La prima volta non si scorda mai

L’altro giorno, è stato finalmente ufficializzato Paulo Fonseca come nuovo tecnico della Roma. Un allenatore giovane ed ambizioso, che avremo sicuramente modo di conoscere meglio e più da vicino nelle prossime settimane.

Gli highlights di Shakhtar-Roma 2-1 del 21 febbraio del 2018. Per chi se la fosse dimenticata…

Ma in passato lo abbiamo già incontrato sulla nostra strada di romanisti. Era il 21 febbraio del 2018 e si giocava Shakhtar Donetsk-Roma di Champions League. Una partita molto complicata per i giallorossi, che ci permise di osservare bene per la prima volta tutte le qualità di Fonseca in panchina.

L’ingresso in campo

Fonseca entra sul terreno di gioco del Metalist Stadium proprio in prossimità dell’inizio del match. Passa un attimo a salutare l’allenatore avversario e poi si posiziona immediatamente davanti alla propria panchina, in piedi. Il suo volto è teso e concentrato. Sa che sarà la partita più importante della propria carriera e non vuole lasciare nulla al caso.

Nei giorni precedenti, ha preparato un preciso piano tattico per battere la Roma, sfruttando al meglio i suoi punti deboli. E, anche se non sarà semplice attuarlo, è fiducioso di poter far bene e vincere. È questo che ha detto negli spogliatoi poco prima alla sua squadra. Bisogna credere nel passaggio del turno. Fonseca guarda i suoi giocatori sistemarsi nella propria metà campo, in attesa del calcio d’inizio.

Fa freddo a Kharkiv, come sempre in inverno. Molti di loro perciò cercano di tenersi in movimento per restare un minimo caldi. Ma Paulo sembra impassibile. Non gli importa nulla delle condizioni atmosferiche o del clima. Potrebbero fare anche 20 gradi sotto zero, ma lui resterebbe comunque focalizzato sulla gara.

Non può fare altrimenti, è la sua natura. Nella sua testa, ora esiste solo la partita e nient’altro per quelle due ore. Finalmente, l’arbitro fischia il calcio d’inizio. Si parte. Fonseca inizia già a dare le prime indicazioni ai suoi giocatori. La sua partita è appena cominciata.

E Xabi Alonso pescò lo Shakhtar

La prima volta che abbiamo sentito accostare il nome di Paulo Fonseca a quello della Roma è stata in occasione del sorteggio degli ottavi di finale della Champions League 2017/2018, tenutosi a Nyon l’11 dicembre del 2017. Fu Xabi Alonso a pescare la pallina che assegnò lo Shakhtar Donetsk del tecnico portoghese alla Roma di Di Francesco. Rendendo felici la maggior parte dei romanisti.

Sì, perché ai giallorossi sarebbero potute capitare avversarie ben peggiori, come il Real Madrid o il Bayern Monaco. Tanto che Francesco Totti commentò subito dopo ai microfoni di Premium Sport: “Ci è andata discretamente bene stavolta”. Anche perché lo Shakhtar avrebbe avuto la lunga sosta invernale tipica dei campionati dell’est. E avrebbe fatto fatica ad arrivare in forma alla partita di andata.

Curiosamente, però, questo è stato lo stesso pensiero degli ucraini all’epoca, con i vari Stepanenko, Ordets e Palkin che ci tennero a sottolineare come la Roma fosse un avversario alla loro portata in fondo. Segno della sicurezza acquisita ormai dai nero-aranci. (https://www.google.com/amp/www.forzaroma.info/news-as-roma/shakhtar-stepanenko-e-ordets-in-coro-roma-al-nostro-livello-meglio-loro-di-psg-o-barcellona/amp/)

L’unico che sembrò non sottovalutare minimamente la compagine giallorossa fu proprio Paulo Fonseca, che a pochi giorni dalla partita dichiarò a Teleradiostereo: “La Roma è una squadra storica del campionato italiano. Sarà una gara difficile perché è una squadra poderosa. Fosse per me le toglierei quasi tutti i giocatori a disposizione”. Insomma, tra l’allenatore lusitano e i giallorossi sembrava esserci già un certo feeling.

Intervallo

Fonseca si dirige di fretta negli spogliatoi. Ha un paio di cose da dire alla propria squadra. Non è possibile essere in svantaggio dopo un primo tempo del genere. Bisogna per forza cambiare qualcosa, altrimenti tutto il lavoro delle ultime settimane andrà perduto. E con esso la possibilità di qualificarsi ai quarti di finale di Champions League.

