Roma

Fermi tutti, torna in campo la Roma

Tanti lunghi giorni, tra calciomercato, critiche alla squadra, attacchi alla società, offese alla Roma e chi più ne ha più ne metta. Quindici giorni che hanno messo a dura prova il sistema nervoso di chi la Roma la ama veramente. La concomitanza tra l’apertura del mercato di riparazione, la pausa sindacale concesso ai calciatori, l’arrivo del presidente Pallotta a Londra con tanto di summit societario e la sconfitta della Roma nella gara contro l’Atalanta, è stata un mix esplosivo.

Tanti, duri e quotidiani attacchi verso la squadra giallorossa, spesso arrivati anche da fuoco presunto amico, cioè quel sistema di comunicazione fatto di radio e siti web locali che in teoria dovrebbe avere al suo interno tifosi della Roma. Come spesso accade invece, i primi a gettare fango e melma su di noi sono proprio loro. Attaccare la Roma, il suo presidente, la sua dirigenza, i suoi calciatori, è diventato lo sport preferito di chi si professa suo tifoso.

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Come se non bastassero Mediaset, Sky, la Gazzetta dello Sport, Tuttosport ed il Corriere dello Sport. Ogni minima notizia, per lo più inventata per fare audience, è stata rimbalzata ed amplificata per creare scompiglio e destabilizzare l’ambiente. Alla vigilia di quella che è la partita più importante della stagione, la Roma si ritrova d’un tratto priva di Strootman, Nainggolan, Florenzi, Pellegrini, El Shaarawy, Alisson, Bruno Peres, Emerson Palmieri e Dzeko. Sembra incredibile ma questi calciatori sono stati, chi più e chi meno, dati per partenti sicuri nel mercato di gennaio.

Quella squadra che fino ad un mese fa veniva descritta da tutti come una delle più belle realtà del campionato, non esiste più. Si parla di rifondazione, necessità di sfoltire la rosa, calciatori indegni o, quando va bene, bolliti, società totalmente allo sbando. Più di qualcuno ha messo in discussione anche il mister, tornato tutto d’un tratto ad essere inadatto, zemaniano ed integralista. Sembra incredibile ma è così.

Intanto domenica sera al Meazza c’è Inter – Roma, ovvero uno scontro diretto per il terzo e quarto posto. Con Napoli e Juventus che hanno ormai preso il largo, una tra Roma, Inter e Lazio rimarrà fuori dall’accesso alla Champions League. Sarà una lotta dura che probabilmente potrebbe essere decisa proprio negli scontri diretti. Per questo quella di domenica diventa una gara probabilmente da dentro o fuori. Perdere significherebbe sprofondare in una crisi nera. Vincere, al contrario darebbe una scossa alla squadra ed un calcio (purtroppo solo metaforico) a chi in questo momento sta facendo, consapevolmente, il male della Roma.

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Una stagione è fatta di bivi, di “sliding doors”, di momenti. Questo è proprio il momento di tornare ad essere la Roma, quella vera, che avevamo ammirato fino al derby. Non sarà per nulla facile, ma c’è bisogno di andare a prendersi la vittoria, costi quel che costi. Domenica sera non si fanno prigionieri. Non è solo una gara che vale i canonici tre punti. Domenica la partita vale la possibilità di rimettere la stagione nel verso giusto.

Per quanto riguarda la formazione, nonostante le voci di mercato abbiano detto il contrario, il mister ha tutti a disposizione, eccezion fatta per Karsdorp, Perotti, infortunatosi in settimana, e Gonalons. Tra i pali ci sarà Alisson (quello che andrà al Liverpool), con Manolas e Fazio al centro della difesa. Florenzi e Kolarov dovrebbero giocare sulle fasce, con Bruno Peres al posto di “bello di nonna” qualora quest’ultimo dovesse essere schierato come esterno d’attacco.

De Rossi, Nainggolan (quello che stava già in Cina) e Strootman (quello che andrà alla Juventus), potrebbe essere il centrocampo, con Pellegrini (quello che è nelle mani della Juventus) in ballottaggio con l’olandese. Anche se le condizioni precarie di De Rossi suggeriscono un eventuale impiego di Kevin in cabina di regia con Lorenzo e Radja come intermedi. Edin Dzeko (quello prossimo al Chelsea) dovrebbe guidare l’attacco, con Defrel ed El Shaarawy sulle fasce. Possibile l’impiego anche di Florenzi o di Gerson. Difficile invece che giochi Schick dal primo minuto.

Il periodo particolare della squadra e le due settimane di destabilizzazione continua non hanno fermato l’affetto dei tifosi. 2.000 malati giallorossi sono pronti per invadere San Siro, con la consueta passione e voglia di stare con la Roma. Vincere domenica può fare tutta la differenza del mondo. Le parole di Monchi in conferenza stampa sono state chiare, perentorie e decise. La Roma c’è, e non vuole essere ridimensionata. L’auspicio è che da Milano si possa ripartire per non fermarsi più.

Forza Roma!

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