Febbre da calciomercato n. 11

Ogni settimana, i giornali ed i siti a tinte giallorosse ci regalano gustose voci o notizie di calciomercato legate alla Roma. Ecco quelle che hanno colpito di più la nostra attenzione stavolta (cliccate qui invece se volete vedere il precedente numero della rubrica).

Noi lo abbiamo sempre detto

Noi lo abbiamo sempre detto. Anche quando tutti sostenevano il contrario e ci schernivano per la nostra posizione. Anche quando la realtà sembrava dire completamente il contrario di quello che noi pensavamo.

Una rappresentazione grafica di come la nostra redazione sia stata trattata solo per aver sostenuto fin dall’inizio che Dzeko sarebbe rimasto alla Roma. Gli ometti blu sono i giornalisti cattivi che non ci hanno voluto credere. L’ometto arancione invece siamo noi.

Sì, perché noi siamo sempre stati convinti che alla fine Edin Dzeko sarebbe rimasto qui a Roma. E ve lo abbiamo ripetuto in ogni numero della nostra rubrica. Nemmeno fosse la preghierina della buona notte.

Ecco l’effetto che scrivere questo paragrafo ha avuto su uno dei membri della nostra redazione. Forse abbiamo un po’ esagerato nel dire che abbiamo sempre sostenuto che Dzeko sarebbe rimasto qui a Roma. Purtroppo ne ha pagato le spese il nostro povero redattore, che ha giustamente preferito suicidarsi piuttosto che continuare a vivere con un naso così lungo e deformato. Addio, fratello mio. Non ti dimenticheremo mai.

Noi non siamo mai andati dietro le voci e le indiscrezioni ventilate da radio e giornali, che non vedevano l’ora di celebrare l’arrivo di un nuovo centravanti in casa Roma. Che fosse Icardi, Higuain, Milik o Tiribocchi.

Ecco Tiribocchi seduto nella nostra redazione l’altro giorno. In particolare, nella foto potete vedere la sua reazione quando gli abbiamo detto che lo avremmo inserito in questo numero di febbre da calciomercato solo per corroborare la nostra linea difensiva sulla gestione del caso Dzeko. Purtroppo il Tir non l’ha presa troppo bene e ci ha riempito tutti di botte.

No, noi abbiamo sempre mantenuto la nostra linea iniziale: Dzeko sarà senza dubbio il centravanti di questa stagione giallorossa. E allora abbiamo detto no ad approfondimenti su nuovi attaccanti. E abbiamo detto no a interi paragrafi dedicati alle trattative per Icardi o profili simili.

Ecco la nostra redazione mentre scrive il solito paragrafo della nostra rubrica intitolato “Centravanti cercasi”, dedicato esclusivamente ai possibili sostituti di Dzeko. All’epoca eravamo tutti così belli e felici… Pensavamo proprio che Edin se ne sarebbe andato presto.

Non abbiamo quindi mai parlato di possibili acquisti in quel ruolo. Né abbiamo minimamente schernito Edin e la sua immensa professionalità. Non ci saremmo mai permessi. Anche perché sapevamo che sarebbe rimasto.

Ecco la nostra redazione dopo aver appena finito di scrivere un’altra invettiva sarcastica al vetriolo contro Dzeko. Qui non avevamo alcun dubbio che Edin se ne sarebbe andato prima o poi. Ora rimpiango ogni giorno quella spensieratezza lì.

E così, mentre tutti brancolavano nel buio delle loro incertezze, noi eravamo in spiaggia a berci una bella bibita fresca. Incuranti di tutte le dicerie e le storture diffuse dai media sul caso Dzeko. E in attesa dell’inevitabile rinnovo di Edin con la Roma.

Ecco la nostra redazione nei giorni precedenti al rinnovo di Dzeko con la Roma. Non avevamo ancora la minima idea di cosa sarebbe poi accaduto realmente. Ma avevamo cominciato a capire che purtroppo qualcosa non quadrava più. La tensione era davvero palpabile.

Ora che finalmente è avvenuto, possiamo solo rallegrarci della cosa. E biasimare tutti quelli che non ci hanno creduto. Pensando che fossimo dei matti senza cervello. Quando invece stavamo solo portando avanti fieramente la nostra onestissima opinione.

