I 10 acquisti improbabili della Roma americana

La Roma americana si accinge ad iniziare la sua settima stagione. Sicuramente negli anni, sotto la direzione sportiva di Walter Sabatini e Frederic Massara, si è riusciti a costruire una rosa competitiva, come testimoniano i 3 secondi posti negli ultimi 4 anni. Gli arrivi di Strootman, Nainggolan, Marquinhos, Manolas, Benatia, Dzeko, Rudiger, Pjanic, Paredes, giusto per ricordarne qualcuno, rappresentano davvero dei grossi colpi di mercato. Vale la pena, tuttavia, ricordare quali sono stati invece i grandi flop dei primi 6 anni. Ripercorriamoli nella seguente speciale classifica. Tralasciamo Gerson e Bruno Peres sperando che la brutta impressione avuta lo scorso anno venga spazzata via da prestazioni convincenti nella stagione che sta per iniziare.

 

10 – Maarten Stekelenburg

Arriva a Roma nella stagione 2011-2012, nel primo anno di Sabatini e della proprietà americana. Costo del cartellino, circa 7 milioni di Euro, con un ingaggio da 2,7 milioni di Euro lordi a stagione. Rappresenta all’epoca uno dei fiori all’occhiello della campagna acquisti della Roma. Portiere dell’Ajax, giunge della capitale con un palmarès decisamente interessante: 3 campionati olandesi, 4 coppe nazionali e 4 supercoppe nazionali, oltre al secondo posto nel campionato mondiale del 2010. Complice anche una stagione non proprio esaltante della squadra, il portiere delude clamorosamente, non risultando mai decisivo e limitandosi a svolgere il suo compitino. La stagione successiva sarà ancora peggio, con la perdita del posto da titolare e la tragicomica vicenda del suo trasferimento al Fulham, saltato all’ultimo momento nel mercato di Gennaio. 48 presenze e 70 gol subiti in due stagioni in giallorosso. Attualmente milita nell’Everton.

 

9 – Josè Angel

Terzino sinistro, arriva in giallorosso nella stagione 2011-2012, proveniente dallo Sporting Gijon, fresco di titolo europeo Under 21 con la Spagna. Il suo cartellino viene pagato 5 milioni di Euro e firma un contratto quinquennale da 1,25 milioni lordi a stagione. Viene presentato come uno dei migliori giovani terzini europei. Esordisce in campionato nella gara casalinga contro il Cagliari, persa per 2 a 1 dalla Roma, dove rimedia una espulsione. Il resto della stagione è anche peggio. Errori difensivi banali e clamorosi, quasi nullo nella fase offensiva. La squadra sicuramente non lo aiuta, tuttavia ci mette l’impegno per risultare costantemente uno dei peggiori in campo. Terminerà la stagione con 28 presenze in campionato, 2 in Coppa Italia e 2 in Europa League. Verrà ceduto in prestito alla Real Sociedad per 2 stagioni, per poi essere traferito a titolo definitvo e gratuito, al Porto nella stagione 2014-2015. A fine luglio 2016 passa in prestito al Villarreal.

 

8 – Ashley Cole

Difensore laterale, bandiera prima dell’Arsenal (156 presenze) e poi del Chelsea (229), viene acquistato da Sabatini nella stagione 2014-2015. Arriva nella capitale a parametro zero, per una operazione in stile Maicon (almeno quelle erano le speranze). Si presenta con un palmarés da capogiro: 3 campionati inglesi, una Champions League, una Europa League, 7 coppe d’Inghilterra, una Coppa di Lega inglese, 3 Community Shields. Inoltre dalla sua ci sono anche le 107 presenze in nazionale, e la vittoria del premio del giocatore inglese dell’anno, nel 2010. C’erano tutti gli estremi per un gran colpo del DS giallorosso. Invece la stagione del calciatore inglese è da incubo. Cole appare svogliato, totalmente fuori dagli schemi e, come se non bastasse, costantemente in ritardo di preparazione. Il primo anno totalizza 11 apparizioni in Serie A, 2 in Coppa Italia e 3 in Champions League. Il secondo anno non viene mai convocato ed a gennaio rescinde il contratto che sarebbe scaduto 6 mesi dopo. Si trasferirà ai Los Angeles Galaxy per la sua ultima stagione in carriera.

 

7 – Panagiotis Tachtsidis

Centrocampista greco, arriva a Roma nella stagione 2012-2013, fortemente voluto da Zdenek Zeman. Il boemo lo considera il regista ideale, dopo aver visto la sua ottima stagione in Serie B con il Verona. Acquistato in comproprietà, sigla un contratto quinquennale. Sin dall’inizio ci sono diverse perplessità sul calciatore greco, con Zeman che mette in panchina Daniele De Rossi per far posto a lui. Il calciatore appare lento ed impacciato, con poco carattere, nonostante il buon piede e la discreta visione di gioco. L’esonero del mister gli sarà fatale. Concluderà la stagione in giallorosso con 21 presenze ed un gol in campionato. Si trasferirà al Catania nella stagione successiva, per poi andare al Torino, Verona, Genoa e Cagliari, dove milita attualmente. In questo caso la responsabilità dell’acquisto è da attribuirsi anche al mister, tuttavia il ruolo della società è proprio quello di prevenire certe fissazioni mentali che ogni tanto colpiscono gli allenatori.

