Kalinic è davvero in calo?

Negli ultimi giorni di calciomercato, Petrachi si appresta a fare diverse operazioni in entrata e in uscita. Tra queste, c’è anche la sostituzione dell’attuale vice Dzeko (Patrik Schick) con uno nuovo. Che sembra essere stato individuato ormai in Nikola Kalinic.

Patrik Schick

Addirittura, c’è chi dice che il croato sia stato già bloccato in vista della cessione di Schick al Lipsia. Nell’attesa che questa maxi operazione vada a buon fine, vediamo un po’ il profilo di Kalinic. Cercando soprattutto di capire se davvero il croato negli ultimi anni è in calo come tutti dicono.

Nikola Kalinic

Il suo percorso negli ultimi anni

Dopo l’incredibile biennio vissuto a Firenze, dove si fa finalmente conoscere da tutto il grande calcio europeo e conquista la maglia della sua Nazionale, Kalinic finisce al Milan nell’estate del 2017. Una tappa che si preannuncia come il coronamento della sua carriera (a 29 anni suonati). E che invece si rivela un enorme passo falso.

Kalinic con la maglia della Fiorentina.

In rossonero, Nikola realizza solo 6 gol e 5 assist in 41 presenze. Una stagione abbastanza negativa insomma. Con poche reti e tante critiche ricevute da stampa e tifosi. La situazione è talmente incrinata ormai che il Milan decide di venderlo all’Atletico Madrid dopo appena un anno dal suo acquisto.

Kalinic con la maglia del Milan.

I colchoneros lo prendono fondamentalmente perché hanno bisogno di un attaccante di scorta a Diego Costa. Un compito ingrato per chiunque. Compreso per il povero Kalinic, che segna solo 4 gol in 24 partite. Giocando pochissimi minuti e finendo ai margini delle rotazioni della squadra. Situazione peggiorata tra l’altro con l’arrivo a gennaio di Morata.

Kalinic con la maglia dell’Atletico Madrid.

Così Kalinic sembra aver perso il treno giusto per affermarsi definitivamente nel grande calcio europeo. Ed è diventato solo uno dei tanti esuberi dell’Atletico Madrid. Smettendo oltretutto di essere convocato nella Croazia. Ma siamo sicuri che queste deludenti prestazioni degli ultimi due anni siano dovute ad un suo effettivo calo? Oppure sono soprattutto il frutto delle contingenze in cui si è trovato al Milan e all’Atletico Madrid?

Hanno detto di lui nelle ultime due stagioni

“Metti la palla dove sai, altrimenti ti facciamo ritornare là…”

Massimiliano Mirabelli (22 agosto 2017)
Massimiliano Mirabelli

“Al Milan non l’hai presa mai.”

Christian Vieri (13 agosto 2018)
Christian Vieri

“Quest’anno purtroppo non è andato bene, ma sono sicuro che si riprenderà.”

Tomislav Erceg, procuratore di Kalinic (12 luglio 2018)
Tomislav Erceg

“Da quando Niko è arrivato si è comportato molto bene come professionista. E ha fatto sempre bene quando ha giocato.”

Diego Pablo Simeone (25 gennaio 2019)
Diego Pablo Simeone

La sua capacità realizzativa

Ebbene, guardando le sue statistiche, si può tranquillamente dire che Kalinic in realtà non ha visto diminuire il livello del suo gioco nelle ultime due stagioni. Anzi. In alcune aspetti è addirittura migliorato.

Innanzitutto, per quanto riguarda i gol, è evidente la differenza quantitativa rispetto a quanto fatto a Firenze. Lì Nikola aveva messo a segno ben 29 reti, contro le 8 degli ultimi due campionati. Eppure questo calo non si può imputare soltanto a lui in realtà.

Il numero di gol realizzati da Kalinic negli ultimi 4 anni. Si vede chiaramente che con la Fiorentina ha segnato molto di più che con il Milan e l’Atletico Madrid. (fonte: Transfermarkt.it)

Infatti, non è stata la sua efficienza realizzativa ad abbassarsi, ma il numero di occasioni avute. In particolare, mentre nella Fiorentina ha avuto 0,585 xG di media ogni 90 minuti, nel Milan e nell’Atletico ne ha avuti solo 0,32. Giocando per altro molto meno.

Gli xG avuti di media ogni 90 minuti da Kalinic negli ultimi 4 anni di carriera. Si vede chiaramente come siano diminuiti di molto nelle due stagioni giocate con Milan e Atletico Madrid rispetto a prima. (fonte: Understat.com)

E così è stato inevitabile che il numero di reti segnate diminuisse. Pur con una percentuale realizzativa che è rimasta più o meno la stessa. Visto che a Firenze segnava solo l’82% dei gol attesi. Mentre negli ultimi due anni ne ha segnati addirittura il 93,5% (il 78% a Milano e il 109% a Madrid).

La mappa degli xG avuti da Kalinic nei due anni giocati con la maglia della Fiorentina. In totale sono stati 32,90. Quasi uno sproposito insomma. (fonte: Understat.com)

Quindi, possiamo dire che le prestazioni di Kalinic non sono affatto calate di recente. E che il suo apparente calo di rendimento è stato invece causato da altri fattori. Probabilmente al Milan c’è stata una scarsa capacità di servirlo in modo adeguato. Mentre all’Atletico Madrid ha soprattutto giocato troppo poco per poter segnare davvero con una certa regolarità.