Così entra subito dentro lo spogliatoio nero-arancio, chiude violentemente la porta dietro di sé ed inizia a disegnare qualcosa alla lavagna. “Cambieremo alcune posizioni” dice ai suoi, sinceramente sopresi nel vederlo tanto infervorato. “E così torneremo a giocare nel solito modo. Mi sono spiegato?”.

Nessun giocatore dello Shakhtar osa proferire parola. Tutti si limitano ad annuire con la testa non troppo convinti. Perfino Stepanenko sembra intimorito. Fonseca allora capisce di dover dare una scossa positiva alla sua squadra. “Ora entrate in campo e fate vedere a loro quanto possiamo essere devastanti” dice con un volto decisamente più disteso. Scatenando l’entusiasmo dei suoi ragazzi, che finalmente sembrano essere sicuri che l’impresa di ribaltare lo svantaggio accumulato nel primo tempo è davvero alla loro portata.

Una partita altalenante

Si è arrivati così a Shakhtar-Roma, andata degli ottavi di finale di Champions League, giocata nel gelo invernale di Kharkiv. Lo Shakhtar si schierò con il suo solito 4-2-3-1, con l’esperto Pyatov in porta, Rakitski ad impostare da dietro la manovra ucraina, Ismaily e Butko a spingere come degli ossessi sulle fasce, Fred a disegnare calcio in mezzo al campo e i tre folletti brasiliani Marlos, Bernard e Taison liberi di muoversi dietro all’unica punta Facundo Ferreyra. Insomma, una squadra molto propositiva, che voleva provare ad imporre il più possibile il proprio gioco, piuttosto che aspettare le mosse degli avversari.

E così la partita è stata fin da subito molto viva ed intensa. Al 4′ minuto, c’è stata la prima occasione da gol per lo Shakhtar, con un cross pericolosissimo di Ismaily che ha attraversato tutta l’area di rigore senza inspiegabilmente trovare una deviazione vincente. Poco dopo, ci ha provato la Roma con Fazio, sugli sviluppi di un corner. Al 13′ un tiro di Marlos da posizione defilata, buona parata di Alisson. Al 24′ gol sbagliato da Dzeko. Poi ancora un cross ucraino molto insidioso ed infine, al 40′ minuto, il gol di Under, su una grande imbucata di Edin.

Il gol dell’1-0 di Cengiz Under.

Insomma, un primo tempo abbastanza equilibrato, in cui lo Shakhtar non è stato in grado di sfruttare fino in fondo alcuni evidenti punti deboli della Roma, passata in vantaggio in modo un po’ fortunoso ma non del tutto immeritato. Infatti, la squadra di Di Francesco era stata brava soprattutto a restare relativamente compatta, nonostante il proprio pressing non sembrasse funzionare a dovere. E a segnare al momento giusto, sfruttando la più grande occasione della propria partita.

Qui si può vedere bene la differenza dei tiri delle due squadre tra primo e secondo tempo. È evidente la netta crescita dello Shakhtar nella seconda frazione di gioco. (fonte: WhoScored.it)

A quel punto, per ribaltare il risultato a proprio favore, nel secondo tempo gli ucraini avrebbero dovuto per forza aumentare il ritmo e migliorare la precisione dell’ultima giocata, che invece nei primi 45 minuti era stata spesso fin troppo approssimativa o frettolosa. E così hanno fatto, perché la seconda frazione di gioco è stata un autentico dominio nero-arancio.

Il gol del pareggio di Facundo Ferreyra.

Sono state almeno tre le grandi parate di Alisson nella ripresa. Una su un tiro a giro di Ferreyra, una su una conclusione a botta sicura di Marlos e una su una bordata da fuori di Taison. In mezzo, i gol di Facundo al 51′ minuto, bravo a sfruttare una bellissima imbeccata in verticale di Rakitski e a dribblare facilmente Manolas prima di concludere a rete, e di Fred al 70′, con una punizione impossibile da parare anche per il fenomenale portiere giallorosso.

Fred esulta dopo aver segnato il 2-1 per lo Shakhtar.