Ecco Dzeko e Fienga che firmano il rinnovo di contratto del bosniaco fino al 2022, esattamente come avevamo previsto mesi fa. Edin sembra veramente felice della cosa. Guido invece pare un po’ distratto. Probabilmente ci sta provando con il fotografo.

In conclusione, ci rivolgiamo a te, caro lettore. Tu che sai in fondo al tuo cuore quanto non abbiamo mai creduto alla possibilità che Edin andasse via da Roma. E che hai avuto il privilegio di avere in anteprima tutti gli aggiornamenti sul suo rinnovo qui da noi.

Ecco come ti immaginiamo in questo momento, caro fedele lettore. Sappiamo bene di averti deluso. E sappiamo che ora tu sei giusto un tantinello arrabbiato con noi. Ma ti assicuro che ci faremo perdonare presto. A costo di pagare Icardi e Wanda di tasca nostra per fare una bella esclusiva con loro a Ibiza.

Ebbene, caro lettore, grazie mille di averci letto e di averci seguito in queste settimane senza mai dubitare di noi. Siamo felici di non averti deluso alla fine. E di aver portato avanti sempre la nostra verità. Per quanto scomoda e incredibile potesse sembrare. Perché noi lo abbiamo sempre detto che Dzeko e la Roma erano ineluttabilmente destinati a restare insieme ancora a lungo.

Ecco la nostra redazione al gran completo che si scusa umilmente con voi lettori per questo paragrafo insulso, pieno di scuse inventate e senza senso. Sappiate però che noi non volevamo assolutamente farlo. È stato il nostro editore a costringerci. Prendetevela con lui.

I centravanti che ci hanno lasciato questa settimana

Con la firma di Edin Dzeko, finisce ovviamente anche la nostra sezione più succosa. Quella dedicata ai centravanti accostati alla Roma per sostituire il bosniaco. Un lutto che i nostri redattori fanno ancora molta fatica a digerire.

Ecco uno dei membri più sensibili della nostra redazione dopo la notizia del rinnovo di Dzeko. Sapere che non avrebbe più potuto fantasticare su improbabili nuovi centravanti per la Roma lo ha ucciso dentro. Probabilmente non tornerà mai più lo stesso di prima.

È giusto però dedicare un pensiero agli attaccanti che abbiamo nominato in questo incredibile viaggio che ci ha accompagnato fin qui. Attaccanti forti o scarsi. Appetibili o insopportabili. Belli come il sole o brutti come la fame. Ma pur sempre delle persone, con dei sentimenti e una propria famiglia.

Ecco il funerale che la nostra redazione ha voluto dedicare a tutti i centravanti caduti alla notizia del rinnovo di Dzeko con la Roma. Ci mancherete tanto ragazzi.

Abbiamo scritto allora un breve ricordo per ognuno di loro. O quantomeno per quelli che sicuramente adesso non arriveranno più qui a Roma. Perché non verrebbero mai a fare la riserva a Dzeko dopo tutto. Un breve ricordo che celebri la loro figura. E che ne commemori in modo decoroso e sentito la definitiva dipartita dalla nostra amata rubrica.

Ecco invece il muro che la nostra redazione ha voluto incidere con i nomi dei centravanti caduti alla notizia del rinnovo di Dzeko con la Roma. Ok, forse abbiamo un po’ esagerato stavolta. Ma ci mancano davvero moltissimo.

Mauro Icardi

Icardi lascia un vuoto incolmabile in tutti noi. La sua dipartita è stata improvvisa ed inaspettata. È vero, lui non ci voleva proprio venire qui. E sarebbe costato circa un boato e mezzo comprarlo. Ma quanto sarebbe stato bello averlo in squadra con noi?

Ecco Icardi durante uno dei suoi ultimi allenamenti a Ibiza. La concentrazione di Maurito è encomiabile. Non pensa ad altro che a prepararsi per farsi trovare pronto all’inizio del campionato.

Sì, con quella sua assurda capacità di finalizzare ogni minima occasione avuta. E quella sua pazzesca voglia di non muoversi mai minimamente dall’area di rigore avversaria, nemmeno sotto tortura. Per non parlare poi di tutte le polemiche che avrebbe scatenato Wanda qui a Roma… Un vero e proprio peccato.

