Manolas vs Mancini: passato e futuro della difesa giallorossa

Dopo la cessione di Kostas Manolas, la Roma si è messa subito alla ricerca di un centrale a cui affidare le chiavi della propria difesa in vista dell’anno prossimo. Un giocatore forte ed affidabile, in grado di non far rimpiangere l’ex giallorosso.

Ebbene, Petrachi sembra ormai aver trovato l’erede del greco. Si tratta di Gianluca Mancini. Il difensore dell’Atalanta è davvero ad un passo dal vestire finalmente la maglia della Roma. Dopo una trattativa lunghissima, imbastita addirittura già nel gennaio scorso.

Ora la domanda è solamente una per tutti i tifosi romanisti: Mancini è il giocatore giusto per sostituire Manolas? Cerchiamo allora di rispondere a questo interrogativo. Analizzando le differenze tecniche tra i due. E il loro rendimento nell’ultimo campionato. Per capire davvero se la Roma esce rinforzata o meno da questo passaggio di consegne al centro del proprio reparto difensivo.

Caratteristiche di base

Innanzitutto, possiamo dire che la conformazione fisica dei due giocatori è molto simile. Manolas è alto 1,89 m e pesa circa 83 kg. Mentre Mancini è 1,90 m per 77 kg.

Entrambi quindi hanno un corpo possente, che però non ne compromette granché la velocità di base. Che li rende in grado di recuperi quasi inimmaginabili.

Un grande recupero in progressione di Kostas Manolas.
Un bel recupero in velocità di Gianluca Mancini.

Anche il piede dominante è lo stesso (il destro), così come il loro modo di interpretare il ruolo del difensore centrale (sono tutti e due dei marcatori abbastanza aggressivi sull’uomo).

Manolas in contrasto.
Mancini in contrasto.

Va detto però che Mancini è molto più abituato a staccarsi dalla linea difensiva e a giocare il pallone in avanti rispetto al greco. Visto anche il sistema di gioco di Gasperini, in cui Gianluca è cresciuto in questi ultimi anni.

La heatmap stagionale di Kostas Manolas nell’ultimo campionato. I suoi tocchi sono quasi soltanto nella propria metà campo difensiva, nonostante con Di Francesco la Roma provasse a giocare spesso il pallone con i difensori alti. (fonte: SofaScore)
La heatmap stagionale di Gianluca Mancini nell’ultimo campionato. I suoi tocchi sono molti anche nella metà campo avversaria. La sua propensione offensiva è davvero notevole. (fonte: SofaScore)

In più, il centrale italiano è nettamente più giovane di Manolas (il primo è un classe ’96, il secondo un classe ’91). Quindi Kostas è inevitabilmente più esperto, ma con molte meno possibilità di crescere ancora.

Manolas e Mancini

Insomma, Manolas e Mancini sono due giocatori molto simili, ma con alcune caratteristiche leggermente diverse. Che permettono a Mancini di essere più completo e di avere maggiori margini di crescita davanti a sé. Anche se è probabilmente meno pronto del greco. Ora dobbiamo solo capire chi in questo momento è più forte ed utile alla causa secondo le statistiche.

Al servizio della squadra

Il primo aspetto da valutare è la loro duttilità in campo. Mentre Manolas è da sempre molto restio a prestarsi in altre posizioni, Mancini ha dimostrato in più occasioni di essere disposto a sacrificarsi per il bene della squadra. Spendendosi anche in altri ruoli pur di fare contento il prorio allenatore.

I ruoli ricoperti da Manolas nella propria carriera. (fonte: Transfermarkt)
I ruoli ricoperti da Mancini nello scorso campionato. (fonte: Transfermarkt)

Tanto che in Nazionale addirittura Gianluca è stato impiegato come terzino destro di una difesa a 4. Con compiti sicuramente più difensivi del classico fluidificante. Ma comunque fuori dalla propria zona di comfort.

La formazione dell’Italia nella partita di giugno contro la Bosnia. Gianluca Mancini è stato schierato come terzino destro, riuscendo a fornire comunque una discreta prestazione. (fonte: SofaScore)

Al contrario, Manolas ha sempre rifiutato di spostarsi tatticamente, anche solo di qualche metro. Basti ricordare Roma-Inter del 26 agosto 2017. Partita in cui i giallorossi non avevano terzini destri naturali a disposizione. E in cui Di Francesco ha dovuto adattare lì Juan Jesus, visto il rifiuto del greco di giocare fuori ruolo. Nonostante la grossa emergenza di squadra.

Andare a contrasto

Una delle caratteristiche tecniche fondamentali di un difensore centrale è la sua capacità di andare a contrasto con l’avversario. D’altronde, rubare il pallone dai piedi dell’attaccante che si sta marcando in quel momento è un bel modo per proteggere la propria area di rigore.

Un contrasto di Manolas in scivolata.

In questa specialità Mancini e Manolas sono molto simili. Sia nel modo di intervenire sulla palla (anche se il greco ama un po’ di più le scivolate rispetto al suo collega). Sia nei rispettivi numeri statistici.