Infine, proprio nei minuti di recupero, il provvidenziale piede di Bruno Peres ha salvato sulla linea un gol praticamente già fatto di Facundo Ferreyra, che aveva anticipato tutti per l’ennesima volta nell’area di rigore romanista.

Grazie ancora Brunetto.

È stato solo grazie a quel prodigioso intervento che la Roma è potuta uscire dal Metalist Stadium sconfitta solo per 2-1. Uno svantaggio nettamente inferiore alla superiorità dimostrata dallo Shakhtar, soprattutto nel secondo tempo. E che ha permesso poi ai giallorossi di passare al ritorno segnando un solo gol.

La netta differenza tra i tiri su azione manovrata della Roma (a sinistra) e quelli dello Shakhtar Donetsk (a destra). Alla fine sono stati 8 contro 14. (fonte: WhoScored.it)

Ma la prestazione degli ucraini è stata veramente impressionante. Tanto che Di Francesco a fine gara ha dichiarato: “Nel secondo tempo li avrei voluti cambiare tutti. Non riusciamo a capire il perché di questi cali improvvisi. Loro sono stati molto bravi, per fortuna ci ha pensato Alisson”. Non è un caso che alla fine lo Shakhtar abbia collezionato più possesso palla, più tiri nello specchio, più passaggi chiave e più dribbling dei giallorossi. Meritando ampiamente la vittoria contro una squadra più forte ed esperta sulla carta.

Post-gara

Fonseca esce dal campo soddisfatto. Sa che il risultato non è dei migliori. Ma i suoi hanno reagito come un vero gruppo nel secondo tempo. E hanno dimostrato di potersela giocare con chiunque, anche in situazioni difficili. È veramente orgoglioso di loro.

Peccato solo per quel salvataggio all’ultimo secondo di Peres. Un 3-1 gli avrebbe consentito di affrontare con più serenità il match di ritorno. All’Olimpico sarà davvero dura. Sa che la Roma in casa, con la spinta dei propri tifosi, può battere chiunque. Ma lui non ha intenzione di mollare proprio sul più bello. Ora deve solo congratularsi con i suoi ragazzi, fare le solite interviste post-partita e poi via a casa a riposare. Che da domani c’è un ottavo di finale di Champions League da preparare. E un quarto di finale da provare a conquistare.

I commenti dopo la partita

Tutti i giornali del giorno dopo sono stati concordi nell’affermare che la vittoria dello Shakhtar fosse stata fin troppo risicata rispetto a quanto mostrato dagli ucraini nell’arco dei novanta minuti. Andrea Sorrentino su La Repubblica parlò di “secondo tempo giallorosso da buttare”, di “enorme Alisson per arginare la piena” e di un “salvataggio miracoloso di Bruno Peres”. (https://www.google.com/amp/s/www.repubblica.it/sport/calcio/champions/2018/02/21/news/roma_shakhtar_under_ferreira_allison-189431986/amp/)

Anche le pagelle della partita mostravano unanimamente questa interpretazione della gara. In particolare, Fonseca ricevette tutti bei voti, dal 6,5 al 7. Con giudizi del tipo “manda nel pallone la Roma” o “si dimostra un tecnico molto preparato e ambizioso”. Inoltre, si parlava già di “impresa necessaria al ritorno” e di “Roma di nuovo in crisi”. (https://www.google.com/amp/s/it.eurosport.com/calcio/champions-league/2017-2018/le-pagelle-di-shakhtar-roma-2-1-si-salva-under-florenzi-sempre-in-difficolta_sto6642884/story-amp.shtml)

Insomma, si può dire che Fonseca fece un’ottima impressione a tutti. E che il suo Shakhtar ci mise seriamente in difficoltà in quell’ottavo di finale. Per fortuna, al ritorno ci pensò Dzeko. Ma le qualità del tecnico portoghese furono già allora molto evidenti. E portarono una squadra di medio livello europeo realmente ad un passo dai quarti di finale di Champions League.

Ora tutti noi romanisti ci auguriamo ovviamente che Fonseca possa confermare la sua bravura anche qui a Roma. Sperando che un giorno, chissà, potremo tornare finalmente con lui proprio dove ci siamo incontrati per la prima volta: in un ottavo di finale di Coppa dei Campioni. Sarebbe davvero bellissimo.

25 anni, romanista da sempre, ma giornalista da poco, speravo anch'io de morì prima dell'addio al calcio di Francesco Totti.

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