I problemi di Fonseca contro le squadre con la difesa a 3

Paulo Fonseca si sta dimostrando indubbiamente un grande allenatore in questo inizio di stagione. Non solo sembra essere riuscito subito ad entrare nella testa dei propri giocatori, ma ha anche avuto l’umiltà e l’intelligenza di cambiare qualcosa nel suo sistema di gioco per adattarsi al calcio italiano.

Il nuovo tecnico giallorosso pare, però, avere una difficoltà tattica insuperabile al momento: come affrontare efficacemente le squadre che giocano con la difesa a 3. Un enigma a cui non è ancora riuscito a dare una soluzione. Tanto da far perdere alla sua Roma già 7 punti, proprio contro Genoa, Lazio e Atalanta, che usano quel tipo di schieramento.

Il precedente contro l’Hoffenheim

“Abbiamo analizzato la nostra prima gara a Kharkiv e abbiamo rivisto varie partite dell’Hoffenheim. E così abbiamo deciso di difendere con centrali. Non abbiamo avuto molto tempo per esercitarci con questo modulo, ma ci siamo arrangiati bene. Questa strategia è stata solo per il match contro l’Hoffenheim, non giocheremo mai più in questo modo”.

Paulo Fonseca (28 novembre 2018)

Era il 19 settembre 2018. A Kharkiv andava in scena Shakhtar Donetsk-Hoffenheim, partita valevole per il girone eliminatorio di Champions League. Gli ucraini avevano cambiato molto in estate. Erano fiduciosi però di poter avere la meglio in casa contro un avversario apparentemente alla portata.

Invece, gli uomini di Fonseca si trovarono qualcosa di completamente inaspettato. I tedeschi iniziarono subito alla grandissima. Prima Grillitsch e poi Nordtveit portarono la formazione biancoblú sul 2-1 in pochi minuti, intervallati solo dal gol di Ismaily.

Lo Shakhtar faceva fatica a esprimere il suo gioco. Era come se non riuscisse a trovare le misure in campo. E in effetti qualcosa di diverso dal solito c’era, perché gli avversari stavolta giocavano con una difesa a 3.

La formazione dell’Hoffenheim contro lo Shakhtar di Fonseca (fonte: Sofascore)

Alla fine, gli ucraini agguantarono il pareggio in extremis, grazie al gol di Maycon. Fu però un risultato molto bugiardo rispetto a quanto visto durante i novanta minuti. Tanto che al ritorno Fonseca decise di cambiare, schierandosi a specchio rispetto all’Hoffenheim.

I dati di Shakhtar-Hoffenheim, nettamente a favori dei tedeschi (fonte: Sofascore)

Non era sicuro che la mossa si sarebbe rivelata vincente, ma era convinto che fosse la miglior soluzione possibile per poter applicare il proprio calcio contro un avversario del genere. In questo modo lo Shakhtar, seppur con il vantaggio di avere un uomo in più per gran parte della partita, riuscì a portare a casa i tre punti dalla trasferta in Germania, meritando complessivamente la vittoria.

La difesa a 3 dello Shakhtar di Fonseca contro l’Hoffenheim (fonte: Sofascore)

Fu il primo vero incontro tra Fonseca e una squadra con la difesa a 3 pura. In carriera, raramente gli era capitato di vedere una cosa del genere, ma era soddisfatto di come aveva superato quell’ostacolo. Il suo desiderio però era quello di tornare presto a giocare come al solito. Quella partita di Champions League era stata solo una breve parentesi tattica per il suo Shakhtar Donetsk.

I problemi contro Genoa e Lazio

Purtroppo però quello non è stato l’ultimo incontro tra Fonseca e le squadre con la difesa a 3. Infatti, l’allenatore portoghese ha avuto la brillante idea di venire proprio qui in Italia. Il paese dove c’è la maggiore concentrazione al mondo di formazioni che si schierano con quel particolare modulo.

