La Roma alla sosta: da dove ripartire e dove migliorare

Ormai consuetudine per il campionato: dopo le prime due giornate, arriva la sosta per le Nazionali. La nuova Roma di Paulo FonsecaGianluca Petrachi ripartirà dai due pareggi con GenoaLazio, da Henrikh MkhitaryanNikola KalinicChris Smalling e da alcuni elementi da correggere.

1. Il mercato

A cavallo dei due match di campionato, il DS Petrachi ha provveduto a completare la rosa col centrale difensivo e l’esterno offensivo. Dalla Premier sono arrivati Smalling e Mkhitaryan, due giocatori di assoluto valore per il campionato. Dalla Liga, è tornato il centravanti croato Nikola Kalinic: perfetto vice Dzeko, rientra in Italia dopo le esperienze alla Fiorentina e al Milan.

Chris Smalling.

Insomma, la Roma che scenderà in campo all’Olimpico il 15 settembre contro il Sassuolo di Roberto De Zerbi sarà profondamente diversa da quella vista nel derby e contro il Genoa. Tutto ciò non può che far piacere al tecnico portoghese, il quale riavrà a pieno regime anche Jordan Veretout e Leonardo Spinazzola.

2. Da cosa ripartire

La sosta è occasione di riflessione e, mai come quest’anno, un cantiere aperto come quello giallorosso deve trarre indicazioni dalle due partite disputate. Se, contro il Genoa, avevamo ammirato una Roma brillante in fase offensiva e tremebonda dietro, contro la Lazio si è visto cosa significa dare continuità quadriennale ad un progetto tecnico.

Dal punto di vista tecnico-tattico, aggiungere i nuovi acquisti e i rientranti significa apportare alla squadra tre fattori: contiguità tattica con le idee del misteresperienzaalternative.

  • Contiguità tattica perché Mkhitaryan è quell’esterno-trequartista associativo che non solo sostituisce Diego Perotti, ma integra con enorme qualità il reparto alle spalle di Edin Dzeko. Dietro, Smalling non è esattamente un regista difensivo, ma è il centrale “esperto e veloce” richiesto da Fonseca. Kalinic, come detto, saprà ritagliarsi il suo spazio e, auspicabilmente, dare un contributo maggiore rispetto a Patrik Schick. Il croato si è sempre distinto per la sua capacità di partecipare alla manovra e riempire la trequarti offensiva, esattamente ciò che chiede il coach di Nampula ai propri centravanti.
  • Esperienza perché basta dare un occhio alla carta d’identità e al CV dei nuovi acquisti per comprendere come la Roma avesse estremo bisogno di giocatori già formati. Le ripartenze sprecate per l’inesperienza di Justin Kluivert, Nicolò ZanioloCengiz Under nel derby, ancorché non intacchino il talento dei tre ragazzi, ne sono un esempio.
  • alternative perché basta citare i trequartisti che hanno affiancato Kluivert sul finire della gara di domenica scorsa: Lorenzo Pellegrini a destra e Javier Pastore al centro.

Zaniolo nel derby.

 

Durante la sosta, Fonseca avrà anche modo di lavorare su quanto di buono si è visto in questa prima fase. La Roma ha mostrato una discreta facilità d’accesso all’ultimo terzo di campo, sfruttando l’accentramento degli esterni e la costante ampiezza fornita dai terzini. Inoltre, contro la Lazio, si è visto un primo, abbozzatissimo, tentativo di palleggio per provare a difendersi e a gestire i ritmi della gara. Siamo all’ABC, ma è già qualcosa.

3. Dove migliorare

Sembrerà un copypasta delle puntate precedenti, ma la Roma deve ancora lavorare sulle solite tematiche: transizioni difensivepressing collettivo letture individuali.

  • la fragilità in transizione difensiva è figlia di due aspetti: scarsa fiducia, ad oggi, nello strumento del possesso palla come momento anche difensivo e timidezza nell’accorciare in avanti da parte dell’ultima linea. Il primo elemento comporta che la squadra, anche per le caratteristiche di alcuni giocatori offensivi, tenda ad allungarsi cercando una verticale inesistente. Il secondo, d’altro canto, si è visto soprattutto con Juan JesusFazio (almeno in determinati momenti).
  • collegata alla prima questione, vi è quella del pressing. I gol del Genoa sono stati generati, in prim’ordine, dalla mancanza di aggressione di Under e Kluivert. A cascata, questo atteggiamento si è riverberato su tutta la fase difensiva. Fonseca ama difendere con un 4-4-2 stretto orizzontalmente e compatto verticalmente, lasciando campo sulle fasce e facendo scattare il pressing solo in determinate fasi di gioco (ad es.: passaggio laterale da centrale a terzino). La squadra ancora non sembra aver chiari questi meccanismi.
  • letture individuali perché, oltre a Juan Jesus, anche Gianluca Mancini sta incontrando delle difficoltà. Il centrale ex Atalanta, come previsto, deve adattarsi ad un modo totalmente nuovo di difendere. Il ragazzo avrà tempo per crescere e già può lodarsi la sua aggressività nell’ 1 vs 1.

Gianluca Mancini.

Bom trabalho, mister.

Nato a Foggia il 13/09/1994. Vivo a Roma da quattro anni, studio Giurisprudenza alla LUISS. Romanista da sempre, amante del calcio in generale.

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