Le prime indicazioni della Roma di Fonseca

Agosto è iniziato e con esso i primi test importanti per la nuova Roma di Fonseca. Dopo le amichevoli contro squadre dal livello quasi nullo come Tor Sapienza, Trastevere, Gubbio e Rieti, il quoziente di difficoltà si è gradualmente innalzato di volta in volta. Prima la partita contro la Ternana, squadra militante in Serie C, vinta per 3-1; poi il match contro il Perugia, che invece gioca in Serie B, vinto ancora per 3-1 e infine la sfida contro il Lille.
Quella contro i francesi è stata la prima vera prova di alto livello dei giallorossi, che prima di scendere in campo ufficialmente per l’inizio della Serie A il prossimo 25 agosto contro il Genoa, giocheranno contro l’Athletic Bilbao domani e il Real Madrid l’11.

Le partite contro il Perugia e il Lille sono sinora senza dubbio le due che hanno fornito più spunti. La squadra francese, al netto delle assenze causa cessioni di Pépé e Leao, ha una rosa di ottimo livello, tanto che nella scorsa stagione ha chiuso il proprio campionato in seconda posizione, alle spalle del solo Paris Saint Germain.
E in questi due match si è cominciata a vedere concretamente la mano di Paulo Fonseca. Sia in modo positivo che negativo.

COSA HA FUNZIONATO

Un’istantanea della partita contro il Perugia: dopo nemmeno un minuto di gioco la squadra si predispone come richiesto da Fonseca.

Dopo 40 secondi di gioco nella partita contro il Perugia la squadra ha dimostrato di aver compreso, almeno sulla carta, quelle che sono le richieste del mister su come tenere il campo in fase di possesso. I terzini titolari scelti per il match sono stati Florenzi e Spinazzola (che in figura sono evidenziati con un cerchio). Immediatamente i due esterni difensivi hanno garantito ampiezza e profondità alla manovra, tenendosi larghi e in posizione molto avanzata, praticamente sulla stessa linea del centravanti. Allo stesso tempo le due ali (in figura si trovano nel quadrato), hanno preso subito la residenza nella zona centrale del campo, orbitando molto vicini al trequartista. Per concludere i due mediani (evidenziati con la freccia) sono molto bassi, quasi all’altezza dei difensori centrali. In questa circostanza è Lorenzo Pellegrini ad abbassarsi ancor di più rispetto a Diawara, che con il pallone tra i piedi è pronto a servire Spinazzola largo.

Ancora nella partita contro il Perugia un’altra situazione da pollice in su. In occasione della rete dell’1-0 di Edin Dzeko, l’azione che ha portato al vantaggio è stata ben costruita. Spinazzola riceve palla sull’out mancino; Zaniolo, schierato come trequartista, si allarga sulla sinistra, portando con sé un difensore e lasciando lo spazio a Perotti di inserirsi in quella porzione di campo parzialmente scoperta. Il cross dell’argentino e la zampata del numero 9 poi sono solo la conseguenza dell’ottima qualità individuale dei due, ma la costruzione dell’azione è stata ragionata e ben fatta.

SORRISI DA LILLE

Il gol del pareggio contro il Lille: Diawara in profondità per Dzeko, che serve l’accorrente Under.

Ci spostiamo a Lille, la partita più difficile giocata dalla Roma fino ad oggi. Dopo un primo tempo sofferto, gli uomini di Fonseca agguantano la parità con questa bella azione. Diawara con un otimo passaggio filtrante pesca in profondità Dzeko, che parte sul filo del fuorigioco e si trova in una situazione di vantaggio rispetto al marcatore. La lettura di Under dell’azione è perfetta: il turco taglia il campo, spostandosi dalla destra sino all’area piccola difesa da Mignan e recapitando alle spalle del portiere francese l’assist di Dzeko. Quello del taglio degli esterni è una caratteristica dell’idea di calcio di Fonseca. In questo caso Under ha dimostrato di averla assimilata. Il coronamento di un’azione sviluppata brillantemente.

 

L’azione del 2-1 per la Roma: scambio sulla fascia tra Dzeko e Kolarov, che serve Zaniolo al centro dell’area e dopo una carambola mette la palla in rete.

Un’altra chiave importante si è palesata in occasione del vantaggio della Roma. Dzeko propizia anche la seconda rete romanista (farà infine l’assist per il definitivo 3-2 di Cristante), ricordando ai tifosi che una sua permanenza nella capitale non sarebbe poi così nociva per il gioco di Fonseca. Il bosniaco esce dall’area di rigore avversaria e si defila, portandosi sulla fascia mancina di gioco. Punta un avversario ma un attimo prima di rientrare sul destro per il tiro, sceglie di servire la puntuale sovrapposizione del compagno Kolarov. Una volta giunto sul fondo, il serbo serve Zaniolo, che nel frattempo si era sostituito a Dzeko nel ruolo di prima punta, riempendo lo spazio lasciato dal numero 9. La strana carambola scaturita dal tiro di Zaniolo finisce in rete dopo un’intelligente tocco di esterno sinistro dell’italiano, ma più che il fine interessa il mezzo, che anche in questa circostanza è stato ben coltivato.

