Le trattative più clamorose saltate negli ultimi anni

Forse il bello del calciomercato è proprio la sua imprevedibilità. Quegli oscillamenti costanti ed indomabili delle quotazioni che non si arrestano mai. Qualche minuto prima sembra tutto fatto, definito ed assodato, ma appena qualche secondo dopo ogni cosa viene rimessa in ballo per qualsiasi motivo. Anche se, alla fine, l’unico motivo che regola le leggi del calciomercato, sono i soldi. Che non saranno mai troppi, semmai troppo pochi. Perché nelle trattative ci sono tre interessi da far combaciare: chi compra, chi vende e il soggetto della discussione.

Un esempio d’attualità nel mondo Roma è Gianluca Mancini, centrale dell’Atalanta che pareva ad un passo dal firmare per i giallorossi. Poi però una frenata ancora non chiara, probabilmente figlia della volontà della Roma di guardarsi un po’ intorno prima di chiudere il colpo (caldo il nome di Alderweireld) e mettere nero su bianco quell’accordo che c’è già da tempo.

Ma ci sono esempi di trattative saltate a un metro dal fotofinish esemplari e ognuna ha una sfumatura differente dall’altra. Inutile specificare come la storia della Roma possa esser piena di avvenimenti ai limiti del grottesco. Ripercorriamo gli affari mancati più incredibili.

GIORGIO CHIELLINI (2004)

Parlare oggi di Giorgio Chiellini significa parlare di uno dei centrali più forti della nazionale italiana da una decade, se non addirittura il più forte. E pensare che circa 15 stagioni fa era a un passo dal vestire la maglia della Roma. Anzi, a dirla tutta, quella maglia lui l’ha proprio indossata. Perché nel 2003 la società giallorossa ha acquistato la metà del suo cartellino dal Livorno, squadra nella quale era nato e cresciuto. Peccato che la sua avventura nella capitale sia durata giusto il tempo del torneo di Viareggio, perché poi i giallorossi lo hanno perso alle buste e lui è stato riacquistato dai toscani.

Questa è la dettagliata descrizione di quella trattativa fatta dallo stesso Chiellini in un’intervista al Corriere dello Sport qualche tempo fa:

Ho fatto solo il torneo di Viareggio con la Roma. Poi, nell’estate del 2004, ero sempre per metà della Roma ma si sapeva che i giallorossi avevano la campagna acquisti bloccata per la questione Mexes. Il presidente del Livorno comunque si accordò con Sensi, dicendo che sarei andato là e poi mi avrebbe pagato a gennaio tramite altri calciatori.
Ma la mattina della conferenza stampa mi squilla il cellulare e sento:“Buongiorno, c’è il presidente Spinelli, glielo passo”, Spinelli mi disse:“Vieni su a Milano che è successa una cosa, però te stai tranquillo, ci sono le prime tre o quattro in Italia che ti vogliono.” Allora sono andato a Milano e quando sono arrivato in hotel c’era Baldini che stava ricoprendo di insulti il Livorno. Poi mi hanno portato in una stanza e c’era la Juventus. Lì ho capito che sarebbe cambiato il mio futuro.

Un rammarico che di certo non smetterà mai di attanagliare gli allora dirigenti della Roma, che hanno perso un centrale forte come pochi altri al mondo. E il tutto alle buste, per una manciata di soldi.

ZLATAN IBRAHIMOVIC (2004)

Se già di per sé la figura del potentissimo Mino Raiola non è portatrice di felicità o simpatia al primo sguardo, di certo i tifosi della Roma hanno una buona motivazione per non amarlo.
Era il 2004 quando il giovane fenomeno svedese Ibrahimovic mostrava le sue abilità nel calcio dei grandi con la prestigiosa maglia dell’Ajax addosso. L’attaccante è da sempre un tipo competitivo e irriverente, perciò non ci vuole un grande sforzo di fantasia per immaginare Ibra in rapporti non idilliaci con il proprio compagno di reparto, dunque competitor. All’epoca, il suo partner offensivo era Mido, anch’egli considerato un ottimo talento. Dopo una rissa tra i due, l’egiziano nel 2002 viene accompagnato alla porta, unendosi prima al Celta Vigo e poi al Marsgiglia, confermando parzialmente quelle qualità che aveva mostrato con la maglia ajacide.