Gonzalo Higuain

La perdita di Higuain si è consumata con il passare del tempo, in modo lento e inesorabile. Da quando Petrachi ne ha parlato in conferenza stampa per la prima volta, tutti abbiamo iniziato a sognare il suo arrivo qui nella Capitale. Immaginando cosa sarebbe potuto essere.

Ecco Higuain dopo le prime due settimane a Roma. Il suo collo e la sua pancia si sono uniti per formare un unico super strato di ciccia immonda. Probabilmente la scoperta della carbonara non deve aver aiutato Gonzalo a rimanere un minimo in forma per giocare a calcio.

Pensate soltanto a Gonzalo per le strade di Roma. Respirare i suoi profumi, i suoi aromi, le sue fragranze. Innamorarsi della carbonara, della trippa, della coda alla vaccinara. Diventare una specie di botte con le mani… Un sogno ad occhi aperti per tutti i romanisti amanti della buona cucina. Ciao Gonzalo, ci manchi tanto.

Arkadiusz Milik

Della perdita di Milik non ci siamo nemmeno accorti in fondo. Troppo poche volte il suo nome è stato fatto nelle ultime settimane. Troppo poca l’illusione generata dalle voci di mercato su di lui. Ma la sua dipartita resta comunque sanguinosa per tutti noi romanisti.

Qui Aurelio De Laurentiis ride sotto i baffi per aver resistito alla corte serrata della Roma per Milik. Aurelio sembra essere proprio soddisfatto di sé. Nemmeno avesse riportato Maradona al Napoli.

Perché Milik è un giocatore speciale, che qui avrebbe fatto sicuramente benissimo. Ma soprattutto perché, nel caso la trattativa per lui fosse entrata davvero nel vivo, avremmo avuto la possibilità di dedicare ancora qualche altro paragrafo ad Aurelio De Laurentiis. Un qualcosa che regala sempre una gioia immensa alla nostra redazione e ai nostri lettori.

Alexis Sanchez

La pista legata a Sanchez è nata a sorpresa in una calda mattinata di agosto, appena qualche giorno fa. È stata come un’ondata improvvisa di ulteriore calore. Perché forse tutti avevamo ancora in mente che razza di giocatore era qualche anno fa “El Nino Maravilla”.

Ecco la reazione di Sanchez quando gli abbiamo chiesto se si sentiva lusingato dall’interesse della Roma per lui. Alexis sembrava non essere granché a conoscenza di questa cosa in realtà. Forse deve parlare un po’ con i suoi agenti per chiarire un paio di cosette.

Subito dopo, però, sono arrivati i conti con la dura e cruda realtà. Ingaggio troppo alto, condizione atletica da rivedere, dubbi di natura tattica. E così la pista che portava al cileno è morta praticamente sul nascere. Ma resterà per sempre in noi il ricordo di quella mattinata estiva di qualche giorno fa. Quando Alexis sembrava vicino alla Roma. E tutto pareva poter andare finalmente al suo posto.

Difensore centrale cercasi (vol. IV)

Ma il calciomercato giallorosso ovviamente non si ferma qui. E Petrachi è già pronto a ripartire più carico che mai. Alla ricerca di nuovi rinforzi per completare la squadra in vista dell’inizio della stagione.

Ecco la reazione di Petrachi quando gli abbiamo detto che il calciomercato in entrata in Italia ci risultava fosse ancora aperto. Il ds giallorosso sembrava vagamente sorpreso dalla cosa.

In particolare, secondo tutti i giornali manca ancora un altro difensore centrale di esperienza. Che possa guidare il reparto arretrato della Roma. Come un vigile in mezzo al traffico della Capitale.

Ecco come deve essere il nuovo difensore centrale giallorosso. Esperto, sicuro di sé, agile e carismatico, in grado di guidare tutto e tutti. Insomma, un vero e proprio tutore della legge e dell’ordine pubblico.

Ecco allora i nomi più interessanti accostati in quest’ultima settimana ai giallorossi. Nomi che qualcuno ha fatto e che noi abbiamo ripreso. Senza controllare minimamente l’affidabilità della notizia. Perché in fondo dobbiamo dire che non ce ne frega proprio un cazzo.

Eh sì, noi non controlliamo la veridicità dei nomi che riportiamo di solito qui nella nostra rubrica. Ci dispiace ma è così. Non possiamo proprio farci niente. Sorry.