COSA VA MIGLIORATO

A tutti questi raggi di sole portati dalle idee di Fonseca però corrispondono anche vaste zone d’ombra. I meccanismi difensivi in particolare vanno oliati a sufficienza, oltre che potenziati con l’innesto di un centrale dall’elevato valore.

Il primo gol subito contro il Lille: palla persa e troppa facilità per i francesi nell’arrivare davanti a Pau Lopez.

Il primo gol subito contro il Lille è da matita rossa in più parti. Innanzitutto l’azione francese viene causata da un errore tecnico di Dzeko, impreciso nel controllo del pallone servito da Florenzi. E quella degli errori tecnici, ovvero di realizzazione pratica della propria idea più che dell’idea in sé, è una problematica da colmare con esercizi mirati. Certamente le gambe imballate a causa dei carichi d’allenamento pesanti moltiplicano le imprecisioni, ma sotto questo aspetto bisogna migliorare.
E’ soprattutto la facilità con la quale il Lille è arrivato davanti a Pau Lopez però a destare incubi a Fonseca. Cristante viene saltato con facilità, ma poi la Roma ha comunque tutto il tempo per neutralizzare la sortita offensiva francese. Solo che Florenzi e Fazio vengono bucati nello spazio di loro competenza da uno scambio veloce tra Bamba e Weah Jr, che dopo la respinta del portiere spagnolo ha appoggiato in rete. Florenzi viene ipnotizzato dalla corsa di Bamba, Fazio resta a metà tra il raddoppio in aiuto al compagno e la marcatura di Weah e la terra di nessuno lasciata dai romanisti viene conquistata con abilità e facilità dai velocisti del Lille. Situazioni che si riproporranno spesso e che vanno imparate a leggere.

Possesso di palla lento e sterile. Passaggio sbagliato e ripartenza avversaria.

La pazienza deve essere una qualità della Roma di Fonseca. Perché il gioco avvolgente e soffocante richiesto dal portoghese può realizzarsi solo con costanza e perseveranza. Il giro palla deve essere veloce e continuo, abbastanza incalzante da far saltare qualche pedina nello scacchiere avversario. In questa occasione invece i giocatori giallorossi hanno girato il pallone troppo lentamente, permettendo al Lille di schermare ogni idea offensiva. I movimenti senza palla sono stati approssimativi e per nulla illuminanti, e così dopo quasi un minuto di scambi nella propria metà campo, Diawara ha deciso di forzare la giocata. Il suo passaggio in verticale è stato però intercettato e per vicecampioni di Francia correre nella prateria alle spalle della linea difensiva della Roma è stato fin troppo semplice. Fortuna ha voluto che il tiro sia finito fuori, ma la circolazione della palla deve essere più veloce e imprevedibile, agevolata dai vitali movimenti dei compagni privi del pallone. Altrimenti ritrovarsi in guai del genere sarà consuetudine.

Il gol del pareggio subito dalla Roma contro il Lille: pressing fallito e ripartenza micidiale dei francesi.

Il pressing è un’altra stella polare del gioco di Fonseca. Pressare sempre, anche e soprattutto quando si perde palla. Contro pressing immediato e tentativo di recuperare il pallone prima ancora che gli avversari possano pensare a come attaccare.
Solo che ad esempio nella circostanza del pareggio del Lille, il pressing offensivo è fallito. Pellegrini non è riuscito a intercettare un pallone nella trequarti avversaria e di lì gli uomini di Galtier hanno sviluppato rapidamente un’azione d’attacco, aggredendo gli spazi lasciati dalla Roma, mal posizionata. Troppo facile per Soumaré tagliare fuori dai giochi Pellegrini, Fazio e Jesus con un passaggio filtrante e mettere Araujo solo davanti a Lopez.

La strada intrapresa sembra essere quella giusta, ma le insidie sono molte. Fonseca ha le idee chiare. A lui l’arduo compito di inculcarle nella mente della squadra fino in fondo. A quel punto la Roma sarà un riflesso della mente del portoghese. E i tifosi si augurano che possa portare gioie e trofei.

Sono uno studente di 18 anni ma soprattutto un romanista senza limiti. La mia è una continua ricerca di emozioni sulle quali scrivere, e con la Roma è dannatamente facile.

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