La Roma però era innamorata dell’altro giocatore, quel carrarmato svedese. Ibrahimovic era la prima scelta per l’attacco e la trattativa per portarlo in giallorosso era praticamente conclusa. Ma è qui che  è entrato in scena Mino Raiola:

“All’epoca giocavo nel Marsiglia, ma nel 2004 ricevo un’offerta dalla Juventus, mentre Ibrahimovic ne riceve una dalla Roma. È tutto fatto, io vado in aeroporto pronto per prendere il primo aereo per Torino e sostenere le visite mediche, ma mi arriva una chiamata di Raiola che mi dice di annullare il viaggio. La Juventus aveva trovato un accordo con Zlatan, così a me toccava andare alla Roma”.

Questa la testimonianza di Mido, attore protagonista di quella telenovela. Il giorno della sua presentazione ufficiale alla Roma le parole che ha pronunciato sono valse come una condanna:Ibra è bravo, ma io segno di più.”
Morale della favola? Mido a gennaio è stato ceduto al Tottenham dopo aver disputato 240 minuti, zero presente da titolare ed altrettante reti.
Ibrahimovic ha fatto 16 gol alla Juventus alla sua prima stagione. Mido aveva ragione: Ibra è bravo. E lo sanno ovunque, specie a Roma.

LEE YOUNG PYO (2006)

Il suo nome sarà sconosciuto ai più. E anche a ragion veduta, date le qualità calcistiche mediocri. Ma il sudcoreano ha scolpito il proprio nome nella storia per un motivo irreale.
Il mercato stava per terminare e Pradé, l’allora direttore sportivo della Roma, doveva concludere la rosa con un ulteriore tassello: un terzino. Ecco allora che negli ultimi giorni viene intavolata una trattativa con il Tottenham per il laterale di difesa, sia di destra che di sinistra, Lee Young Pyo. 29 primavere alle spalle, una carriera discreta e un futuro sempre più romanista, perché il prescelto per quel ruolo era proprio lui. Era tutto pronto, tutto apparecchiato per il suo sbarco a Roma. Gli Spurs erano felici di cederlo, la Roma di acquistarlo, insomma mancava sola la firma. 

Peccato che né la società inglese né la Roma avessero fatto i conti con la fede del ragazzo. Questa trattativa ha assunto una connotazione religiosa, ultraterrena, perché il motivo per cui quella trattativa è saltata è che “Dio mi è apparso in sogno stanotte e mi ha detto che venire in Italia non era la scelta giusta”.
Il giocatore non ha cambiato più idea. La trattativa è naufragata. A quanto pare, gli affari non si chiudono in tre. Perché oltre a chi cede, chi compra e l’oggetto della discussione, bisogna mettere d’accordo anche la vocazione spirituale del diretto interessato. Sipario.

ADRIAN MUTU (2008)

Estate 2008. Il direttore sportivo era ancora Pradè e la trattativa ancora una volta scottante. Luciano Spalletti riteneva perfetto per il suo 4-2-3-1 il talento della Fiorentina Adrian Mutu. Le 17 reti siglate nella stagione precedente lo avevano reso uno dei migliori giocatori della Serie A, perciò il suo nome inevitabilmente faceva palpitare il cuore dei tifosi della Roma.

Sono intervenuti tutti per far accettare l’offerta romanista al romeno, anche Totti, immortalato in vacanza con Mutu nel tentativo di convincerlo. Mancava un milione però tra la domanda dell’attaccante della Fiorentina e la proposta della Roma, e allora è stato Totti stesso a proporsi di pagare quella cifra: avrebbe messo mano al proprio portafogli pur di far venire quel giocatore all’ombra del Colosseo.Tutti erano felici. Tranne i tifosi della Fiorentina, che hanno iniziato a protestare dissennatamente per quella cessione. Nemmeno Prandelli, allenatore della Viola in quell’anno era felice, tanto che ha minacciato le dimissioni in caso di partenza di Mutu.
Allora anche la società Della Valle si è convinta: meglio rinunciare a 20 milioni di euro che farsi odiare da tutta la città e ritrovarsi senza allenatore. Niente da fare. Mutu non parte.

EMILIANO VIVIANO (2011)

In questo caso tutte le parti interessate erano felici dal principio. Nessun litigio, nessuno screzio o difficoltà nel trovare l’accordo economico. Niente di niente, tutti erano soddisfatti di quell’affare. Viviano era pronto a svestire la casacca del Bologna per indossare quella della Roma. Mancava solo un passaggio prima di rendere tutto ufficiale: riscattare il portiere alle buste. Il cartellino di Viviano era diviso tra Bologna e Inter, che però non aveva mai avuto l’intenzione reale di acquisirlo, perciò non avrebbe offerto una cifra alta nella busta. E infatti la società neroazzurra aveva offerto 4,2 milioni di euro per riscattare l’altra metà del suo cartellino, che erano inferiori ai 4,7 proposti dal Bologna.

