Roma

La Roma tra pandemia e futuro prossimo

Per parlare di Roma, abbiamo l’immenso piacere di avere con noi Marco Bellinazzo, illustre giornalista de Il Sole 24 Ore, esperto di calcio e finanza.

Innanzitutto grazie per l’estrema disponibilità. Iniziamo con quello che sta accadendo in tutto il mondo. Come cambierà il calcio, nazionale ed internazionale, la pandemia? È corretto pensare che la bolla scoppiata dopo il caso Neymar sarà solo un ricordo?

Sì, sicuramente ci sarà un ridimensionamento, sia a livello di cartellino che a livello di ingaggi. Questo accadrà sostanzialmente per due ragioni. La prima è legata a motivi economici e finanziari. È evidente che i club avranno un netto calo degli introiti e, di conseguenza, dovranno regolare le loro spese. La seconda riguarda invece motivi di ragione etica. C’è gente che muore e gente che subirà gravi ripercussioni dal punto di vista economico. Non è pensabile che si continuino a spendere cifre esorbitanti, senza tenere conto di questo.

Nello specifico, quali saranno gli effetti del COVID19 sulle casse della AS Roma? In che maniera dovrebbero ridursi l’ingaggio i calciatori giallorossi per compensare, anche in parte, le perdite?

Tutti i club dovranno per forza di cose ridurre le loro spese. Se il PIL nel primo trimestre cala del 10%, è chiaro che l’azienda calcio, che di fatto è ferma, non potrà essere immune. Ad oggi è impossibile quantificare che tipo di riduzione dovrà fare la Roma, che è già in una situazione abbastanza difficile (mancano circa 50 milioni per il mancato accesso alla Champions). Nelle prossime settimane, quando sarà più chiaro il futuro di questa stagione, si potranno capire meglio le cifre.

È ipotizzabile una scelta come quella che ha fatto la Juventus?

Sì, anche se, ripeto, bisogna attendere di capire quale sarà l’esito della stagione in corso.

Roma

La Roma ha sempre vissuto in un equilibrio molto sottile, con la politica di spendere più di quanto poteva per cercare di aumentare la competitività. In generale come giudica questa strategia dal punto di vista economico?

È una strategia inevitabile, se vuoi aspirare a crescere e competere. L’unica via per lottare per determinati traguardi, e farlo con costanza, è quella di costruire una rosa competitiva. Se non c’è il fatturato che te lo permette, allora bisogna fare come la Roma, cioè con le plusvalenze e l’investimento continuo sulla competitività della squadra. È una strategia rischiosa, ma è l’unica via. Alla Roma, tra l’altro, è mancato tantissimo lo stadio di proprietà. Le lungaggini che, tra l’altro, sono ancora in corso, hanno penalizzato oltre modo la crescita di introiti.

Tu sei anche un appassionato di calcio. Se fossi tifoso della Roma, come giudicheresti i risultati sportivi ottenuti dalla gestione americana?

Io, da tifoso della Roma, sarei abbastanza soddisfatto. È vero che non si è vinto nulla ma per vincere bisogna avere anche un po’ di fortuna. Alla Roma era già capitato di trovarsi, nell’era post calciopoli, come avversaria la grande Inter di Moratti. Nella gestione americana, invece, la Roma ha avuto la sfortuna di trovarsi, come avversaria, la Juventus di Conte e Allegri, che ha vinto praticamente tutto.

Ma c’è stata in questi anni una crescita importante del club, sotto tutti i punti di vista. La Roma è stata stabilmente ai primi posti del Campionato. Due stagioni fa ha addirittura sfiorato la finale di Champions League. La società è cresciuta, strutturandosi in maniera importante. Insomma, non si può certo affermare che non abbiano provato a vincere.

Tra l’altro, c’è stata la finale di Coppa Italia, che se fosse andata bene probabilmente avrebbe cambiato la prospettiva a molti tifosi della Roma.

