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La Curva Sud: quell’arma in più da cui ripartire

“In un calcio che non ha bandiere, siamo solo noi vecchie maniere”. Così recita un celebre coro della Curva Sud che oggi sembra essere ancora di più di attualità. Nella prima stagione senza il Capitano, ultima vera bandiera del calcio mondiale, la Roma potrà contare finalmente, dopo praticamente due stagioni di assenza, sul supporto della sua curva.

E’ stata dura la battaglia contro le barriere volute dal prefetto Gabrielli. E’ stata dura per tutti. Innanzitutto per i ragazzi della Sud, che hanno continuato a lottare nonostante gli appelli, sempre più unanimi che arrivavano da società, calciatori ed ambiente in generale. E’ stata dura per la squadra, costretta a giocare quasi due stagioni in trasferta. E’ stata dura per chi allo stadio ci andava lo stesso e assisteva ad uno spettacolo avvilente, con i tifosi ospiti che cantavano e rendevano l’atmosfera ancora più surreale. Sicuramente in tutta questa storia i vincitori sono stati loro, cioè i ragazzi della curva, onnipresenti, con il corpo e con la voce in tutte le trasferte, e coerenti fino in fondo, finché l’ultimo centimetro di barriera non è stato tolto.

E’ stato un percorso lungo e faticoso, partito da Rudi Garcia in panchina, e concluso con lo Spalletti bis. In mezzo tante partite, più o meno belle, e la sensazione netta che quella curva piena avrebbe dato almeno quei 5-6 punti in più, come minimo. Quanti ne sarebbero bastati per cambiare volto alle ultime due stagioni? Uno in più, nel 2015-2016, evitando il disastro del preliminare di Champions, e 4 in più quest’anno, con la conquista di un clamoroso scudetto contro una delle Juventus più forti degli ultimi 30 anni. E’ ovvio che sono solo supposizioni, ma chi, come il sottoscritto, ha vissuto la Sud da dentro, sa benissimo quanto possa valere il morso di una delle curve più calde del calcio mondiale.

Ripartiamo sì da Di Francesco, da Monchi, da De Rossi capitano, da Florenzi, ma ripartiamo anche dalla Curva Sud, che costituirà a mio avviso un’arma importante a disposizione della Roma nella prossima stagione. Ma non dimentichiamo mai quello che è successo, in termini di violazione di diritti fondamentali della libertà individuale. L’unico stadio d’Italia dove sono state poste le barriere in curva, dove sono stai multati e “daspati” dei ragazzi perché non rispettavano il proprio posto. Ed il tutto nel totale silenzio della maggior parte dei giornalisti romani, prontissimi a riportare uno starnuto in più dei calciatori ma mai presenti quando le battaglie contano davvero.

Bentornata Curva Sud.

Con affetto, da chi orgogliosamente è stato parte di te.

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