Marcos Rojo

Quanto ne hanno parlato i media: 751

Quant’è che ci crediamo: 751

Quanto sarebbe bello vederlo a Roma: 751

Ecco la reazione di Rojo quando gli abbiamo detto che i giorni che ha passato da infortunato in carriera sono stati esattamente 751. Marcos era un po’ incredulo in realtà. Pensava che fossero solo 748.

Jan Vertonghen

Quanto ne hanno parlato i media: non molto (hanno parlato più di Alderweireld)

Quant’è che ci crediamo: perché no? (in fondo se abbiamo provato a prendere Alderweireld…)

Quanto sarebbe bello vederlo a Roma: assai (ma comunque meno di Alderweireld)

Qui Vertonghen ha appena saputo che noi gli preferiamo il suo compagno di squadra Alderweireld. Jan non sembra averla presa affatto bene purtroppo. Dopo questo spiacevole inconveniente, dubitiamo seriamente che possa davvero decidere di venire a Roma ormai.

Domagoj Vida

Quanto ne hanno parlato i media: sì sì, va bene

Quant’è che ci crediamo: ok, non c’è problema

Quanto sarebbe bello vederlo a Roma: scusate, ero distratto. Di che stavamo parlando?

Ecco il membro della nostra redazione che doveva rispondere alle domande su Vida, ma era troppo impegnato per concentrarsi tre secondi e dare delle risposte di senso compiuto. Carmine inizialmente ha riso di gusto quando gli abbiamo detto che lo avremmo licenziato per questa cosa, pensando fosse solo un gustosissimo scherzo. Vi assicuriamo che quando poi lo abbiamo licenziato sul serio ha smesso immediatamente di ridere come un ebete.

Matija Nastasic

Quanto ne hanno parlato i media: poco

Quant’è che ci crediamo: abbastanza

Quanto sarebbe bello vederlo a Roma: tantissimoooooooo

Guardate questo video se volete capire perché Matija Nastasic è il nome giusto per completare la difesa della Roma di Fonseca. Sconsigliato ai deboli di cuore e ai bambini non accompagnati da un adulto.

Gennaro Izzo

Quanto ne hanno parlato i media: ancora?

Quant’è che ci crediamo: ma basta

Quanto sarebbe bello vederlo a Roma: Cairo non te li vende i suoi giocatori!

Ecco la reazione di Urbano Cairo alla nostra domanda sulla possibilità di vedere Izzo con la maglia della Roma l’anno prossimo. Il presidente del Torino ci è sembrato prendere seriamente in considerazione la cosa dopo tutto. Si vede chiaramente che non ha la minima intenzione di vendicarsi di Petrachi e della Roma.

Chi è davvero Mert Cetin

Intanto però, durante quest’ultima settimana, è arrivato anche un altro difensore centrale alla Roma. Un ragazzo di cui in pochi sanno realmente qualcosa. E che Petrachi ha acquistato praticamente a sorpresa. Stiamo parlando di Mert Cetin.

Ecco Mert Cetin, il nuovo grande e promettente acquisto della Roma di Petrachi e Fonseca.

Di questo giocatore hanno scritto in molti negli ultimi giorni. Disegnando profili molto professionali ed equilibrati, in cui sono state inserite quelle poche informazioni che si sanno ufficialmente su di lui. Ma che onestamente non fanno capire granché al lettore sul reale spessore di questo ragazzo.

Ecco la naturale reazione del lettore medio di fronte ai soliti noiosi profili di Mert Cetin, fatti da tutti i cosiddetti “giornalisti tradizionali”. Che noia, mamma mia.

Ecco allora che la nostra redazione si è messa subito in moto. Andando direttamente nei luoghi dove è nato e cresciuto Cetin. Pur di procurarsi delle vere e proprie chicce sul suo conto. E riferirle prontamente a voi lettori. Così che possiate finalmente sapere chi è davvero Mert Cetin.

Ecco i membri della nostra redazione inviati ad Ankara apposta per indagare e raccogliere informazioni sulla vita e la carriera di Mert Cetin. Non è stato un viaggio facile, ve lo assicuro. E non tutti sono tornati con due braccia e due gambe intere. Ma ne è valsa certamente la pena.

Mert Cetin nasce ad Ankara esattamente il primo gennaio del 1997. Non tutti sanno che fino ad allora non si festaggiava il Capodanno in Turchia. Ma, da quella data, tutti hanno cominciato a celebrarlo in suo onore.

