fazio

Il fu Federico Fazio

C’era una volta Federico Fazio, difensore centrale granitico, affidabile ed esperto, capace di garantire tranquillità in ogni situazione, a prescindere dal modulo e dallo stile di gioco scelto dal mister. Linea difensiva alta, bassa, pressing, difesa a 3, o a 4 poco importava, ci pensava Fazio a liberare l’area romanista.

Ecco, c’era una volta, perché la storia del centrale argentino è simile ad un favola, o comunque lo era sino ad inizio stagione.
Arrivato in un’afosa giornata romana del 2016, Fazio era stato accolto nello scetticismo più totale, dovuto dallo scarso rendimento delle precedenti stagioni divise tra Siviglia e Tottenham. Ad ogni modo il suo ruolo in rosa sarebbe dovuto esser quello di quarta se non addirittura quinta alternativa centrale, perché Manolas, Rudiger, Vermaelen e Juan Jesus erano reputati più affidabili.

E invece la storia dice altro. La storia dice che il Comandante, quella stagione, ha disputato 45 partite, restando per tutti i 90 minuti in panchina soltanto in 6 occasioni tra preliminari di Champions, Serie A, Coppa Italia ed Europa League. In poco meno di un mese è diventato titolare inamovibile della difesa “spallettiana”, affiancando Manolas, ma anche Rudiger quando si è giocato a 3, nel tentativo di difendere la porta di Szczesny.
Da rincalzo a perno è stato un attimo.
Ma è stata altrettanto veloce la sua recente involuzione.

La scorsa stagione, la seconda dell’argentino a Roma, le prestazioni sono state all’altezza del primo Fazio, quello allenato da Spalletti, che perciò anche sotto la guida di Di Francesco ha consolidato la sua centralità nel progetto.
Poi quest’anno.

Da inizio stagione Federico è un altro. I motivi sono ancora da appurare: chi dice che è colpa del mondiale estivo che ha sballato la sua preparazione fisica, chi attribuisce il problema alla mancanza di stimoli ed infine c’è chi sostiene che stia subendo un crollo verticale a causa dei suoi 31 anni. Tante ipotesi, nessuna certezza, se non quella che i risultati della Roma quest’anno risentono anche dei suoi errori.

Come ormai noto a tutti il problema più profondo della squadra allenata da Di Francesco è la difesa, che alla 19a giornata della scorsa stagione aveva subito ben 11 reti in meno di quella attuale(quest’anno sono già 24 i gol subiti). Sicuramente addossare tutte le colpe di questo deficit a Fazio è sbagliato, date le innumerevoli mancanze messe in luce dalla squadra, ma è indubbio anche che lui sia uno dei peggiori.

Spesso con la testa tra le nuvole, continui errori sciocchi sia di concentrazione che tecnici e difficoltà atletiche. Sono talmente tante le lacune lasciate dal comandante che la sua titolarità è intaccata solo a causa delle riserve non proprio affidabili(Jesus e Marcano).

Di certo le continue voci di mercato che accostano difensori centrali alla Roma per la sessione attuale e per quella di giugno sono un segnale più che significativo: o Federico torna ad essere Fazio, o la Roma cercherà certezze altrove.

Ancora 6 mesi per tornare in sé.
Ancora 6 mesi per farci ricordare chi è davvero Fazio.
Ancora 6 mesi per affondare le radici nella difesa romanista e proteggerla come un vero comandante.
Perché la Roma ha bisogno di Fazio.
Quello vero.

Sono uno studente di 18 anni ma soprattutto un romanista senza limiti. La mia è una continua ricerca di emozioni sulle quali scrivere, e con la Roma è dannatamente facile.

Lascia un commento

Il tuo indirizzo email non sarà pubblicato. I campi obbligatori sono contrassegnati *