I numeri di Daniele Rugani

“Il centrale che ci manca deve essere un giocatore d’esperienza, che non sia lento e che sappia giocare accorciando.”

Paulo Fonseca (in un’intervista dell’11 agosto 2019)

La Roma sembra aver finalmente trovato l’ultimo tassello che le mancava per completare la propria rosa. Quel difensore centrale esperto e veloce ad accorciare in avanti tanto richiesto da Fonseca in queste ultime settimane. Si tratta di Daniele Rugani.

Paulo Fonseca

Il difensore della Juventus dovrebbe arrivare alla Roma in prestito con obbligo di riscatto, per una cifra totale di circa 25 milioni di euro. E dentro l’operazione dovrebbero rientrare anche i cartellini di Riccardi e Celar, valutati in totale una quindicina di milioni di euro. Un affare insomma non soltanto tecnico, ma anche economico e contabile.

Ma quanto ci guadagna la Roma con l’arrivo di Rugani? È il profilo giusto per il reparto arretrato di Fonseca? Quanto è reale il calo che sembra aver attraversato nei suoi anni in bianconero? Cerchiamo di rispondere a tutti questi legittimi interrogativi analizzando i numeri più significativi della sua breve ma intensa carriera agonistica.

Daniele Rugani

0

Zero sono le ammonizioni prese da Rugani nel suo primo anno di Serie A, giocato da titolare nell’Empoli di Sarri. In quel campionato, Daniele partì dall’inizio in tutte le 38 partite a disposizione. E nonostante questo non prese nemmeno un cartellino giallo. Com’è possibile? Lui stesso, nella propria conferenza stampa di presentazione alla Juve, provò a fornire una spiegazione a ciò.

“L’anno scorso ho giocato tutte le partite senza prendere un giallo, non c’è un segreto, è stata una stagione che difficilmente si ripeterà. Probabilmente non essere troppo impulsivo fa parte di me, preferisco ragionare di più.”

Daniele Rugani (conferenza stampa del 21 luglio 2015)

In molti in bianconero, compreso Max Allegri, hanno additato all’epoca questo aspetto come un difetto da limare. Perché secondo loro un difensore deve essere più aggressivo. E quindi prendere tendenzialmente più ammonizioni.

Max Allegri

Eppure in realtà questo dato testimonia soprattutto due cose: la grande pulizia di intervento di Rugani (caratteristiche essenziale per un grande difensore centrale di livello). E la sua poca fallosità (aspetto positivo, perché riduce i calci piazzati a favore degli avversari in zone molto pericolose di gioco).

Tutta l’eleganza e la pulizia di intervento di Rugani.

Rugani ha confermato questa tendenza anche alla Juve, dove ha preso solo 11 ammonizioni in quattro campionati di Serie A giocati. Un dato comunque inferiore alla media dei suoi colleghi di reparto (Fazio per esempio ne ha prese 15 in 3 anni di Roma e non è uno molto falloso di solito). Una qualità che quindi Lele porterà eventualmente anche qui a Roma.

L’incredibile statistica di Rugani alla sua prima stagione in Serie A con la maglia dell’Empoli. Zero ammonizioni in 38 partite di campionato (più una di Coppa Italia). Un dato allucinante per un difensore centrale. (fonte: Transfermarkt.it)

1,2

1,2 sono i passaggi intercettati di media ogni 90 minuti da Daniele Rugani in carriera. Un dato abbastanza importante per un difensore centrale. Soprattutto nel sistema di Fonseca. Non a caso l’allenatore portoghese ha parlato di difensori “bravi nell’accorciare in avanti”.

Il numero di passaggi intercettati di media ogni 90 minuti da Rugani nelle varie stagioni giocate in carriera. (fonte: WhoScored.com)

In tal senso, Lele è sicuramente uno dei migliori in Serie A. Anche nell’ultimo campionato, con 1,1 passaggi intercettati di media ogni 90 minuti, Rugani si è posizionato 39esimo nella classifica dei centrali difensivi più bravi in questa specialità. Davanti a gente come Koulibaly e Skriniar. Un risultato, quindi, abbastanza positivo, considerando che la scorsa stagione non è stata molto semplice per lui.

Un anticipo veloce e puntuale di Rugani. Esattamente quello che cerca Fonseca in un suo difensore centrale.