Ecco il classico festeggiamento del Capodanno turco. Tutto in onore della nascita di Mert Cetin.

L’infanzia di Cetin non è delle più felici. Il ragazzo turco non sembra voler proprio crescere. Pensate che a 14 anni era alto soltanto 85 cm. Poi, all’improvviso, uno sviluppo improvviso lo porta a sfiorare i 190 cm. E così tutto cambia nella vita del povero Mert.

Ecco una foto di Cetin dopo la sua improvvisa e poderosa crescita adolescenziale. Cogliamo l’occasione per ringraziare la mamma di Mert per averci concesso l’opportunità di pubblicare queste immagini. In esclusiva per FdR.

Non solo non viene più infastidito da nessuno, ma addirittura inizia lui a bullizzare i compagni di classe. Rei di non volergli dare i soldi della merenda. O non voler fare i compiti al suo posto. Un comportamento che noi non ci sentiamo di biasimare in fondo.

Ecco invece una foto di Cetin che si prepara ad andare a scuola la mattina presto. Difficile pensare che qualche bullo gli darà fastidio oggi in classe.

L’incredibile sviluppo fisico di Mert contribuisce enormemente anche alla sua carriera calcistica. Con la sua nuova potenza e la sua nuova altezza, Cetin diventa un difensore dominante, difficile da superare o da tenere a bada. Un centrale di sicuro affidamento insomma. Uno che vorresti sempre avere nella tua squadra.

Qui si vede chiaramente Cetin che ferma in scivolata in area di rigore addirittura Lionel Messi. Il ragazzo ha davvero un potenziale incredibile. Non c’è che dire. A tratti ricorda vagamente il miglior Alessandro Nesta. Ma solo molto vagamente eh.

Non passa quindi molto tempo prima che Mert venga notato dai più importanti club turchi. Hatayspor, Keciorengucu, Karagumruk, Umraniyespor, Erzurum BB. Tutte le squadre più prestigiose e impronunciabili della Turchia vogliono Cetin. Che però alla fine sceglie di andare al Genclerbirligi. Probabilmente perché le altre non gli sembrano abbastanza impronunciabili dopo tutto.

Ecco Cetin che si rannicchia da solo in un angolo buio, dopo aver sprecato quattro ore della propria vita nel tentativo di pronunciare bene Genclerbirligi. Forse non è stata una grande idea trasferirsi da loro in fondo.

Nel suo nuovo club, Cetin si afferma subito. Innanzitutto perché è nettamente il più forte di tutti. Ma anche perché pista a sangue chiunque provi a rubargli il posto. Finendo per essere soprannominato da compagni e tifosi “il guerriero turco”.

Ecco come Cetin è visto ormai nell’immaginario collettivo dei tifosi turchi. Non garantiamo però che la cosa abbia un minimo di nesso con la realtà.

Ogni giorno che passa, Cetin diventa più forte e insuperabile. La sua crescita non conosce limiti. Così come la sua potenza. Addirittura in una partita Mert fa 10 tackles, 4 gol, 5 assist e 3 salvataggi sulla linea di porta. In Turchia inevitabilmente tutti iniziano a parlare di lui.

Una foto di repertorio della partita giocata da Cetin qualche mese fa, in cui ha messo a referto 10 tackles, 4 gol, 5 assist e 3 salvataggi sulla linea di porta. In particolare, qui Mert stacca più in alto di tutti e segna di testa la rete del 13-0 per i suoi. Semplicemente devastante.

La sua fama riecheggia fino a Roma, in particolare nello studio di Petrachi. Che decide immediatamente di prenderlo, nonostante la difficoltà di trattare con i turchi. E il fatto che in realtà alla Roma servirebbe tutt’altro.

Ecco Petrachi intento a trattare telefonicamente Cetin con il Genclerbirligi. Il ds giallorosso ha deciso ormai che il poderoso centrale turco deve essere suo a tutti i costi.

Quando sente dell’interessamento dei giallorossi, Mert non ha dubbi: Roma sarà la sua nuova casa. Ecco allora che va dai suoi dirigenti e li pista come delle zampogne. Ottenendo praticamente subito il via libera per trasferirsi nella Capitale.

