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Lorenzo Pellegrini: da Cinecittà al cuore della curva sud

“A lui gli ho promesso tante cose e spero che queste cose possano avverarsi. E’ un ragazzo speciale, forte, una persona pulita che può dare tanto a questa maglia. E’ tifoso della Roma e qualche romano in squadra serve sempre perché vedere un giocatore ridere, dopo una sconfitta, non è bello”.      F. Totti

E’ mattina presto e a Cinecittà, il profumo della giornata appena nata presenta quella malinconia tipica dei quartieri di Roma. Il mercato c’è ed è sempre pieno di gente, mentre il centro commerciale fa da sfondo a tutto ciò che richiama la vita. Lorenzo Pellegrini cresce qui, nella zona sud della Capitale. Era il tipico bambino che sognava in grande ed il pallone tra i piedi non lo toglieva mai.

Tifoso della Roma sognava di diventarne un calciatore, mentre il padre ne cullava i sogni accompagnandolo prima nella scuola calcio dell’ Italcalcio e, successivamente, all’Almas Roma, società nella quale anni prima militò un bambino divenuto successivamente parte integrante della storia della Roma: Giuseppe Giannini.

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Quando si cresce cullando un sogno, questo a volte può davvero tramutarsi in realtà risplendendo negli occhi di chi lo vive.  Il piccolo Lorenzo infatti venne prelevato dalla società capitolina che era un bambino e finalmente tutti i suoi sogni iniziarono a colorarsi di felicità. Quella stessa felicità che per un periodo, all’età di 15 anni, venne interrotta da un’aritmia cardiaca rientrata dopo una pausa ritenuta dai medici necessaria per riprendere poi l’attività sportiva.

Qui si chiude l’adolescenza del giovane che, negli anni seguenti sbocciò in un vero e proprio talento del calcio Italiano.

A 19 anni Lorenzo passa al Sassuolo a titolo definitivo con diritto di recompera da parte della società capitolina e questo, per il talento di Cinecittà, risultò essere decisivo ai fini di un suo ritorno. Eusebio Di Francesco, allenatore della società neroverde, volle fortemente il giovane nel quale intravedeva doti da vero fuoriclasse. Infatti dopo un periodo di ambientamento, Lorenzo prese per mano il centrocampo collezionando ben 54 presenze condite da 11 reti.

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Una delle poche cose giuste che fece Monchi fu quella di riportarlo a Roma versando ben 10 milioni di euro nelle casse della società di Squinzi che, anni dopo, ricordò così: “L’unica cessione che mi ha fatto felice è quella di Pellegrini alla Roma . E non tanto perché abbiamo fatto una bella plusvalenza, ma perché questo giocatore diventerà uno dei centrocampisti più forti in circolazione ed è giusto che sia tornato in giallorosso”.

“Tornare a Trigoria, firmare il contratto e indossare di nuovo la maglia giallorossa è stato eccezionale”.

Il ritorno a casa del figliol prodigo avvenne anche grazie allo stesso allenatore che lo volle al Sassuolo, quel Di Francesco divenuto nella stessa estate allenatore della Roma e che puntò fortemente su di lui affidandogli spesso le chiavi del centrocampo giallorosso.

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Oggi Pellegrini è un calciatore che tutti ci invidiano, c’è chi addirittura lo avrebbe voluto capitano già da quest’anno a discapito di Florenzi. “Lorenzo è pronto, ha tutto per ricalcare la carriera di Totti”, questa frase esce molto spesso dal cuore dei tifosi che rivedono in lui un vero e proprio leader carismatico. Il ragazzo in campo non si risparmia mai e con lo sguardo rivolto sempre verso la sud, continua a sognare in grande. Dal suo ritorno a Roma, nell’estate di due anni fa, ha collezionato 73 presenze segnando 6 reti.

Per un Romano e Romanista segnare al derby deve essere qualcosa di fantastico. Lorenzo il 29 settembre del 2018, durante il derby vinto dalla Roma per 3 reti a 1, trovò un gol magnifico di tacco che valse il suo primo sigillo contro la Lazio.

A caldo commentò così: “Fare gol così fa sempre piacere, vivere una giornata come quella dell’ultimo derby è una grande emozione. Sappiamo quanto conti vincerlo a Roma, siamo felici di aver regalato gioia ai nostri tifosi“.

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Il futuro è di chi sa portare a compimento i propri sogni e Lorenzo fino ad oggi, i sogni, è riuscito a cavalcarli in maniera sublime.

Classe 1987. Romano di Roma e tifoso della squadra che porta il nome della città eterna deve a suo nonno l'amore per questi colori. Ha collaborato per ilrompipallone.it e per sportiamo.biz. Diploma di maturità classica, svolge il ruolo di tecnico di manutenzione presso l'istituto superiore di sanità a Roma.

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