Non solo. Possiamo anche dire che almeno in questo aspetto Daniele abbia fatto meglio che quando era all’Empoli. Infatti, nel campionato giocato in Toscana, Rugani fece registrare solo 0,9 passaggi intercettati di media ogni 90 minuti. A testimonianza di come la sua crescita non si sia interrotta più di tanto nonostante la poca fiducia avuta nella Juventus ultimamente.

1,3

1,3 sono invece i contrasti vinti di media ogni 90 minuti da Daniele Rugani in carriera. Un dato molto significativo per un difensore centrale. Che ci dice sempre parecchio sulle sue qualità difensive.

Il numero di contrasti vinti di media ogni 90 minuti da Rugani nelle varie stagioni giocate in carriera. (fonte: WhoScored.com)

In particolare, il dato fatto registrare in generale da Lele è abbastanza buono. Nell’ultima Serie A, con questa media di contrasti vinti sarebbe stato il 32esimo centrale del campionato per questa specialità. Sopra a gente come Manolas e Romagnoli.

Un poderoso contrasto in uno contro uno di Rugani.

Peccato però che nella scorso campionato Rugani abbia vinto solo 0,5 contrasti di media ogni 90 minuti. Un calo apparentemente molto netto, che però è spiegabile più che altro con la scarsa tendenza dei difensori della Juventus ad andare a contrasto durante la partita (visto quanto i bianconeri hanno tenuto mediamente il pallone nella passata stagione).

La classifica delle squadre della scorsa Serie A ordinata in base alla percentuale di possesso palla mediamente tenuta nell’arco delle 38 giornate di campionato. La Juve è quarta con il 54,9%. (fonte: WhoScored.com)

Infatti la Juve ha fatto registrare il 54,9% di possesso palla (quarta squadra della scorsa Serie A in questa specialità). E così Chiellini ha vinto solo 1,1 contrasti di media ogni 90 minuti (contro i 2,2 in carriera). Mentre Bonucci appena 0,7 (contro gli 0,8 in carriera).

Inoltre, quello che conta di più nei contrasti non è tanto il numero di quelli vinti in assoluto, quanto la percentuale di quelli vinti rispetto a quelli tentati. Ebbene, Rugani in carriera ha vinto mediamente l’87% dei contrasti tentati (per capirci, Manolas ne ha vinti invece solo il 75% in carriera). Un dato importantissimo, parzialmente confermato anche nell’ultima stagione (71%). E comunque superiore a quello avuto nel magico anno di Empoli (81%).

Daniele Rugani in allungo sul pallone.

In conclusione, possiamo dire che Rugani non è un difensore che va spesso a contrasto. D’altronde è più un libero che un marcatore. Ma quando ci va è mediamente molto efficace. E il calo avuto nell’ultimo campionato è reale ma non così netto come potrebbe sembrare. Soprattutto visto che le altre annate in bianconero erano invece andate benone sotto questo punto di vista (addirittura anche più che ad Empoli).

2,4

2,4 come i duelli aerei vinti da Rugani di media ogni 90 minuti in carriera. Un dato che non si può non prendere in considerazione per un difensore centrale.

Il numero di duelli aerei vinti di media ogni 90 minuti da Rugani nelle varie stagioni giocate in carriera. (fonte: WhoScored.com)

Nell’ultimo campionato, Lele ha fatto registrare addirittura numeri superiori in tal senso. Posizionandosi al 15esimo posto nella classifica dei difensori centrali della scorsa Serie A più forti in questa specialità. Con ben 2,7 duelli aerei vinti di media ogni 90 minuti.

Un bel duello aereo vinto da Rugani.

Anche a livello di efficienza, Rugani risulta molto forte nei duelli aerei. Grazie probabilmente ad un’altezza non indifferente (188 cm). E ad una grande capacità di prendere bene il tempo dello stacco. Non a caso, in carriera ha vinto il 65% dei contrasti aerei tentati. Mentre nell’ultimo campionato addirittura il 69%.

Daniele Rugani in un contrasto volante contro Belotti.

Dati che tra l’altro non sono inferiori a quelli di Empoli. Dove Daniele aveva sì vinto 2,8 duelli aerei di media ogni 90 minuti. Ma con una percentuale solo del 67% rispetto a quelli tentati. Segno di un ulteriore miglioramento da parte sua, almeno dal punto di vista dell’efficienza.

7

Sette sono le presenze di Rugani in Nazionale maggiore. Comunque non poche per un giocatore della sua età. Considerando anche che davanti ha sempre avuto due mostri sacri come Chiellini e Bonucci. Tanto che pure Romagnoli (un anno più giovane di lui, ma stabilmente impiegato nel Milan ormai) ha collezionato appena 9 presenze in Azzurro.

