di Roma, Karsdorp non ha fatto né gol né assist.
Ecco la nostra redazione che seleziona i vero o falso migliori su Karsdorp, apposta per voi lettori.

Risposte

  1. Vero. Si trattava di Roma-Crotone 1-0 del 25 ottobre 2017. Karsdorp era appena tornato dal suo infortunio al menisco. Ma in quella partita si ruppe il crociato, mettendo così fine alla sua stagione.
  2. Falso. Karsdorp indossava il numero 26. Dobbiamo ammettere che nemmeno noi ce lo ricordavamo. E abbiamo dovuto ricontrollare almeno un paio di volte.
  3. Vero. Disse esattamente così. Bè, non si può dire che non ci aveva avvertito…
  4. Vero. Karsdorp ha vinto un campionato olandese e una coppa d’Olanda. Mentre la Roma americana non ha ancora vinto niente purtroppo.
  5. Vero. E a quanto ci risulta non aveva bevuto alcolici prima di quella sua illuminante conferenza stampa.
  6. Vero. Non era così difficile capire perché diamine non sapesse difendere in effetti.
  7. Falso. Queste parole furono pronunciate nel 2006 da Spalletti riguardo ad Aleandro Rosi. Se avete sbagliato, sappiate che in fondo non è un errore così grave.
  8. Falso. Marcano ha giocato una partita in meno di Karsdorp (13 vs 14). Quanto ci manca Monchi, porca miseria.
  9. Falso. Magari lo avesse detto. Invece ha dichiarato che sapevano già tutto, ma hanno deciso di prenderlo lo stesso. Chissà che già allora non fosse il caso di farci venire qualche dubbio sul ds spagnolo dopo tutto.
  10. Vero. Pare che Karsdorp avesse così tanta paura di passare per un buon acquisto che abbia deciso di non fare nulla di utile in giallorosso. Grazie mille, Rick.
Ecco invece la nostra redazione che vi applaude per essere riusciti a completare il quiz su Karsdorp (qualsiasi risultato abbiate ottenuto alla fine).

Risultati

  • Se hai totalizzato solo 3 risposte esatte o meno, allora non sei un vero fan di Karsdorp. Forse è troppo dire che ti dovresti vergognare di questo. Ma si può tranquillamente dire anche così.
  • Se hai totalizzato tra le 4 e le 9 risposte esatte, allora sei un discreto fan di Karsdorp. Per questo, continuerai probabilmente a seguirlo anche al Feyenoord. E forse un giorno chiamerai tuo figlio Rick.
  • Se invece hai totalizzato addirittura 10 risposte esatte, allora Karsdorp è probabilmente il tuo dio. La tua casa è tappezzata di immagini che lo ritraggono a cavallo o con in mano le teste mozzate dei suoi nemici. Non solo porti il suo stesso taglio di capelli, ma hai anche i suoi stessi tatuaggi. E in più ogni sera accendi un cero in suo onore. Non siamo sicuri però che sia il caso di farti i complimenti per tutto questo in fondo.
Ecco infine la nostra redazione che scappa via, prima che Karsdorp capisca davvero quello che abbiamo scritto su di lui e ci venga a cercare con un kalashnikov.

Letterina a Babbo Natale

Caro Babbo Natale,

So’ un tifoso dell’unica squadra della Capitale.

“Il mio nome è il simbolo della tua eterna sconfitta”. È sempre un bene ricordarlo ogni tanto.

Te scrivo mo per chiedette un favore

Anche se lo so che stamo fuori stagione.

Dacce una mano con questo calciomercato

Perché vedo il ds Petrachi sempre più inguaiato.

Ecco la reazione di Petrachi quando gli abbiamo detto che sarebbe una buona idea chiedere aiuto a Babbo Natale. Gianluca era letteralmente sconvolto. Forse perché in realtà non ci aveva già pensato lui.

Chissà che forse con un bell’aiuto da parte tua

Riuscimo a rimette’ in riga la nostra proverbiale prua.

E allora facce un po’ questi regali eccezionali

Senza aspettà per forza le tue date tradizionali.

Ecco i regali che presto Babbo Natale porterà ai tifosi della Roma. Si vedono chiaramente nell’ordine, da destra verso sinistra: Nzonzi, Dzeko, Olsen, Rugani e Icardi.

Mandace via Olsen, Schick e Nzonzi

Così da libera’ la nostra rosa da gente così così.

Qui Olsen piange per essere stato inserito nel pacco regalo più piccolo della squadra.

E poi risolvice finalmente la grana Dzeko

Che diventa ogni giorno de più un vero mistero.

Qui Dzeko è assorto nel vuoto dei suoi pensieri, in attesa che finalmente si sblocchi la sua situazione in giallorosso. Il destino gli appare sempre più nebuloso. Chissà se almeno Babbo Natale riuscirà ad aiutarlo.

Eppure er derby d’andata se avvicina

E a noi serve il prima possibile un attaccante de rapina.

La reazione di Icardi quando ha capito che uno dei regali per noi romanisti è proprio il suo arrivo. Si vede chiaramente l’eccitazione di Maurito per questa sua nuova emozionante avventura.

Infine portace pure un difensore centrale

Che sia er più possibile fenomenale.

Bravo coi piedi, ok, per impostare

Ma che soprattutto a difende’ sia un animale.

Ok, forse dovevamo essere più precisi quando abbiamo scritto “che a difende’ sia un animale“. In realtà pensavamo più ad un leone che ad un criceto. Anche se va detto che questo piccolino ci sembra comunque già un po’ meglio di Fazio in difesa.

Insomma, facce diventà la squadra dei nostri desideri

Tanto da poterne andà tutti molto fieri.

Ecco lo squadrone della morte giallorosso. Ora sì che siamo sicuri che Fonseca (in alto al centro) e i suoi ragazzi faranno una grande stagione quest’anno. Grazie di tutto, Santa Claus.

Che poi che te ce vole mo che stai in vacanza

A facce arrivà ste due cosette chieste con tanta grazia.

Ecco Babbo Natale che chiama la sicurezza per farci portare via da casa sua. A quanto pare, Santa Claus non gradisce per niente che qualcuno entri in piena notte e di nascosto nella sua dimora. Anche se solo per consegnargli una letterina dei desideri. Purtroppo, nonostante le nostre ripetute scuse, Babbo Natale ci ha giurato vendetta. Promettendoci perciò che ci porterà Ceppitelli come difensore centrale. E che farà di tutto per non far partire Schick e Nzonzi da Roma. Una punizione che noi accettiamo, per carità. Ma che ci sembra francamente un po’ eccessiva dopo tutto.

Nel prossimo numero…

  • La Roma è seriamente interessata a Lovren per completare il reparto infermeria di questa stagione. Poi Petrachi si dedicherà anche alla squadra.
  • Dopo aver provato a convincere Icardi a trasferirsi in giallorosso, Juan Jesus è stato nominato come nuovo ds romanista da Pallotta. Il suo posto in difesa sarà quindi preso da Gianluca Petrachi.
  • Notizia in esclusiva per FdR: Nzonzi è stato già venduto un paio di mesi fa ad un’altra squadra da Petrachi. Peccato che il centrocampista francese sia purtroppo lento pure a prepararsi i bagagli.

25 anni, romanista da sempre, ma giornalista da poco, speravo anch'io de morì prima dell'addio al calcio di Francesco Totti.

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