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Il castello giallorosso

“Con Di Francesco li avremmo aggrediti alti in pressing. Con Ranieri invece abbiamo un castello da difendere, in cui non deve entrare nessuno, e tutti e undici dobbiamo difenderlo”.

Con queste parole, rilasciate nel post-partita di Inter-Roma, Alessandro Florenzi ha descritto perfettamente il nuovo modo di difendere dei giallorossi.

Un sistema tattico completamente diverso da quello difrancescano. Voluto da Ranieri per ridare solidità ad una squadra che aveva preso ben 36 gol in 26 match prima del suo arrivo. E che, invece, ora viene da un solo gol subito nelle ultime 4 gare. Con sempre meno occasioni lasciate agli avversari. Tanto che gli expected goals concessi sabato scorso al Cagliari sono stati soltanto 0,59.

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La mappa dei tiri concessi dalla Roma al Cagliari durante la partita di sabato scorso. Sono appena 3 quelli in area di rigore, di cui soltanto due in porta (fonte: WhoScored.com).

Baricentro basso

Innanzitutto, la prima mossa di Ranieri è stata quella di abbassare il baricentro medio della squadra. Rinunciando così al pressing a tutto campo tanto amato dal suo predecessore.

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Qui si vede come la Roma nemmeno accenni al pressing sul portatore di palla del Cagliari.

L’idea era quella di evitare di sbilanciarsi troppo nel tentativo di recuperare il pallone in avanti. E di concentrarsi maggiormente sulla difesa della propria area di rigore. Esattamente “il castello” di cui parlava Florenzi.

In questo modo, il mister di Testaccio ha cercato pure di centellinare le energie della squadra durante i 90 minuti. Scongiurando la possibilità di consumarle tutte prima del triplice fischio dell’arbitro. Aspetto essenziale, vista la scarsa condizione atletica dei giocatori giallorossi al suo arrivo.

Questo, però, non vuol dire che la Roma di Ranieri abbia completamente rinunciato alla pressione alta. Infatti, come lui stesso ha ammesso, il pressing è effettuato lo stesso, ma soltanto in modo occasionale e mirato, a seconda dei momenti della partita e dell’abilità dell’avversario di uscire dal basso con il pallone.

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Qui invece Lorenzo Pellegrini e Dzeko portano un po’ di pressione sul portatore di palla cagliaritano, seppur in modo non troppo incisivo.

Così facendo, i giallorossi riescono ad essere sempre compatti e corti in campo, schierandosi di solito con un classico 4-4-2 in fase di non possesso palla. Aspetto che ha rivitalizzato anche alcune individualità, in grande difficoltà negli ampi spazi della Roma di Di Francesco. Si pensi soprattutto a Fazio e Nzonzi, in netto miglioramento nelle ultime gare.

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In questa azione, è evidente il 4-4-2 della Roma di Ranieri in fase di non possesso palla, con le due linee da 4 molto corte e compatte tra loro.

Copertura sulle fasce

Il problema principale della partita dei giallorossi a San Siro contro l’Inter era stato l’incapacità degli uomini di Ranieri di coprire adeguatamente le fasce e di limitare così i cross avversari. Tanto che il gol di Perisic è arrivato proprio su una situazione del genere.

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Sul gol di Perisic, la Roma ha chiaramente scalato male in difesa. Ma ciò è normale che capiti almeno una volta durante la partita se concedi 36 cross pericolosi agli avversari.

Quando subisci una grande quantità di traversoni dagli esterni, è difficile tenere sempre correttamente le marcature. E, quindi, è inevitabile perdersi un uomo prima o poi e prendere gol. Indipendentemente da chi è il colpevole nell’occasione relativa.

Per questo, Ranieri ha chiesto espressamente alla propria squadra di stare attenta a non permettere troppo facilmente al Cagliari di crossare nell’ultimo match. Visto anche la pericolosità nei colpi di testa di Pavoletti.

Ebbene, la Roma è stata talmente brava in questo da concederne appena 26, di cui uno solo realmente pericoloso, rispetto ai 36 lasciati all’Inter nella gara precedente. Frutto del grande lavoro preventivo svolto dai terzini giallorossi, sempre attenti a non salire entrambi in fase di possesso palla. E del grande sacrificio di El Shaarawy e Kluivert in ripiegamento, che hanno raddoppiato costantemente gli esterni rossoblu.

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Qui si vede benissimo la grande attenzione messa dai giocatori giallorossi quando il Cagliari portava la palla sulle fasce. Addirittura in questa occasione, oltre a Kluivert, c’è anche l’aiuto di Lorenzo Pellegrini.

In questo modo, il castello è rimasto al riparo anche dalle incursioni laterali. Diventando praticamente inespugnabile per il pur talentuoso attacco del Cagliari.

Concentrazione

Ma l’aspetto fondamentale della rinascita difensiva giallorossa è la concentrazione che gli uomini di Ranieri mettono ormai nella fase di non possesso palla.

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Qui si può notare la crescita della concentrazione difensiva della Roma. Florenzi chiude bene la traiettoria di cross all’avversario, Lorenzo Pellegrini e Nzonzi seguono l’azione pronti ad intervenire se necessario, Manolas si stacca sul primo palo per respingere il cross, Fazio e Kolarov marcano attentamente i loro diretti rivali al centro dell’area di rigore.

Reattivi su ogni pallone, cattivi in ogni contrasto, disposti sempre ad una rincorsa in più pur di aiutare un compagno. Un atteggiamento ormai perso totalmente sotto la gestione Di Francesco. Ma che ora, invece, costituisce il vero motore immobile delle prestazioni giallorosse.

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In questa occasione, Fazio anticipa nettamente l’avversario di testa, con una grinta e un’aggressività davvero esemplare.

Per prima cosa, Ranieri è riuscito a trasmettere serenità al reparto arretrato, anche attraverso la promozione di Mirante in porta. E, soprattutto, ha creato finalmente una mentalità difensiva di alto livello. I suoi giocatori adesso hanno il desiderio di non prendere gol. Anche quando la partita sembra ormai chiusa.

Perché il castello giallorosso non deve essere valicato da nessuno senza aver dato tutto in campo pur di provare a salvaguardarlo.

25 anni, romanista da sempre, ma giornalista da poco, speravo anch'io de morì prima dell'addio al calcio di Francesco Totti.

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