Daniele Rugani con la maglia della Nazionale italiana.

In particolare, l’esordio di Lele è avvenuto con Ventura in panchina, in un’amichevole contro la Francia del primo settembre 2016. Quando aveva solo 22 anni. Mentre l’ultima presenza in Azzurro risale al 4 giugno del 2018, contro l’Olanda. Segno evidente di un’annata storta (quella scorsa), da cui Rugani vuole immediatamente riscattarsi. Anche proprio per riconquistare il posto che gli spetta nell’Italia dei grandi.

11

11 sono i trofei di squadra e individuali vinti già da Rugani in carriera. Oltre ovviamente a quelli conquistati dalla sua Juventus (4 Scudetti, 3 Coppe Italia e una Supercoppa italiana), Lele ha vinto una Supercoppa primavera nel 2012/2013 coi bianconeri. Il premio di miglior giocatore della Serie B nel 2013/2014 con la maglia dell’Empoli. E la medaglia di bronzo nel 2017 con l’Italia under 21 nell’europeo di categoria giocato in Polonia.

Daniele Rugani con in mano la coppa dello Scudetto vinto l’anno scorso con la maglia della Juve.

Insomma, un palmares impressionante per un giocatore di appena 25 anni. Agevolato sicuramente dalla lunga militanza nella Juventus. Ma frutto anche del suo grande e innato talento. Speriamo davvero che possa vincere qualche altro trofeo pure qui in giallorosso eventualmente.

14

14 come i gol segnati da Rugani in carriera. Un numero abbastanza elevato per un difensore centrale. Un dato forse non troppo importante considerato il suo ruolo, ma comunque potenzialmente utile durante l’arco della stagione per una squadra.

Un gol molto bello di Rugani con la maglia della Juventus.

In particolare, Lele ha realizzato 7 reti nella Juve, 5 nell’Empoli e 2 in primavera. Con una percentuale realizzativa del 129% in Serie A. Segno che Rugani è davvero molto bravo anche nell’area di rigore avversaria. E può così incrementare il bottino dei gol a disposizione della Roma in questa annata.

La mappa degli xG avuti da Rugani nel corso della sua carriera. In totale sono 7,16. Comunque meno dei gol segnati effettivamente da Lele, che quindi ha un’efficienza realizzativa molto importante. (fonte: Understat.it)

30

30 sono i milioni di euro rifiutati appena un anno fa dalla Juventus per Rugani. L’offerta era del Chelsea, con Sarri che voleva un giocatore di sua fiducia da mettere al centro della propria difesa in Inghilterra.

Maurizio Sarri

La trattativa non andò però a buon fine, perché Paratici chiedeva ben 40 milioni. Ciò vuol dire che, prima di quest’ultima sfortunata stagione, la stima e la fiducia dei bianconeri in Lele erano molto alte. Evidentemente Rugani non deve aver fatto così male in bianconero come tutti sostengono ora.

87

E infatti sono 87 le presenze totali di Rugani in 4 anni di Juventus (di cui ben 9 in Champions League). Circa 22 a stagione, non poche per una riserva. Considerando che comunque ne ha giocate 76 da titolare (19 a stagione quindi).

“Cancelo ha esperienza, quando giochi alla Juventus te la fai rapidamente. Ti crei una mentalità vincente.”

Pep Guardiola (conferenza stampa del 10 agosto 2019)

Un dato che ci dice come Rugani abbia comunque trovato abbastanza spazio nella Juventus in questi ultimi anni. Acquisendo inevitabilmente l’esperienza necessaria per guidare la difesa della Roma. Proprio come vuole Fonseca.

Il numero di partite giocate da Rugani in carriera. In 4 anni di Juve, sono ben 87. (fonte: Transfermarkt.it)

88,8%

88,8% è la percentuale di passaggi riusciti avuta da Rugani in carriera. Un dato statistico pazzesco per un difensore centrale. Che dimostra come Lele sia un vero regista difensivo. Esattamente quello che serve alla Roma di Fonseca.

La percentuale di passaggi riusciti fatta registrare da Rugani nelle varie stagioni giocate in carriera. (fonte: WhoScored.com)

In particolare, Rugani ha avuto una percentuale di passaggi altissima anche l’anno scorso (90%). Anche più elevata di quella fatta registrare all’Empoli (88,6%). Aspetto per nulla scontato vista la maggior tendenza delle squadre di Allegri a verticalizzare subito il pallone. Con un margine di errore quindi inevitabilmente crescente.

