La modernità di Pau Lopez è perfetta per Fonseca

È solo calcio d’estate. Questa è la condizione di base da tenere a mente prima di iniziare a valutare le prime uscite amichevoli della Roma. Sia nel bene che nel male, quello che abbiamo visto sinora sul campo di gioco non sono altro che prove, più o meno generali, di ciò che sarà. È naturale che nelle competizioni ufficiali le dinamiche saranno diverse per un’infinità di motivi: dalla condizione atletica più brillante alle motivazioni più serie, dalla rosa completa alla formazione titolare priva di esperimenti. Perciò le variabili sono inquantificabili.
Ma questo non vieta di fare analisi, seppur parziali e preliminari, di ciò che si è osservato. Le tre partite più dure affrontate dalla versione estiva della nuova Roma di Fonseca sono state contro il Lille (2-3), l’Athletic Bilbao (2-2)e il Real Madrid, anche in questo caso 2-2, con la partita vinta ai rigori dai giallorossi.

In particolare nell’ultima partita contro i blancos si sono potuti vedere chiaramente i principi di gioco della nuova Roma. Pressing costante, squadra con il baricentro mediamente alto ma sempre compatta, terzini larghi e alti, ali e trequartista intercambiabili che agiscono soprattutto nelle zone centrali del campo e un possesso palla paziente e avvolgente. Ci sono inevitabilmente delle lacune da colmare, come le letture in fase difensiva e la fase di non possesso, ma la strada seppur lunga sembra ben delineata.

Merita un’approfondita analisi il portiere di questa Roma nascente. Pau López è stato acquistato in estate per 23,5 milioni più bonus dal Betis Siviglia, con il compito di far dimenticare ai tifosi gli incubi confezionati da Olsen nella passata stagione. E la sua ultima partita contro il Real Madrid ha riempito la calda aria dell’Olimpico con applausi e urla di approvazione. Tutti si augurano sia solo l’inizio.

LE BASI

Prima di addentrarci nelle caratteristiche più specifiche e apparentemente nascoste e secondarie, vanno valutate le basi del portiere. E Pau López ha dimostrato di averle tutte. Solide fondamenta che ogni portiere dovrebbe avere ma che non sono affatto scontate. Anche perché lo spagnolo non si ferma alla base, ma è a una fase evolutiva ben più avanzata.

È sicuro di sé; non tentenna mai nelle uscite, né quelle basse né quelle alte; non ha paura di aggredire un avversario che si avvicina e ha una presa sicura. Tutte queste caratteristiche sono attributi che rendono le sue parate più efficaci e frequenti. 

Anche nella partita contro il Real ha dimostrato con continuità tutto il suo talento, risultando incolpevole sui due gol presi e anzi salvando la propria squadra in più situazioni.

Come si vede dal video, sul risultato ancora sullo 0-0 ha compiuto una vera prodezza su un tiro da distanza ravvicinata di Valverde. Dopo il tiro di Benzema carambolato sui piedi del compagno blancos, Pau è riuscito a distendere la gamba destra con prontezza e precisione, evitando un gol che in molti altri casi sarebbe stato inevitabile.

Questo intervento è certamente più facile del precedente, ma ritrovarsi in una situazione di 1 contro 1 con un attaccante come Luca Jovic e uscirne vincitori non è mestiere per tutti. Certamente l’attaccante serbo non è stato impeccabile nel tiro, ma il portiere giallorosso è restato in piedi fino al momento del tiro avversario, neutralizzando così la minaccia spagnola.

Quella su Vinicius invece è stata una parata tutt’altro che banale. Le qualità del giovane brasiliano sono conosciute, e da quella posizione le probabilità di una sua rete erano elevate. Pau Lopez invece è stato bravo a distendersi velocemente, a mantenere una postura del corpo corretta e di conseguenza a respingere il velenoso tiro a giro rasoterra lateralmente, negando agli avversari una comoda ribattuta.

MODERNITÀ

Ma Pau López non si ferma alla basi. Quelle le conserva gelosamente e le potenzia con fatica e sudore durante ogni allenamento, ma poi ci sono altre qualità nelle sue corde. Tutte qualità che se messe su tela dipingono il prototipo del portiere moderno. Niente a che vedere con il recente Robin Olsen perciò, che nell’ultima stagione ha terrorizzato i tifosi con le sue incertezze e con il suo stile di gioco ormai superato.

La heatmap della scorsa stagione in Liga di Pau Lopez. (Fonte immagine: Sofascore).

La heatmap della scorsa stagione in Serie A di Robin Olsen (Fonte immagine: Sofascore).

La heatmap della scorsa stagione in Seria a di Antonio Mirante (fonte immagine: Sofascore).