La mappa degli xG avuti da Kalinic negli ultimi due anni, tra Milan e Atletico Madrid. In totale sono stati 9,58. Nettamente inferiori a quelli avuti nella Fiorentina quindi. Ecco soprattutto perché ha cominciato a segnare di meno. (fonte: Understat.com)

Le sue altre statistiche

Anche le altre voci statistiche ci dicono che le prestazioni di Kalinic non siano calate più di tanto di recente. I passaggi chiave effettuati negli ultimi due anni sono 1,15 di media ogni 90 minuti (contro gli 1,1 effettuati in carriera).

Il numero di passaggi chiave effettuati di media ogni 90 minuti da Kalinic in carriera. Tra alti e bassi, il suo rendimento è rimasto più o meno lo stesso nel corso del tempo. (fonte: WhoScored.com)

Anche gli xA prodotti di media ogni 90 minuti sono rimasti sostanzialmente gli stessi (0,08). Così come la percentuale di dribbling riusciti (38%). Mentre quella dei duelli aerei vinti è addirittura cresciuta rispetto al solito (69% nelle ultime due stagioni vs 66% in carriera).

Il numero di dribbling riusciti di media ogni 90 minuti a Kalinic in carriera. Anche qui il rendimento è stato più o meno sempre abbastanza scadente. Diciamo che non è questa la sua specialità. (fonte: WhoScored.com)

Insomma, Kalinic non è realmente calato negli ultimi tempi come tutti dicono. Ma ha trovato solo dei contesti in cui le sue caratteristiche non sono state sfruttate al meglio. D’altronde lui non è mai stato un bomber implacabile sotto porta (143 gol in 401 partite in carriera). Quanto piuttosto un attaccante di movimento. Abile a muoversi in modo tatticamente impeccabile in campo per favorire lo sviluppo della manovra offensiva della propria squadra.

Il numero di duelli aerei vinti di media ogni 90 minuti da Kalinic in carriera. Qui invece Niko è addirittura cresciuto negli ultimi anni rispetto a prima. (fonte: WhoScored.com)

I suoi gol più belli al Milan e all’Atletico Madrid

Non ne ha fatti molti, questo lo abbiamo detto. Ma alcuni sono stati davvero molto belli. Vediamo allora la top 3 dei gol realizzati da Kalinic in queste ultime due stagioni con le maglie di Milan e Atletico Madrid.

3 gol sicuramente di pregevole fattura. Da guardare con grande attenzione. Così da capire ulteriormente quanto Kalinic sia ancora un giocatore di alto livello. Che farebbe molto comodo alla Roma qualora arrivasse realmente qui nella Capitale entro il 2 settembre.

3 – Chievo-Milan 1-4 (25/10/2017)

Qui Kalinic segna un gol molto bello contro il Chievo. Bello sia per il controllo in controtempo, con cui aggancia il pallone tagliando fuori due avversari. Sia per l’esecuzione del tiro, che realizza con l’esterno del piede destro, in modo preciso e implacabile.

2 – Atletico Madrid-Alaves 3-0 (8/12/2018)

Qui invece Kalinic segna contro l’Alaves un gol da vero centravanti d’area di rigore. Con un grandissimo taglio ad attaccare il primo palo, che lo porta ad arrivare prima di tutti gli altri sul pallone. Che scaraventa alle spalle del portiere con un opportunistico tocco di bacino.

1 – Milan-Sassuolo 1-1 (8/4/2018)

Qui infine Kalinic segna un gol a dir poco fenomenale contro il Sassuolo. Niko prende posizione in area di rigore con largo anticipo. Fa perno sul difensore avversario una volta controllato il pallone. E poi si gira verso sinistra, concludendo a rete di mancino (in teoria il suo piede debole) con una potenza inaudita, che rende impossibile qualsiasi tentativo di intervento da parte del portiere, nonostante il tiro sia piuttosto centrale.

Conclusione

Insomma, Kalinic non è il miglior attaccante al mondo. Né lo è mai stato. Probabilmente non era un centravanti di grandissimo spessore nemmeno quando segnava molto nella Fiorentina e Spalletti in conferenza stampa parlava di lui meglio che di Dzeko.

Luciano Spalletti

Ma è sicuramente un buonissimo giocatore. Uno di quelli che vorresti avere sempre in rosa, per la sua intelligenza tattica e per il suo spirito di sacrificio. Valori che, come abbiamo visto, non sono stati ancora intaccati dall’usura del tempo (parliamo comunque di un classe 1988). Nonostante le ultime due deludenti stagioni trascorse a Milano e a Madrid.

Per tutto questo, Kalinic sarebbe la riserva ideale di Dzeko in giallorosso. Un centravanti di esperienza da mettere in campo negli ultimi minuti per provare a ribaltare il risultato. Oppure dall’inizio per far rifiatare Edin. Un acquisto dunque che ci auguriamo Petrachi riesca a portare finalmente a termine. Perché rappresenterebbe di certo un ottimo rinforzo per la nuova Roma di Fonseca.

25 anni, romanista da sempre, ma giornalista da poco, speravo anch'io de morì prima dell'addio al calcio di Francesco Totti.

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