 Sì, d’accordo, ma non credo che i tifosi della Roma si possano accontentare della Coppa Italia. De Laurentis, a Napoli, ha vinto la Coppa Italia ma i tifosi vogliono vincere lo scudetto e la Champions League. A Roma è la stessa cosa.

Roma

Prima hai parlato dello stadio. Il progetto si basava (e si basa ancora) sugli introiti che uno stadio di proprietà poteva portare. In generale, tra incassi diretti ed indiretti (possibilità di iniziative commerciali), a quanto ammontano i ricavi che potrebbero derivare da uno stadio di proprietà?

Uno stadio di proprietà è un veicolo importantissimo per far crescere gli introiti di una società di calcio. Si possono generare ricavi sia diretti che indiretti. Volendo quantificare, per una società della Roma, parliamo di un minimo di 20 milioni l’anno, fino ad arrivare anche a 45-50 milioni. Calcola che per il nuovo San Siro si ipotizzano introiti fino a 70-80 milioni e che la Juventus è passata d 10 a 60 milioni l’anno. Insomma, può fare davvero la differenza.

Ok, passiamo alla stretta attualità. La situazione legata alla vicenda Friedkin sembra essere in stallo, ed è comprensibile visto il periodo. Hai notizie in merito? Qualora le cose dovessero concretizzarsi, sarebbe una buona notizia per i tifosi della Roma?

I colloqui per il passaggio di proprietà si sono interrotti ad un passo dalla firma. Questo te lo dico per certo. I motivi per i quali Friedkin ha sospeso ogni decisione, sono sostanzialmente due. Il primo è legato alla situazione incerta del calcio in Italia. Quello che sta accadendo riguardo una eventuale ripresa del campionato, i continui cambi di opinione, il fatto che in Lega non vi sia coesione, non stanno dando una bella immagine del calcio italiano. A Houston vogliono vederci chiaro perché è ovvio che sia più complicato accrescere il valore della Roma in un momento così difficile. Inoltre Friedkin deve fare i conti con l’economia americana e con le conseguenze della pandemia negli Stati Uniti.

Finché non vi sarà chiarezza, non ci sarà la chiusura dell’accordo, che, tra l’altro, andrà anche rivisto dal punto di vista economico. Riguardo la buona notizia per i tifosi della Roma, sicuramente sì. Parliamo di un gruppo da 10 miliardi l’anno di fatturato. Non è ai livelli di Suning, che ne fattura circa 70, ma sicuramente è un gruppo importantissimo che potrebbe far bene anche nel calcio.

Roma

In che maniera, oltre che con lo stadio, il gruppo Friedkin potrebbe incrementare gli introiti? Quali sono le potenzialità del gruppo in termini commerciali?

Potrebbe farlo aumentando l’internazionalizzazione del club, portando nuovi partners commerciali legati ai loro mercati ed enfatizzando il legame tra la AS Roma e la città di Roma. A livello turistico la Capitale è un polo importantissimo, a livello mondiale. Intercettare i milioni di turisti che ogni anno visitano Roma, e legarli alla AS Roma, potrebbe potenzialmente portare un grosso incremento delle entrate.

In generale, come vedi a livello economico (e di conseguenza a livello sportivo), gli equilibri del calcio italiano?

 In questo momento, e sarà così per diversi anni, la Juventus è troppo più forte delle altre, a livello economico. Hanno fatto un aumento di capitale di 300 milioni. Questo per darti un’idea della forza economica della società bianconera. L’unica società che potrà stargli dietro, a livello di capacità di spesa, sarà l’Inter. Quindi probabilmente per i prossimi anni ci potrebbe essere una lotta a due tra di loro.

Grazie infinite ancora, per la disponibilità, e tornerò sicuramente a chiederti la tua opinione nei prossimi mesi.

 A presto.

Abbonato di Curva Sud, vivo la Roma 365 giorni l'anno, 24 ore su 24. Mi batto per una informazione che possa essere la più oggettiva possibile, sempre a favore del bene della Roma.

Lascia un commento

Il tuo indirizzo email non sarà pubblicato. I campi obbligatori sono contrassegnati *