Sti giovanotti de ‘sta Roma bella – Capitolo: Lorenzo Pellegrini

Da anni ormai, una risorsa importantissima per la Roma risulta essere il settore giovanile. Il CIES ha inserito il settore giovanile giallorosso al settimo posto tra i settori giovanili più produttivi del mondo, unico tra gli italiani in alto in classifica. Quasi tutti i ragazzi che escono da Trigoria diventano professionisti a buon livello e molti di loro diventano titolari nella massima serie. Pochi, però, riescono ad avere il privilegio di far parte della squadra che li ha allevati , l’ultimo tra questi è Lorenzo Pellegrini.

Gli inizi

Lorenzo nasce a Roma il 19 maggio del 1996 da famiglia romana e romanista ed entra nelle giovanili giallorosse all’età di nove anni. Comincia da questo momento la sua scalata fino alla prima squadra. Debutterà il 22 marzo 2015 in Cesena-Roma subentrando a  Salih Uçan e piazzandosi al fianco di De Rossi (suo idolo e match winner di quell’ incontro). Dopo pochi mesi, a giugno, passa al Sassuolo a titolo definitivo ma la Roma si assicurerà per lui un diritto di “recompra”. Pellegrini rimane in Emilia due anni chiudendo un’ottima esperienza con 54 presenze condite da 11 gol entrando anche a far parte della nazionale italiana.

Il ritorno a casa

Pellegrini torna a Roma a giugno dopo la spedizione con gli azzurrini in Polonia chiusa alle semifinali. Lo ha chiesto Di Francesco che l’ha allenato a Sassuolo, lo chiedevano i tifosi, lo chiedevano i dirigenti. Un ritorno che è sembrato scontato, naturale, ovvio. Lorenzo sapeva bene che nella capitale avrebbe avuto meno spazio, ma sapeva anche che avrebbe potuto ritagliarselo con la conoscenza del gioco del mister e con le enormi qualità a sua disposizione. Sabato, in occasione della sfida casalinga contro l’Hellas Verona, Di Francesco ha puntato su Lorenzo che ha risposto presente con una prestazione di grandissimo livello.

Lavagna tattica

Pellegrini ha giocato da interno destro nel centrocampo a tre di Di Francesco e ha fornito una prestazione solidissima in fase difensiva e offensiva. Il numero sette giallorosso ha agito sempre tra le linee seminando il panico nel centrocampo veneto.

Pellegrini riesce a ricavarsi lo spazio spostandosi prima che gli arrivi la palla. La sua posizione, nell’ half-space di destra crea difficoltà nella lettura del centrocampo gialloblu. La palla verticale di De Rossi taglia fuori tre uomini di Pecchia e la Roma si presenta di fronte all’area di rigore del Verona con un solo passaggio. Bello l’assist del centrocampista romano per El Shaarawy che non riesce ad insaccare. In 10 secondi Pellegrini ci dà un saggio del concetto di verticalità cercata dal mister.

Questa la situazione più cercata per l’uscita della palla da parte della Roma.

pellegrini

Dalla sua heatmap si nota chiaramente come il centrocampista abbia insistito nell’halfspace destro e quanto sia riuscito ad essere centrale nella manovra giallorossa inserendosi e creando una verticale molto cercata. Alla fine ha chiuso la partita con 7 uno contro uno riusciti e il 94% dei passaggi completati. Niente male.

Altre volte, invece, Pellegrini si abbassava per creare un rombo con De Rossi, Manolas e Florenzi allo scopo di facilitare la circolazione di palla,una volta usciti e eluso il pressing avversario, la palla veniva smistata sul lato opposto dove si trova l’uno contro uno degli esterni sinistri giallorossi (Kolarov e El Shaarawy).

In alternativa, con la sfera che girava tra i difensori e il mediano-regista De Rossi, quando la palla arrivava su Florenzi e Under si proponeva incontro, Pellegrini attaccava lo spazio vuoto alle spalle dell’ala, liberatosi con il movimento incontro di Under che si tira con sé il terzino. A questo punto le maglie della difesa del Verona erano costrette ad allargarsi poiché il movimento della mezz’ala giallorossa portava su di sé le attenzioni del difensore centrale,costretto a uscire in assenza dell’esterno bassa.

In fase difensiva, invece, l’enorme apporto del centrocampista romano si è notato sia nel momento di aggredire alto che di posizionarsi a protezione della difesa. Proprio dalla pressione esercitata sulla palla coperta è arrivato il gol che ha sbloccato l’incontro.

Pellegrini recupera palla nella trequarti offensiva della Roma e riesce a servire Dzeko, la difesa del verona posizionata male lascia una voragine al centro che il ninja attacca senza pietà. Uno a zero per noi sotto l’acquazzone.

Il settore dove ha operato Lorenzo è risultato essere quello più incisivo nel gioco della Roma e la catena di destra quella più produttiva nonostante fosse inedita (debutto da titolare per Pellegrini,per Under e debutto stagionale di Florenzi).

Va detto che il Verona non ha portato una grande opposizione, ma la prova della squadra e del centrocampista romano soprattutto sono sembrate di spessore. Pellegrini è stato una spina nel fianco del centrocampo avversario e sarà una soluzione importantissima nel corso di questa stagione. Non chiamatelo riserva di Strootman. Sembra lecito aspettarsi grandi cose da questo ragazzo in questo sistema di gioco.

Nato nel 1997 lontano da Roma, ma con la Roma nel cuore. Studente di lettere. Amo lo sport in ogni sua forma.

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