Come si può notare da un’analisi delle tre heatmap stagionali dei tre portieri, Pau López è quello che spazia di più. Olsen dimostra di essere un portiere vecchio stile rimanendo spesso tra i pali, riducendo al minimo indispensabile le uscite fuori dall’area. Mirante invece è nella terra di mezzo tra il portiere svedese e quello spagnolo. Dall’heatmap di Pau invece si capisce che la posizione media tenuta in campo non è schiacciata e limitata all’area piccola, ma anche oltre l’area di rigore. Questo dimostra una discreta sicurezza dei propri mezzi, capacità nella lettura delle azioni e propensione a partecipare alla manovra della propria squadra.

E in queste prima uscite amichevoli con la Roma ha dimostrato di essere perfettamente in grado di prendere parte alla manovra usando i piedi. Per Fonseca l’azione deve partire dal basso, i lanci lunghi sono una tantum, un’eccezione. Il copione principale prevede di tessere una fitta tela di passaggi sin dal portiere, che in questo modo diventa il primo regista della squadra. E la scelta di acquistare Pau López ha tenuto in considerazione certamente anche della sua bravura con i piedi, oltre che quella di vitale importanza con le mani.

IMPORTANZA TATTICA

Nella partita contro il Real Madrid ci sono state molteplici azioni iniziate proprio dai piedi del portiere spagnolo che si sono poi sviluppate pericolosamente per gli avversari.

In primis l’azione che ha portato al gol del pareggio della Roma, con la bella galoppata di Zaniolo con tanto di passaggio al bacio per Perotti e la rete del Monito. Tutto però è nato da un possesso palla all’apparenza sterile e monotono della Roma, che con pazienza si scambiava il pallone nella propria trequarti campo, coinvolgendo anche Pau. La svolta è arrivata proprio quando il portiere (immagine 1) ha deciso di servire Fazio, che si era allargato sulla destra. L’argentino poi è stato bravo a verticalizzare su Zaniolo (immagine 2), che grazie anche al velo di Under, si è ritrovato il pallone tra i piedi. Poi certamente il resto della manovra è merito delle qualità del 22 romanista, ma tutto è nato da lì dietro.

In questi due fotogrammi invece è possibile osservare la squadra che si alza. Pau López difatti qualche secondo prima aveva esortato i suoi a disporsi in modo tale da ricevere un rilancio lungo del portiere stesso. In tal modo anche i giocatori del Real si sono adattati e hanno cominciato ad andare verso l’altra parte del campo. La vera intenzione del portiere però era quella di servire con un passaggio rasoterra Florenzi, che intanto si era nuovamente abbassato (immagine 2) e che in questo modo ha avuto più tempo e spazio per ragionare.

Questo invece è un esempio delle importanti qualità che risiedono tra i piedi di Pau. Con il pressing offensivo del Real Madrid, la Roma in questa circostanza ha faticato nel trovare sbocchi poco rischiosi. La soluzione più facile sarebbe stata quella del rinvio lungo, ma lo spagnolo ha deciso di intraprendere una via più ardua, ma allo stesso tempo redditizia. Pau ha visto Perotti solo alle spalle di Modric, ma lo stesso centrocampista croato copriva con la propria posizione un suggerimento per l’argentino. Pau López però ha scelto di affidarsi al proprio mancino e, come visibile nella seconda immagine, ha superato il pressing di Modric con un passaggio filtrante perfetto. Nell’immagine 3 infine si può vedere come una volta eluso il primo pressing avversario, Perotti abbia molto campo e molte opzioni dinnanzi a sé.

Anche in quest’ultima circostanza presa in analisi la pressione del Real sembrava poter creare problemi allo sviluppo dell’azione della Roma. E invece è ancora una volta Pau Lopez a trasformare una situazione complicata per la Roma in un pericolo per gli altri. Come si può vedere dalle immagini 2 e 3, lo spagnolo, consapevole delle proprie qualità, azzarda un filtrante alto per servire Spinazzola, largo sulla fascia di sinistra. Il tutto nonostante la pressione da quelle parti di Gareth Bale. Ma il passaggio col contagiri del portiere ha permesso a Spinazzola di servire Under (immagine 3, nel cerchio rosso) con un colpo al volo, proiettando la Roma in un’azione offensiva.

AMORE A PRIMA VISTA

Perciò quello tra Fonseca e Pau Lopez dovrebbe esser stato un amore a prima vista, perché il tecnico esalta le qualità dello spagnolo con il suo gioco, e l’estremo difensore giallorosso garantisce che il primo meccanismo della costruzione dell’azione sia sempre ben oliato.
Ne è una riprova questa azione impostata dal basso sempre nella partita contro i blancos.

Tutto è partito dai piedi del portiere spagnolo e con una veloce ripartenza la Roma si è ritrovata nell’area di rigore avversaria con organizzazione e compattezza. Nonostante l’esito dell’azione non abbia portato al gol, questa è l’ennesima prova dell’importanza di saper strutturare trame offensive a partire dalla difesa.


I presupposti affinché tutto vada per il meglio ci sono.
La Roma ha il suo guardiano.
E su questo ci sono pochi dubbi.

Sono uno studente di 18 anni ma soprattutto un romanista senza limiti. La mia è una continua ricerca di emozioni sulle quali scrivere, e con la Roma è dannatamente facile.

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