 

6 – Victor Ibarbo

Colombiano, centrocampista prima, ed attaccante esterno dopo, giunge nelle fila giallorosse nel mercato invernale del 2015, nel secondo anno della Roma di Garcia. Arriva dopo una lunghissima militanza nel Cagliari, dove vanta 3 stagioni e mezza da titolare. Prestito oneroso a 2,5 milioni di Euro, con riscatto fissato a 12,5. Nonostante un paio di fastidiosi infortuni, colleziona 10 presenze in campionato, nella sua prima stagione Roma. In realtà non gioca male, tuttavia non riesce ad incidere ed a convincere, restando un lontano parente del calciatore ammirato in terra sarda. Il prestito viene prolungato un altro anno, ma il calciatore a fine agosto, dopo aver giocato due giornate in campionato, passa al Watford in prestito. Purtroppo Ibarbo non si ambienta in Premier League e perde il treno dei campionati maggiori. Atletico Nacional, in Colombia, Panathinaikos, in Grecia, breve ritorno al Cagliari, e poi Sagan Tosu, Giappone, dove milita attualmente. A Roma lo ricorderemo per l’assist ad Iturbe nel derby di ritorno della stagione 2014-2015, ma comunque troppo poco per le aspettative che c’erano sul calciatore colombiano.

 

5 – Ivan Piris

Terzino destro, primo calciatore paraguaiano della storia della Roma. Arriva nella stagione 2012-2013, con Zeman in panchina. Prestito oneroso a 700.000 Euro, con riscatto fissato a 4 milioni. Il gioco del boemo dovrebbe esaltare i calciatori di fascia, tuttavia Ivan Piris non è proprio Cafu. Fase difensiva totalmente sballata, fase offensiva decisamente da rivedere, attenzione tattica praticamente nulla. La stagione della Roma non sarà sicuramente quella ideale per far ambientare un calciatore, tuttavia il paraguaiano farà di tutto per non farsi riscattare. Alla fine per lui 29 presenze in campionato e 3 in Coppa Italia, e prestazioni non proprio memorabili. Andrà allo Sporting Lisbona nella stagione 2013-2014, e poi tornerà in Serie A, a Udine, per i successivi 2 campionati. In Friuli collezionerà 58 presenze riscattando in parte la pessima annata in giallorosso. Nell’ultima stagione ha giocato nel Monterrey, campionato messicano.

 

4 – Salih Ucan

A ridosso del podio, troviamo il centrocampista turco Salih Ucan, classe 1994. Si trasferisce alla Roma nella stagione 2014-2015, la seconda di Rudi Garcia, provenendo dal Fenerbahce. Nel giro della nazionale Under 21, già diverse partite nel centrocampo della squadra di Istanbul, arriva in prestito oneroso di un anno, estendibile a 2, a 4,75 milioni annuali. Il riscatto viene fissato a 11 milioni. Sin dall’inizio appare un oggetto misterioso. Sabatini ed il suo entourage ne parlano come un fenomeno. L’allenatore evidentemente la pensa in maniera diversa. Il primo anno colleziona 4 presenze in campionato, senza alcuno squillo. Nonostante ciò, la Roma paga anche il prestito per il secondo anno, tra la sorpresa generale. La seconda stagione sarà più o meno come la prima, con qualche partita in più nel totale (3 in campionato, una in Coppa Italia, quella persa in casa contro Lo Spezia, e 2 in Champions League). Il cambio dell’allenatore non giova al turco che ha con Spalletti più o meno la stessa considerazione che aveva con Rudi Garcia. A fine stagione almeno non sarà esercitato il previsto riscatto a 11 milioni e Ucan se ne tornerà in Turchia, al Fenerbahce, dove milita attualmente. Non risulta che a Roma qualcuno senta la sua mancanza.

 

3 – Mauro Goigoechea

Medaglia di bronzo per il portiere uruguaiano con passaporto spagnolo, arrivato a Roma 2012-2013, voluto fortemente da mister Zdenek Zeman. Il boemo, si sa, non è proprio un talent scout se parliamo di portieri, tuttavia in questo caso possiamo dire che si è davvero superato. Conquista il posto da titolare alla decima giornata di campionato, al Tardini, nella gara persa dalla Roma per 3 a 2. Il primo febbraio 2013 entra per sempre nella storia della Roma, e del calcio in generale, grazie ad un incredibile autogol, nella partita casalinga persa per 4 a 2 contro il Cagliari. Cross lento ed innocuo dalla sinistra, palla che tende ad uscire dall’area piccola. Il portiere la prende e, non trattenendola, la spinge in rete deviandone la direzione che mai e poi mai sarebbe stata verso la porta. Uno degli autogol più incredibili che si siano mai visti in un campo di calcio e Zeman che dopo la partita si dimetterà. Goigoechea perderà il posto da titolare e ovviamente non sarà riscattato a fine stagione. Per lo meno la Roma lo aveva preso in prestito non oneroso. Andrà a giocare in Uruguay e Romania, ed attualmente gioca nella Ligue 1, nel Tolosa. Nonostante non sia il titolare, appare strano come possa un calciatore simile militare attualmente nella prima serie di un importante campionato europeo ed aver giocato 15 partite in Serie A.