Paulo Fonseca

Così già nelle prime due giornate di campionato il tecnico portoghese ha dovuto affrontare due compagini con 3 difensori centrali in campo: il Genoa di Andreazzoli e la Lazio di Simone Inzaghi. E non sono tardate ad arrivare ovviamente le difficoltà tattiche viste anche contro l’Hoffenheim.

Il classico modo di giocare di Fonseca sembra sposarsi davvero male con le necessità che si hanno contro le squadre che difendono a 3. Infatti, di solito i problemi nell’affrontare formazioni del genere sono soprattutto due: assorbire il movimento a sganciarsi di uno dei due centrali intermedi e coprire l’ampiezza data continuamente dagli esterni di centrocampo avversari.

Per quanto riguarda il primo aspetto, non è difficile per il mister giallorosso adibire uno dei suo trequartisti a questo tipo di compito, che quindi non desta normalmente particolari preoccupazioni. Il secondo invece diventa praticamente impossibile da decifrare per il suo classico sistema di gioco.

I tre trequartisti di Fonseca vengono sempre al centro del campo, lasciando le fasce ai terzini

Di solito, gli allenatori che usano il 4-2-3-1 e che si trovano di fronte una squadra con la difesa a 3 pura scelgono di coprire l’ampiezza con il raddoppio delle proprie ali sui terzini. In questo modo, si trovano sempre almeno in parità numerica sulle fasce e non rischiano così di correre particolari pericoli.

L’uso della ali nel calcio di Fonseca, però, è molto atipico, perché lui tende a farle venire tantissimo dentro il campo già ad inizio azione. In questo modo, diventa impraticabile coprire l’ampiezza in difesa con loro, perché sono costantemente fuori posizione in fase di transizione negativa. L’unica possibilità è quindi quella di lasciare i terzini soli nell’uno contro uno, sperando che riescano a reggere l’urto e che non si sovrapponga esternamente nessuna mezzala avversaria.

Se la seconda punta si allarga sulla fascia, si crea un due contro uno che lascia libero l’esterno di centrocampo

Ora, si capisce benissimo anche solo così che questa è una situazione molto pericolosa da attuare. Soprattutto in un campionato come quello italiano, dove i tecnici avversari giocano puntualmente sui tuoi problemi tattici. Il vero rischio però non è tanto quello di prendere l’imbarcata, quanto che la squadra si spaventi e finisca per arretrare troppo, pur di evitare di essere continuamente esposta.

Le posizioni medie della Roma contro la Lazio. I terzini sono molto più bassi di quanto vorrebbe teoricamente Fonseca (fonte: Tactics platform)
Le posizioni medie della Lazio contro la Roma. Guardate quanto sono alti Lazzari e Lulic (fonte: Tactics platform)

Ed è esattamente questa la situazione che abbiamo visto contro la Lazio, dove la squadra ha finito per collassare all’indietro, impaurita dalle avanzate degli esterni biancocelesti contro i propri terzini. Abbassando notevolmente il baricentro e restando compatta, la Roma è riuscita a limitare i danni sulle fasce, ma ha perso gran parte della propria brillantezza offensiva.

I problemi contro l’Atalanta

Era scontato perciò che Fonseca non sarebbe rimasto con le mani in mano in vista della partita contro un’altra squadra con la difesa a 3: l’Atalanta di Gasperini. Ecco allora che il tecnico portoghese ha pensato ad una strategia alternativa per superare l’ostacolo. Proprio come prima di quella gara di ritorno contro l’Hoffenheim del novembre scorso.

La soluzione finale è stata sempre la stessa: mettersi a specchio con l’avversario. Così anche la Roma è scesa in campo con una difesa a 3, cercando di limitare i potenziali pericoli insiti nella formazione nerazzurra.

In realtà, nei primi minuti Fonseca ha provato pure a lasciare inalterato lo schieramento delle ultime giornate. Si è trovato però di fronte a gli stessi problemi visti contro la Lazio, con la sua squadra che non riusciva purtroppo a trovare le giuste misure in campo per arginare gli attacchi bergamaschi.