Perciò appariva tutto fatto. Viviano era ufficialmente del Bologna, già pronto a cederlo a titolo definitivo alla Roma. Peccato che nella busta non ci fosse scritto 4,7 milioni. Il direttore generale del Bologna, Stefano Predelli, aveva sbagliato a scrivere la cifra: invece che 4,7 aveva scritto l’esatta metà, ovvero 2,335, facendo di fatto un’offerta inferiore a quella dell’Inter. Perciò il futuro di Viviano è cambiato a causa di un errore matematico. Le disperate urla di aiuto del portiere toscano sono state ovattate dal volere dell’Inter, che non aveva intenzione di cederlo alla Roma

“Spero che Sabatini non mi abbandoni. Io a Roma ci andrei di corsa. L’ho detto e lo ripeto. Aspetto solo notizie positive. Purtroppo questa storia mi ha rovinato le vacanze. Pedrelli non ha nessuna colpa, ma io voglio andare a Roma.”

A Roma non è mai andato.

FERREIRA CARRASCO (2014)

Le cifre per il suo acquisto erano già note. 5 milioni al Monaco, che sennò la stagione seguente lo avrebbe perso a parametro zero, e 1,7 milioni di stipendio al giocatore. Il belga era appena 20enne ed era considerato uno dei migliori talenti in circolazione. 4 gol e 3 assist nelle 22 partite l’anno prima erano un buon bottino per un ragazzo così giovane.

Il futuro sembrava già segnato, si attendeva solo il suo sbarco a Roma per le visite mediche di rito. Poi però un fulmine a ciel sereno. Il Monaco, la squadra detentrice del cartellino di Carrasco non si è arreso, anzi ha rilanciato e ha fatto un’offerta di rinnovo a cifre più alte rispetto a quelle della Roma.
Lo ha confermato lo stesso agente Franco Iovino:”Ha voluto rinnovare lui, è stata una sua scelta. Con la Roma avevamo già l’accordo, sia per subito che per un anno dopo a parametro zero. Ma il Monaco non voleva perderlo e ha fatto un’offerta più alta.”

Con il senno di poi la società francese ha fatto bene ad alzare le cifre sul contratto dell’ala offensiva: l’anno dopo è stato venduto per 15 milioni all’Atletico Madrid.

MALCOM (2018)

Quella di Malcom più che una trattativa saltata è stata un’odissea. Un caso di affare mancato clamoroso, forse il più eclatante degli ultimi anni ed è avvenuto proprio la scorsa estate. 
Era tutto fatto. Roma e Bordeaux avevano trovato l’accordo, idem la Roma e il calciatore. Sui rispettivi profili Twitter delle società erano già comparsi gli annunci del passaggio del brasiliano dalla Francia all’Italia, e il 21enne era atteso alle 23 del 22 luglio a Ciampino. Le televisioni erano già lì, ma soprattutto un gran numero di tifosi era già lì, pronto ad accogliere in festa l’arrivo di Malcom.

“Le FC Girondins de Bordeaux vous informe qu’un accord a été trouvé, sous réserve de la signature des documents administratifs, avec l’AS Roma pour le transfert de Malcom.” Questo il testo del Tweet del Bordeaux.

“L’#ASRoma conferma di aver trovato un accordo di massima con il Bordeaux per il trasferimento del calciatore Malcom. L’operazione sarà ratificata in seguito al buon esito delle visite mediche.” Queste invece le parole della Roma.

Ma Malcom non arrivava. Prima un ritardo, poi un altro, poi la notizia che sarebbe sbarcato a Roma l’indomani a causa di problemi tecnici. Poi la verità: nonostante i documenti per il suo acquisto fossero già stati firmati e mancasse solo la controfirma del Bordeaux, i francesi avevano deciso di accettare un’altra offerta. Quella del Barcellona di 41 milioni di euro. A nulla è servita l’ira della società giallorossa: il dado era tratto.
Malcom è andato al Barcellona. Un colpo di scena degno del miglior film thriller.

Sono uno studente di 18 anni ma soprattutto un romanista senza limiti. La mia è una continua ricerca di emozioni sulle quali scrivere, e con la Roma è dannatamente facile.

Lascia un commento

Il tuo indirizzo email non sarà pubblicato. I campi obbligatori sono contrassegnati *