Ecco Cetin a colloquio con la dirigenza del Genclerbirligi per convincerla a permettergli di trasferirsi alla Roma. Qui sembra che il presidente turco stia ormai per cedere alle educate e rispettose richieste del proprio giocatore.

In questo modo, Petrachi può finalmente acquistarlo per soli 3 milioni di euro. Portando a Roma un calciatore giovane ma già fortissimo e maturo. Che non a caso viene accolto a Villa Stuart da una folla oceanica di tifosi romanisti. Fortemente estasiati da un colpo di mercato così inaspettato e sensazionale.

Ecco Cetin che firma il contratto quinquennale con la Roma proprio accanto a Petrachi. Mentre Mert si diletta nella difficilissima arte di firmare correttamente le cose senza guardare dove si firma, Gianluca sembra un po’ spaesato. Come se si aspettasse davvero che Cetin fosse un pauroso gigante con l’aspetto di un guerriero turco e la forza di un lupo mannaro.

4 cose che ci mancheranno di Steven Nzonzi

In settimana, è successo un altro fatto molto importante. Un fatto che non ci aspettavamo più. E che ha reso sicuramente tutti i romanisti davvero molto felici. Parliamo ovviamente della cessione di Steven Nzonzi al Galatasaray.

Ecco Nzonzi con la maglia del Galatasaray. Gli dona veramente tantissimo, non trovate? Speriamo la possa indossare per sempre.

Una cessione in prestito, per carità. Ma c’è la forte speranza di essercelo tolto dai piedi almeno per un paio di anni. Lui e quel fastidioso muso lungo con cui qui si presentava in campo tutte le domeniche.

Ecco il classico muso lungo che Nzonzi aveva a Trigoria. E fattelo un cavolo di sorriso ogni tanto, mamma mia.

Però la nostra redazione, dopo un paio di giorni di feste selvagge e sfrenate scorribande, ha cominciato a sentirsi vagamente in colpa. Come se in fondo Nzonzi fosse un vero essere umano. Con dei sentimenti e delle qualità.

Ecco una foto della festa che ha allestito la nostra redazione per celebrare la partenza di Nzonzi. Il party è durato 45 ore ininterrotte. Con alcol, droghe e gioco d’azzardo a volontà. Ci siamo veramente sfondati.

E allora forse non c’è solo da festeggiare. Forse c’è anche da piangere un po’. Sì, perché Steven era sicuramente una persona spregevole e maleodorante, che ci ha odiato dal primo giorno in cui ha messo piede qui.

Una foto di repertorio di Nzonzi con la maglia della Roma.

Ma dopo tutto anche lui ci mancherà un pochino. Probabilmente non come manca un parente o un cane che se ne va, no. Diciamo più come una pellicina vicino ad un’unghia, che una volta tolta ti dà molto sollievo, però nello stesso tempo senti che una parte di te se ne è andata ormai per sempre.

Ecco lo stato d’animo dei membri della nostra redazione qualche giorno dopo l’ufficialità della cessione di Nzonzi al Galatasaray. Il senso di colpa per i festeggiamenti tenuti apposta per l’occasione ci ha invaso completamente. Abbiamo fatto davvero fatica ad andare avanti con le nostre vite purtroppo.

Dunque, per celebrare la grande avventura di Steven Nzonzi in giallorosso, abbiamo deciso di raccogliere qui sotto 4 cose che ci mancheranno veramente di lui. 4 cose in realtà né troppo importanti né troppo interessanti. Cose che sicuramente non ci fanno cambiare idea su di lui o sulla sua esperienza qui a Roma. Ma che un po’ ce lo fanno rimpiangere. E che ci fanno benedire solo in parte la sua stupenda cessione.

Ecco invece la reazione di Barack Obama quando gli abbiamo riferito che ci sentivamo un po’ in colpa per aver festeggiato così tanto la cessione di Nzonzi al Galatasaray. L’ex presidente degli Stati Uniti non sembra condividere a pieno il nostro stato d’animo sulla vicenda in fondo.

4 – La sua pelata ipnotica

Al quarto posto tra le cose che ci mancheranno di Nzonzi c’è la sua pelata ipnotica. Steven infatti ha una bellissima testa completamente rasata. Liscia come il culetto di un neonato. Che lo caratterizza in modo inconfondibile.

