Il nuovo Milan di Pioli

Lo scorso 9 ottobre il Milan ha ufficializzato l’assunzione di Stefano Pioli al posto di Marco Giampaolo. Un cambio in panchina sicuramente precoce, ma anche necessario secondo la dirigenza rossonera.

Il tecnico abruzzese, infatti, non era ancora riuscito minimamente a mettere in pratica le proprie idee di gioco. Inoltre aveva rotto ormai con gran parte dei giocatori più importanti dello spogliatoio milanista.

Marco Giampaolo

Insomma serviva una svolta. E così, dopo aver riscontrato l’impossibilità di arrivare a Spalletti, Maldini e Boban hanno preso Pioli. Un allenatore abbastanza esperto e preparato, ma che non è mai stato in grado di affermarsi realmente ad alti livelli. Tra l’altro la sua avventura a Milano non è iniziata nemmeno nel migliore dei modi, a causa del pareggio in extremis del Lecce di domenica scorsa.

Stefano Pioli

Eppure proprio in quella partita l’ex tecnico nerazzurro ha mostrato già le prime grandi differenze col gioco del suo predecessore. Ne è venuto fuori un Milan molto diverso rispetto a quello dei primi due mesi di campionato. Un avversario a cui la Roma dovrà prestare parecchia attenzione questa sera allo Stadio Olimpico, se vuole davvero conquistare tutti e tre i punti in palio.

Libertà di movimento

Innanzitutto, la prima mossa di Pioli è stata quella di cercare di mettere i suoi giocatori a proprio agio. Con Giampaolo, infatti, la manovra del Milan era sembrata spesso lenta e macchinosa, ingabbiata in schemi mal digeriti dai rossoneri in campo.

Contro il Lecce, il neo tecnico milanista ha preferito invece lasciare più libertà di movimento e di inventiva ai propri uomini. I compiti tattici erano pochi ma essenziali. Le mezzali (Paqueta e Kessie) hanno giocato a piede invertito, in modo da avere maggiore facilità nel venire dentro a passare il pallone. Anche le ali (Suso e Calhanoglu) avevano le stesse indicazioni (soprattutto il turco).

Le posizioni medie del Milan contro il Lecce (fonte: Tactics Platform)

Così si creava sempre un quadrilatero centrale con il compito produrre gioco, con il centravanti in area per concludere e i terzini alti per dare ampiezza alla manovra offensiva (soprattutto Theo Hernandez). All’interno di questo contesto, ogni calciatore doveva inventare calcio, il più velocemente e verticalmente possibile.

Gli xG di Milan-Lecce (fonte: Understat)

Il risultato è stato quello di un Milan molto più propositivo ed efficace del solito. Non a caso contro il Lecce i rossoneri hanno completato molti più passaggi chiave rispetto alla propria media stagionale (21 vs 11,3). Così come hanno tirato di più (22 vs 14), dribblato di più (15 vs 11) e creato più occasioni (1,78 xG vs 1,38 xG).

Problemi difensivi

La maggior propensione offensiva e il maggior tasso tecnico in campo hanno però fatto diminuire la resa difensiva della squadra. Infatti, contro il Lecce il Milan ha vinto meno contrasti e meno duelli aerei del solito, nonostante la presenza di Biglia e Kessie come titolari dal primo minuto di gioco.

I contrasti vinti dal Milan contro il Lecce (fonte: WhoScored)

Questo ha portato i rossoneri a subire molto gli attacchi dei salentini, concedendo loro ben 9 passaggi chiave, 13 tiri e 1,29 xG. Numeri molto negativi, considerando anche l’effettiva caratura dell’avversario. Un problema su cui certamente Pioli dovrà ancora lavorare molto.

Squadra più corta

Un altro cambiamento abbastanza evidente è stato quello della lunghezza della squadra. Con Giampaolo il Milan dava sempre l’impressione di essere troppo lungo in campo. Anche rispetto agli standard di un 4-3-1-2, che giocando su 4 linee tende per sua natura ad esserlo un po’ più del normale.

La lunghezza del Milan contro il Lecce (fonte: Lega Serie A)

Contro il Lecce, invece, si è visto fin da subito un Milan più compatto, in grado di tenere il campo meglio e con più ordine. Tanto che alla fine la lunghezza media della squadra è scesa di 4 rispetto a quella delle partite precedenti (da 29 m a 25 m). Tutto frutto del nuovo 4-3-3 di Pioli e del suo grande lavoro tattico.

Piatek ritrovato

Infine, un altro aspetto incoraggiante per il Milan nella partita contro il Lecce è stato il gol di Piatek. Il centravanti polacco ha vissuto un inizio di stagione complicatissimo, in cui era riuscito a segnare solo su rigore. Tanto da essere diventato il bersaglio favorito della critica, arrivata a mettere in dubbio perfino le sue qualità da finalizzatore.

Krzysztof Piatek

E in effetti Piatek stava deludendo parecchio anche da quel punto di vista. Le statistiche parlavano di una percentuale di efficienza realizzativa di circa il 45%. Davvero troppo poco per un bomber come lui.

Il rendimento realizzativo di Piatek quest’anno (fonte: Understat)

Invece contro il Lecce il centravanti polacco è entrato dalla panchina e ci ha messo appena 14 minuti ad andare in gol. E così la sua efficacia sotto porta nella prima gara di Pioli è stata addirittura del 204%.

Certo, stimo parlando di una sola partita, quindi non possiamo dare troppa rilevanza a questo dato. La domanda però sorge spontanea: e se Pioli fosse davvero riuscito a far sbloccare Piatek? Bè, allora sì che il Milan potrebbe pensare di tornare in corsa per la lotta al quarto posto in classifica.

Cosa deve fare la Roma oggi?

Difficile dire se stasera il Milan giocherà come ha fatto contro il Lecce. Non solo non sappiamo se Pioli opterà per le stesse mosse tattiche, ma in più non abbiamo nemmeno idea se i rossoneri riusciranno ad imporsi nello stesso modo contro i capitolini.

Paulo Fonseca

In base a quanto detto, però, possiamo provare a dire cosa la Roma deve e non deve fare oggi in campo. Sicuramente non dovrà far rimanere solo Mancini in mediana, lasciandolo in balìa del quadrilatero di centrocampisti rossoneri. E poi non dovrà allungarsi troppo, perché così rischierebbe di favorire le imbucate milaniste.

Al contrario dovrà rimanere compatta, provando a vincere i duelli difensivi e poi a ripartire, sfruttando i tanti spazi che ancora il Milan concede. Un gioco veloce in transizione, come quello visto contro il Gladbach, potrebbe in questo senso essere l’ideale.

E poi dovrà stare molto attenta a Piatek, anche qualora partisse dalla panchina. Nonostante le recenti difficoltà, il polacco resta uno dei finalizzatori più spietati del nostro campionato. Se poi davvero si fosse finalmente sbloccato, allora l’attenzione dei giallorossi su di lui dovrebbe essere ancora maggiore. Così da portare a casa una vittoria che manca da troppo tempo e che sarebbe un vero toccasana in questo brutto periodo.

Accanito tifoso giallorosso, amante dell'arte e del complottismo di massa. Scrittore per puro diletto personale.

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