Qui la Roma è schierata con la difesa a 4 nel finale di partita. Ecco allora che l’esterno atalantino è libero di attaccare la profondità sulla fascia lasciata scoperta dal terzino di competenza

E così ha ordinato il cambio di modulo dopo pochi minuti. Con la difesa a 3, la Roma è sembrata effettivamente più tranquilla nel difendere l’ampiezza dell’Atalanta. A quel punto, però, si sono manifestati purtroppo altri problemi, dovuti probabilmente alla disabitudine dei giallorossi a giocare con questo tipo di schieramento.

Le posizioni medie della Roma contro l’Atalanta. La squadra giallorossa è nettamente più bassa del solito (fonte: Tactics platform)
Le posizioni medie dell’Atalanta contro la Roma. Qui si vede come davvero a che altezza dovrebbero giocare gli esterni di centrocampo e i centrali in una difesa a 3 (fonte: Tactics platform)

Infatti, quando difendi a 3, è fondamentale che i tuoi esterni salgano appena è possibile e che uno dei tuoi centrali esca in modo molto aggressivo sui centrocampisti avversari. I giocatori giallorossi però non sono mai riusciti a fare questo. L’unico forse in grado di farlo con continuità è stato Spinazzola, che non a caso è stato abituato per anni a fare l’esterno di una difesa a 3 proprio nell’Atalanta.

Qui la Roma è molto bassa, con le due linee di difesa e centrocampo schiacciate dietro, nonostante la palla sia abbastanza coperta ed esterna
Qui addirittura la Roma è completamente schiacciata all’indietro su un’unica linea difensiva, senza che nemmeno un giocatore vada a pressare il portatore di palla avversario

In questo modo, soprattutto dopo l’uscita dell’ex terzino juventino, la Roma ha finito inesorabilmente per schiacciarsi troppo anche stavolta, regalando campo e fiducia ai bergamaschi. Era quasi inevitabile in queste condizioni soccombere alla fine e così è stato. La soluzione varata da Fonseca per battere i nerazzurri gli si è crudelmente ritorta contro.

Le possibili soluzioni

Detto tutto questo, visto che le partite contro squadre che difendono a 3 non sono minimamente finite, è lecito domandarsi: quali sono allora le possibili soluzioni? Ebbene, occorre distinguere due differenti situazioni.

La prima riguarda il caso di avversari che difendono teoricamente a 3, ma il cui scarso bagaglio tecnico li porta inevitabilmente a difendere a 5 quando affrontano la Roma. In quel caso, ai giallorossi dovrebbe bastare qualche cautela in più di uno dei due esterni alti per poter sopperire ad eventuali problemi e riuscire ad imporre comunque il proprio gioco.

Nel caso invece di avversari di un certo spessore tecnico (ad esempio Atalanta, Lazio o Inter), è difficile pensare che questo basti, come si è già visto appunto nelle partite contro bergamaschi e biancocelesti. È necessario allora che Fonseca prosegua sul serio nell’addestramento della difesa a 3, per farla assimilare adeguatamente alla squadra.

La heatmap di Florenzi contro l’Atalanta. La maggior parte dei suoi tocchi di palla sono dietro la linea di centrocampo (fonte: Sofascore)
La heatmap di Spinazzola contro l’Atalanta. I suoi tocchi di palla sono distribuiti molto meglio tra le due metà campo rispetto a Florenzi. Così un giocatore dovrebbe interpretare il ruolo di esterno in una sqaudra con la difesa a 3 (fonte: Sofascore)

Solo così, infatti, si potranno limitare gli svantaggi del modo di giocare di Fonseca contro le squadre forti che scendono in campo con 3 centrali, senza però far perdere la solita brillantezza offensiva ai giallorossi. La soluzione giusta in questo caso è quindi semplicemente quella di insistere ancora con quanto provato già contro l’Atalanta, in modo da farlo davvero al meglio la prossima volta che servirà di nuovo.

Accanito tifoso giallorosso, amante dell'arte e del complottismo di massa. Scrittore per puro diletto personale.

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