Un ottimo passaggio in profondità di Rugani.

Va detto però che Lele non ama particolarmente cercare il passaggio per il compagno dietro la linea di pressing avversaria. E infatti ha effettuato solo 0,1 passaggi chiave di media ogni 90 minuti disputati nel corso della propria carriera.

Il numero di passaggi chiave effettuati di media ogni 90 minuti da Rugani nelle varie stagioni giocate in carriera. (fonte: WhoScored.com)

È invece molto spiccata la sua abitudine a toccare tante volte il pallone durante la partita. Tanto che ha eseguito in carriera 55,2 passaggi di media ogni 90 minuti. Dato che lo avrebbe posizionato al 16esimo posto nella classifica dei migliori centrali difensivi della scorsa Serie A in questa specialità. Cosa che non è accaduta per un leggero calo avuto negli ultimi 12 mesi in tal senso (in cui invece ha fatto 51,5 passaggi di media ogni 90 minuti).

Il numero di passaggi totali tentati di media ogni 90 minuti da Rugani nelle varie stagioni giocate in carriera. (fonte: Whoscored.com)

Numeri che comunque ci confermano la grande capacità di Rugani nel far girare il pallone. Una qualità sempre più ricercata nei difensori moderni. Una qualità essenziale per il gioco di mister Fonseca.

La heatmap stagionale di Rugani nella scorsa Serie A. Colpisce come i tocchi fatti da Lele siano soprattutto verso il centro del campo. Segno di grande padronanza del palleggio e di un’abitudine a stare tendenzialmente in una posizione avanzata del rettangolo verde di gioco. Esattamente le caratteristiche richieste da Fonseca ai propri difensori centrali. (fonte: SofaScore)

1994

1994 è l’anno di nascita di Daniele Rugani. In particolare, Lele è nato il 29 luglio del 1994. Il che vuol dire che ha da poco compiuto 25 anni. E che non è nemmeno a metà della sua carriera da calciatore.

Daniele Rugani

Insomma, è difficile pensare che Rugani non possa ancora riscattarsi e dimostrare tutto il proprio valore in futuro. Limando i difetti che ha purtroppo mostrato alla Juve (soprattutto quello relativo alla personalità). E diventando finalmente il grande difensore centrale che tutti pensavamo fosse da ragazzino.

2014/2015

È invece la stagione in cui Rugani si è affermato nel grande calcio. Quella in cui ha guidato, a soli 20 anni, la difesa dell’Empoli di Maurizio Sarri. Finendo per essere attenzionato da tutte le più importanti squadre del mondo.

Daniele Rugani con la maglia dell’Empoli.

Un’esplosione fragorosa, che ha spinto la Juventus a riportarlo immediatamente alla base, per inserirlo nel proprio pacchetto difensivo. E che ha portato l’allora ds giallorosso Walter Sabatini a parlare così di lui nel mezzo di quella stagione.

“In serie A ci sono tanti giovani talenti. E sicuramente tra questi c’è soprattutto Rugani. Mi piace molto. Se potessi, lo prenderei subito per la Roma.”

Walter Sabatini (in un’intervista del 17/11/2014 rilasciata alla Rai)

Insomma, un vero e proprio talento. Che poi in bianconero non è evidentemente riuscito a mantenere del tutto le attese. Complici la concorrenza agguerrita e forse alcuni limiti di personalità. Che rischi si pagare più del dovuto in una realtà come quella juventina.

Walter Sabatini

Ma la stoffa e la classe del grande calciatore ci sono tutte. E sono sicuramente ancora lì da qualche parte. Bisogna solo tirarle di nuovo fuori in qualche modo.

Un intervento senza senso in spaccata di Rugani con la maglia dell’Empoli. È questo il giocatore che vorremmo tanto rivedere qui a Roma.

Ecco allora che la Roma può diventare l’occasione più importante della carriera di Rugani. Quella decisiva per decidere se diventare davvero un campione o rimanere solo un buon giocatore.

Daniele Rugani

Quella che può far tornare tutti i numeri al loro posto. E ridare a Lele il prestigio e l’importanza che merita. Finalmente proprio con la maglia giallorossa addosso.

25 anni, romanista da sempre, ma giornalista da poco, speravo anch'io de morì prima dell'addio al calcio di Francesco Totti.

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