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ESCLUSIVA FDR, Grossi: “La Roma un’esperienza fantastica”

È con grande piacere che Febbre da Roma vi propone questa intervista esclusiva a Lorenzo Grossi, centrocampista classe ’98 cresciuto nelle giovanili della Roma e oggi in forza alla Pro Vercelli, in Serie C, dove si stava mettendo in luce prima della sospensione del campionato.

Innanzitutto, vista la situazione attuale, la domanda è d’obbligo: come stai? Come stai passando questo periodo di stop forzato?

Sono rimasto bloccato a Vercelli ma sto bene, mi sto allenando a casa quattro volte a settimana: due volte da solo, per quello che posso fare, con un programma individuale, e poi le altre due volte siamo in videochiamata con la squadra, il mister e il preparatore atletico e ci alleniamo tutti insieme. Spero che questo periodo finisca presto.

Parlaci un po’ delle tue caratteristiche. Hai un idolo calcistico, o ti ispiri a qualche giocatore in particolare?

Sono un centrocampista che sa abbinare qualità e quantità in mezzo al campo. Il mio idolo è sempre stato Daniele De Rossi, ma adesso, quando guardo le partite in televisione, mi piace vedere tutti i giocatori che giocano nel mio ruolo e studiarne i movimenti. Non solo quelli della Roma anche di altre squadre.

Nella tua carriera hai giocato sia da mediano che da difensore centrale. Quale ruolo ti piace di più?

Ho disputato alcune partite da difensore centrale ma esclusivamente perché c’erano delle esigenze di squadra legate agli infortuni, poi quando si recuperavano i difensori centrali tornavo a giocare in mezzo al campo. Mi sento un centrocampista a tutti gli effetti, mi sento a mio agio a giocare lì anche perché ci ho sempre giocato.

Raccontaci un po’ le tappe della tua carriera. Come sei arrivato alla Roma, e come ti sei trovato a Trigoria?

Io ho iniziato a giocare a 4 anni, nella Vivace Rocca Priora, la squadra del mio paese. Sono stato lì sette anni, poi sono passato alla Nuova Tor Tre Teste dove ho giocato due stagioni, ho fatto bene e dopo svariati provini per la Roma alla fine sono riuscito a entrare. Trigoria, giocare per la squadra che tifavo è sempre stato il mio sogno, fin da bambino. Alla Roma ho fatto sei anni indimenticabili di settore giovanile, collezionando 3 panchine in prima squadra e giocando un’amichevole da titolare all’Olimpico (contro il San Lorenzo, il 3 settembre 2016 NdR). È stato un percorso durante il quale sono cresciuto molto, come uomo e come calciatore, e ne ho dei bellissimi ricordi!

Con la Roma Primavera hai vinto uno scudetto, una Coppa Italia e una Supercoppa. Qual è il ricordo più bello legato a quella squadra?

La vittoria di quei trofei è arrivata grazie alla forza del gruppo, oltre che alle qualità individuale che ognuno di noi poteva avere, ma eravamo uniti. Due anni di Primavera fantastici. Il ricordo più bello è la vittoria scudetto, quando ho calciato il rigore che è valso la vittoria!

Con la Roma Primavera hai giocato anche la Youth League. Cosa ne pensi di questa competizione?

La Youth League è una competizione incredibile: hai la possibilità di confrontarti con squadre europee e fare esperienze che ti rimarranno sempre dentro. Io ho fatto anche un gol contro il Monaco, in casa, ma purtroppo con quella partita siamo usciti dal torneo.

A Trigoria hai avuto l’occasione di confrontarti con i calciatori della prima squadra, peraltro nell’ultima stagione di Francesco Totti. Com’è stare dentro lo spogliatoio di una squadra come la Roma? Chi o cosa ti ha colpito particolarmente?

L’ultima di Totti è stata anche la mia ultima stagione alla Roma, come dicevo prima ho avuto anche l’opportunità di giocarci insieme all’Olimpico. Quando entri dentro quello spogliatoio ti sembra di vivere un sogno, perché quelli che sono stati i tuoi idoli da bambino e li vedevi in televisione o allo stadio in Curva Sud, poi te li ritrovi accanto, nello stesso spogliatoio, per affrontare una partita…è incredibile! Chi mi ha colpito di più è stato Totti, perché vederlo in televisione è un conto, ma giocarci insieme e vedergli fare le sue giocate dal vivo, a pochi metri di distanza, è tutta un’altra cosa. Capisci che stai parlando di un giocatore di un altro pianeta, faceva delle cose impensabili.

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Nella stagione 16/17 sei stato convocato per due partite di campionato e una di Europa League, anche se non sei sceso in campo. Raccontaci com’è andata, come ti sei sentito, le sensazioni che hai provato.

Si, sono stato una settimana con la prima squadra ed è coinciso con un turno di Europa League. È stato bello, sono ricordi che porterò con me sempre, anche se non sono sceso in campo!

Nell’estate del 2017 sei passato alla Pro Vercelli. Come hai vissuto il trasferimento e la prima stagione tra i “grandi”?

Il passaggio alla Pro Vercelli in Serie B è stato un bel salto, perché il livello è superiore e non si tratta più del settore giovanile, cambiano tante cose. I primi mesi di adattamento sono stati abbastanza duri, non è stato semplice perché in quella stagione non ho giocato mai, ma ho capito tante cose e sono cresciuto sotto tanti aspetti.

La stagione successiva sei stato in prestito al Gozzano, in Serie C, dove hai trovato una buona continuità. Com’è stato l’impatto con la categoria?

La Lega Pro è una categoria che aiuta i giovani, li fa giocare e crescere. È un trampolino di lancio, e la mia è stata una buona stagione!

Dopo l’ottima annata con il Gozzano sei entrato nelle rotazioni della Pro Vercelli, collezionando 14 presenze tra campionato, Coppa Italia e Coppa Italia di Serie C, prima dello stop. Cosa puoi dirci della stagione che stavi facendo?

Sono tornato alla Pro Vercelli con la fortuna di avere sulla panchina Alberto Gilardino, stavo giocando con continuità soprattutto prima di questo virus, poi la quarantena ha interrotto tutto.

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Da romanista, che ne pensi della stagione della Roma e di Paulo Fonseca?

Della Roma posso dire che stava facendo una buona stagione, ha dei grandi giocatori, il mister non lo conosco ma vedendo le partite la squadra giocava bene, quindi sono contento così!

Chiudiamo con una domanda di rito: qual è il tuo sogno calcistico?

Il mio sogno è sempre stato quello di arrivare a giocare in Serie A…nella vita mai dire mai, e di strada da fare ancora ce n’è ancora tanta, io sono solo all’inizio…

E noi, ovviamente, ti auguriamo di realizzarlo al più presto. 

Amo la Roma e l'informazione fatta bene. Per questo vorrei fare bene informazione sulla Roma.

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