Ecco la pelata ipnotica di Nzonzi. Vi sfidiamo a fissarla per più di dieci secondi senza rimanerne completamente incantati e rapiti.

Vederlo correre per il campo con quel suo testone sempre bello lucido e splendente ci faceva stare bene in fondo. Conferendoci una buona dose di relax e tranquillità. E facendoci ritrovare l’armonia con il resto del mondo.

3 – Il suo silenzio assordante

Un’altra cosa che ci mancherà di Nzonzi è il suo silenzio assordante. Quella sua ostinazione a non voler mai parlare in campo e fuori. Nemmeno avesse giurato di non proferire più parola come fanno i monaci certosini.

Ecco alcuni monaci certosini che pregano Dio in religioso silenzio. Nzonzi è il secondo partendo da sinistra.

Un qualcosa che, nonostante tutto, noi apprezzavamo. Perché, in un mondo sempre più chiassoso e caotico, il silenzio di Steven era oro puro. Un bene prezioso da coltivare ed omaggiare ogni giorno. E che ha insegnato a tutti noi come a volte sia meglio rimanere semplicemente zitti.

2 – Il suo passo pachidermico

Un’altra caratteristica che ci mancherà tantissimo di Nzonzi è il suo passo pachidermico. Steven non è propriamente lento di per sé. È solo che fa un’enorme fatica a mettersi in moto. I primi metri sono quasi sempre regalati all’avversario. Esattamente come un elefante in fuga.

Ecco uno dei gol più belli di Nzonzi con la maglia della Roma. Questa è davvero una rete di pregevole fattura. Bravo Steven.

Ovviamente, non è un aspetto che può essere di qualche utilità alla sua squadra in campo purtroppo. Ma, per chi ama gli elefanti come noi, è sicuramente qualcosa di bello da vedere. Un’emozione continua, che ti fa rivivere ogni volta le sensazioni di un safari nella savana.

1 – Il passaggio alla Nzonzi

Infine, al primo posto della nostra classifica delle 4 cose che ci mancheranno di Steven Nzonzi, c’è inevitabilmente il suo tipico passaggio all’indietro. Il centrocampista francese ama toccare spesso il pallone. Ma diciamo che non sempre cerca la giocata in profondità. Anzi.

Il famoso passaggio indietro alla Nzonzi. Inutile, controintuitivo, contraddittorio, senza senso. Un autentico capolavoro dell’arte dadaista. Una continua provocazione al calcio e alla sua stessa essenza. Quanto ci mancherà tutto questo purtroppo.

La sua prima idea è spesso quella di passare la palla all’indietro ad un compagno. In modo da compiere un appoggio semplice ed elementare. Quasi impossibile da sbagliare. E completamente inutile per lo sviluppo della manovra di squadra. Insomma, un’autentica meraviglia dell’ingegneria tecnica calcistica. Quasi un’opera d’arte contemporanea. La cosa di Nzonzi che probabilmente ci mancherà più di tutte.

La reazione di Nzonzi dopo aver letto il paragrafo della nostra rubrica dedicato soltanto a lui. Steven non sembra averla presa proprio benissimo. La sensazione è che, appena tornerà a Roma, ci ammazzerà tutti di botte. Sempre ovviamente se riuscirà prima a prenderci però…

Nel prossimo numero…

  • Continua l’interessamento del Fenerbahce per Kolarov. Così come la Roma continua beatamente ad ignorarlo.
  • Saltata ormai anche l’opzione Roma, l’Inter sta pensando seriamente di tenersi Icardi, ma in un’altra veste. Infatti, come raccolto in esclusiva dalla nostra redazione, Maurito sarà il deejay della nuova discoteca che i nerazzurri apriranno vicino alla Pinetina in onore di Radja Nainggolan.
  • Dopo aver rinnovato nel giro di soli quattro giorni i contratti di Zaniolo, Under e Dzeko, Petrachi non riesce più a smettere di rinnovare cose. E così ha già rinnovato nel frattempo la propria patente, la propria tessera sanitaria, il proprio bagno di casa e i propri voti matrimoniali. Cosa altro rinnoverà ora? Scopritelo nel prossimo scoppiettante numero di Febbre da calciomercato.

25 anni, romanista da sempre, ma giornalista da poco, speravo anch'io de morì prima dell'addio al calcio di Francesco Totti.

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