Fisico, progressione e piedi buoni: ecco Zappacosta

Alla fine arriva Zappacosta. Il duello a distanza tra Hysaj e il terzino del Chelsea è stato vinto da quest’ultimo. Forse più per necessità economiche che volontà tecniche, ma Petrachi ha deciso di accelerare e di chiudere in queste ultime ore la trattativa con la società inglese. Non è stato difficile per il direttore sportivo giallorosso individuare le qualità e le caratteristiche di Zappacosta, dato che in passato lo ha acquistato quando era al Torino e poi lo ha rivenduto lui stesso al Chelsea.
Perciò la fascia destra della Roma cambia il proprio look dopo le insufficienti performance della scorsa stagione. Dopo il prestito di Karsdorp al Feyenoord e l’ormai imminente cessione di Santon – anch’essa in prestito- al Maiorca, il superstite Florenzi sarà affiancato da Zappacosta. E ora la batteria dei terzini destri ha uno spessore di tutto rispetto, per la gioia di mister Fonseca.

Zappacosta ai tempi dell’Atalanta.

TRA SORA, AVELLINO E ATALANTA

Davide Zappacosta nasce l’11 giugno 1992 a Sora, comune italiano nella provincia di Frosinone, nel Lazio. E la sua carriera calcistica inizia proprio nel vivaio del Sora, anche se la prima esperienza tra i professionisti la fa con la maglia dell’Isola Liri, in Lega Pro Seconda Divisione.
Nel gennaio del 2011 viene però notato dagli scout dell’Atalanta, che decidono di prelevarlo e farlo proseguire nella crescita nella primavera bergamasca, ove resta per 6 mesi. Poi all’età di 19 anni viene ceduto in comproprietà all’Avellino, dove si forma concretamente. Difatti alla prima stagione nella società campana centra la promozione in Serie B, e nel campionato cadetto diventa uno dei migliori esterni dopo aver segnato alla partita d’esordio contro il Novara. Inevitabile perciò il rientro alla casa base: nell’estate del 2014 Zappacosta torna all’Atalanta. E il suo ritorno non è secondario, tutt’altro. Nella disastrosa stagione atalantina con la Serie B evitata per soli tre punti di vantaggio sul Cagliari, Zappacosta è senza dubbio assieme a Baselli uno dei profili più positivi. Gioca 29 partite in A a 22 anni e mette a referto 3 gol e 1 assist.

Il Torino prima del salto nel calcio di primo livello.

IL TORINO E IL GRANDE SALTO

E qui entra in gioco per la prima volta Petrachi nella sua vita. L’allora direttore sportivo del Torino decide di spendere 3,5 milioni per il laterale che firma un contratto di cinque anni con i granata.
La prima stagione in Piemonte è parzialmente riuscita: 25 partite, di cui però solo 13 da titolare, 1 gol e 1 assist. Il motivo di tali numeri è da ricercare in una vecchia conoscenza della Roma. Bruno Peres, prima di fallire la propria esperienza con i giallorossi, aveva dimostrato ottime qualità nel Torino sull’out di destra, che di fatto è stata di sua proprietà per tutta quella stagione. La presenza del brasiliano perciò ha parzialmente messo in ombra Zappacosta, che però nella stagione seguente prende con forza la titolarità, anche grazie alla cessione di Peres proprio alla Roma.

Così diventa una pedina imprescindibile nello scacchiere di Mihajlovic. 29 partite, quasi tutte da titolare e per 90 minuti, 1 gol e 4 passaggi vincenti. Ma soprattutto prestazioni di qualità che lo hanno fatto finire nei taccuini di top club europei. Uno su tutti il Chelsea di Conte, da sempre ammiratore di Zappacosta, che spende 25 milioni per assicurarsi le prestazioni del laterale.

La prestigiosa maglia del Chelsea. Un salto di qualità importante.

La prima stagione londinese è più che positiva: 35 partite giocate complessivamente tra tutte le competizioni, di cui 23 da titolare; 2 gol e 2 assist. Rete all’esordio assoluto nelle coppe europee con un bel destro da fuori contro il Qarabag, che lo ha reso il 100° giocatore italiano ad aver segnato in Champions League. E così Zappacosta diventa per tutti i tifosi “Zappercoast” e si rivela un ottimo innesto per il Chelsea.
La musica cambia solo nell’ultima stagione, con Sarri in panchina. L’allenatore toscano lo relega a un ruolo di comprimario, mandandolo in campo appena 1 volta da titolare in Premier League e 11 complessivamente, con ulteriori 6 scampoli di partita sporadici. In Europa League però ha dato il suo contributo alla causa giocando quasi sempre titolare e accompagnando il percorso del Chelsea sino alla finale vinta contro l’Arsenal per 4-1. In quella splendida serata ha giocato solo 1 minuto, ma ha aggiunto al proprio palmarès un’Europa League importante.
Inevitabilmente però il prezzo a fine anno è calato e Petrachi ha pensato bene di approcciarsi di nuovo a lui, conscio delle sue qualità perfettamente adatte a ciò che richiede Fonseca.

COME GIOCA ZAPPACOSTA

Lo stile di gioco di Zappacosta apparentemente si sposa bene con quelle che sono le richieste di Fonseca. È un giocatore che condivide parte delle sue qualità con Florenzi, ma con delle differenza sostanziali. Prima su tutte il fisico: Zappacosta è 182 centimetri per 72 chili, mentre l’esterno di Vitinia misura solo 1 metro e 73. Le caratteristiche fisiche dell’ex Chelsea sono in linea con quelle degli altri terzini destri della Serie A: difatti tra le prime 10 della scorsa stagione, calcolando sia i titolare che le riserve, l’altezza media era di 182,3 centimetri. Da un punto di vista fisico perciò è diametralmente opposto a Florenzi e questo aiuterà Fonseca quando ci sarà da contrastare avversari massicci. Inoltre, avendo giocato in Premier, il campionato fisico per antonomasia, ha dimostrato di avere tutte le carte in regola per giocare contro ogni tipo di avversario.

La heatmap della stagione 2017/2018 in Premier League di Zappacosta. (Fonte: Sofascore)

La fase difensiva non è il suo punto forte, ma come si può vedere dalla heatmap di due anni fa, Zappacosta è in grado di coprire omogeneamente tutta la fascia destra, rivelandosi un laterale a tutto campo. Quando si tratta di attaccare però lui c’è sempre. È meno prolifico di Florenzi, sia per gli assist che per i gol, ma ha un piede più educato che globalmente in carriera gli ha permesso di realizzare l’81,8% di passaggi correttamente.
Ottima corsa, progressione importante e una tendenza a cercare il fondo per il cross molto marcata, che potrà tornare utile per pescare Dzeko al centro dell’area di rigore avversaria. La volontà di Fonseca di tenere alti e larghi i propri terzini non sarà un problema per Zappacosta, ma anzi esalterà la sua propensione ad attaccare. Ci sarà da migliorare il rientro in difesa e tutto ciò che concerne la fase di ripiego, ma il terzino di Sora è pronto a prendere la residenza sulla fascia destra.
Florenzi è avvisato.
E Fonseca si sfrega le mani.

Sono uno studente di 18 anni ma soprattutto un romanista senza limiti. La mia è una continua ricerca di emozioni sulle quali scrivere, e con la Roma è dannatamente facile.

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