 

2 – Seydou Doumbia

Piazza d’onore per l’attaccante ivoriano, classe 1987, protagonista nostro malgrado di una storia che, per certi versi, ha del surreale. 50 gol in 2 stagioni nel campionato svizzero, nelle file dello Young Boys (stagioni 2008-2009 e 2009-2010). 61 gol in 4 stagioni e mezza nella prima serie russa con il CSKA Mosca (in 95 partite totali) e 17 gol tra Champions League ed Europa League (in 23 gare). Con questi numeri alle spalle, arriva a Roma nel mercato di gennaio del 2014, ed esordisce il 15 febbraio, perché impegnato in Coppa d’Africa. Circa 15 milioni per il suo cartellino, e contratto fino al 30 giugno 2019. L’esordio avviene nella gara casalinga contro il Parma, dove il tecnico Garcia manda in campo lui e Gervinho, appena rientrati dopo il successo con la Costa d’Avorio nella competizione continentale. La Roma, in piena involuzione tecnico-tattica, non va oltre lo 0 a 0 e l’ivoriano viene fischiato nel momento della sostituzione. Il feeling con la tifoseria e con l’ambiente in generale non decolla ed a fine stagione, con 2 gol all’attivo, torna in prestito al CSKA Mosca. In Russia avrà una stagione travagliata ed a gennaio si trasferirà al Newcastle, dove però non avrà un gran rendimento (solo 3 presenze). Nella stagione 2016-2017 giocherà nel Basilea, dove realizzerà 20 gol in 25 partite (evidentemente la Svizzera gli porta bene). Nonostante i numeri eccezionali, non verrà riscattato dagli elvetici e tornerà nella capitale, per essere subito girato in prestito allo Sporting Lisbona. L’augurio è che in Portogallo qualcuno si innamori di lui e possa essere finalmente ceduto.

 

1 – Juan Manuel Iturbe

Al primo posto non poteva che esserci lui, attaccante paraguaiano nato a Buenos Aires nel 1993. Giunge nella capitale nella stagione 2014-2015, dopo aver incantato a Verona (33 presenze e 8 gol) nella stagione precedente. Rappresenta il colpo di mercato più importante di tutta la serie A. Tra cartellino, bonus e commissioni la Roma spende circa 27 milioni di Euro per il suo acquisto, con un contratto quinquennale che lo legherà alla società giallorossa fino al 30 giugno 2019. Il suo arrivo nella capitale provoca addirittura le dimissioni di Antonio Conte da allenatore della Juventus. Sembra davvero l’inizio di una magnifica avventura. il 19 settembre segna un gol al suo esordio in Champions League ma si fa male poco dopo. il 5 ottobre realizza il gol del momentaneo vantaggio della Roma allo Juventus Stadium. I problemi fisici però lo freneranno per tutta la stagione ed alla fine, nonostante il buon numero di presenze (37), saranno solo 4 le reti totali (2 in campionato, alla Juventus ed alla Lazio, uno in Champions League, uno in Coppa Italia). La stagione successiva, che doveva essere quella del rilancio, inizia anche peggio. 19 presenze totali fino a dicembre e soltanto un gol. A Gennaio si trasferisce al Bournemouth, Premier League, dove però nonostante le grandi aspettative, totalizzerà solo 2 presenze in campionato e 2 in coppa. Torna alla Roma nella stagione 2016-2017 e viene ceduto da Sabatini informalmente al Genoa; il DS ci ripensa a poche ore dalla chiusura del mercato, scommettendo sul suo rilancio. Sembra l’inizio di una bella favola, con il pronto riscatto del calciatore, ma la realtà è ben diversa. A Gennaio, dopo aver totalizzato 12 presenze totali (tutte abbastanza imbarazzanti), si trasferisce al Torino dove però realizza solamente una rete in 17 apparizioni. Attualmente è ancora in forza alla Roma, in cerca di sistemazione. Il calciatore è un rebus indecifrabile. Le potenzialità ci sono, tuttavia sembra che il problema sia soprattutto di testa. L’ambiente è diviso. Più di qualcuno sostiene che la cura di mister Di Francesco potrebbe fargli bene, tuttavia la Roma ha bisogno di calciatori pronti, e non può più aspettare che Iturbe risolva i sui problemi psicologici.

Abbonato di Curva Sud, vivo la Roma 365 giorni l'anno, 24 ore su 24. Mi batto per una informazione che possa essere la più oggettiva possibile, sempre a favore del bene della Roma.

Lascia un commento

Il tuo indirizzo email non sarà pubblicato. I campi obbligatori sono contrassegnati *