Un contrasto di Mancini in anticipo.

In particolare, Manolas ha vinto 1,2 contrasti su 1,6 tentati di media ogni 90 minuti in quest’ultimo campionato. Un buon dato, che lo posiziona al 37esimo posto tra i migliori difensori della Serie A in questa particolare caratteristica.

Il numero di contrasti vinti e tentati da Kostas Manolas nello scorso campionato. (fonte: WhoScored.com)

Invece, Mancini ha fatto registrare un numero di contrasti vinti superiore rispetto al greco (1,7 di media ogni novanta minuti), ma con una percentuale di riuscita leggermente inferiore (74% contro 75%). Segno che i due sono più o meno sullo stesso livello quando parliamo di contrastare l’avversario.

Il numero di contrasti vinti e tentati da Gianluca Mancini nello scorso campionato. (fonte: WhoScored.com)

Certo, Mancini è comunque più in alto in classifica a livello statistico per quanto riguarda l’ultimo campionato (15esimo posto). E, vista l’età, può solo migliorare questa sua già notevole capacità (al contrario di Manolas).

Giocare d’anticipo

Un altro aspetto nevralgico per un difensore centrale è rappresentato dalla capacità di leggere le linee di passaggio avversarie prima che avvenga effettivamente la giocata. Ed entrare così in anticipo sul pallone.

Un passaggio intercettato da Manolas.

È forse questa l’azione difensiva più redditizia di tutte. Perché permette di accorciare il tempo di recupero della palla. E di ripartire subito in transizione offensiva. Ma il margine di rischio è ovviamente più alto del normale, perché se il difensore va a vuoto può mandare l’attaccante in porta da solo.

Un passaggio intercettato da Mancini.

Ecco perché è importante sottolineare che anche qui Mancini non è inferiore a Manolas, grazie alla sua intelligenza tattica e alla sua possenza atletica. Che gli hanno permesso di far registrare ben 2 passaggi intercettati di media ogni 90 minuti quest’anno (0,1 in più di Kostas). Piazzandosi all’ottavo posto nella classifica dei migliori centrali difensivi della Serie A in questa specialità (mentre il greco è undicesimo).

La classifica dei 10 migliori difensori centrali dell’ultima Serie A per passaggi intercettati di media ogni 90 minuti. Mancini è all’ottavo posto, mentre Manolas non c’è. (fonte: WhoScored.com)

Duelli aerei

Un altro aspetto da tenere fortemente in considerazione, quando parliamo di difensori centrali, è la loro abilità nel vincere i contrasti aerei. Quante volte un colpo di testa ben assestato permette di concludere l’attacco della squadra rivale. Risolvendo la situazione alla grandissima.

Un duello aereo vinto da Manolas.

Anche qui Mancini ha numeri leggermente superiori a Manolas (2,8 vs 2,6 di media ogni 90 minuti nell’ultimo campionato). Che lo fanno stazionare al 13esimo posto nella classifica dei migliori centrali della Serie A in questa specialità (invece Kostas è al 25esimo).

Un duello aereo vinto da Mancini.

Ma la percentuale di duelli aerei del greco è mediamente superiore a quella di Mancini (63% vs 60%). Il che vuol dire che Gianluca deve ancora lavorare su questo per raggiungere l’efficienza di Manolas (e possibilmente superarla, visto che ha tutto per poterlo fare al più presto).

Fallosità

Diverso invece il discorso relativo ai falli commessi. Infatti, qui Mancini dimostra di dover migliorare molto ancora. Avendo commesso 1,4 falli di media ogni 90 minuti (è al sesto posto in questo dato tra tutti i difensori centrali dell’ultima Serie A) rispetto agli 1,2 di Manolas (che è al 17esimo posto invece).

Un’entrata in scivolata ai limiti del fallo di Manolas.

Un aspetto non secondario per un difensore. Visto che spesso si trova ad intervenire in zone di campo molto pericolose. Dove concedere un calcio piazzato agli avversari può rivelarsi letale alla fine.

Un’entrata in anticipo ai limiti del fallo di Mancini.

Ma l’eccessiva irruenza è una caratteristica molto comune nei giovani calciatori. E, se gestita a dovere, può trasformarsi anche in un’arma a volte.

La classifica dei 10 difensori dell’ultima Serie A con più falli di media ogni 90 minuti. Purtroppo Mancini è al sesto posto, mentre Manolas non c’è. (fonte: WhoScored.com)

Impostazione dal basso

Nel calcio moderno, anche la capacità di impostare l’azione è diventata fondamentale per un difensore centrale. Perché è da lì che ormai parte tutta la manovra offensiva. E così, dalla sua abilità di passare velocemente ed efficacemente il pallone, dipende spesso la riuscita degli attacchi della propria squadra.

Un bel passaggio in verticale di Gianluca Mancini.

In questo aspetto, Manolas ha sempre avuto una grossa carenza di fondo. Infatti, pur essendo migliorato un po’ da quando è a Roma, la sua tecnica e la sua sicurezza palla al piede sono molto rivedibili. Tanto che spesso gli allenatori avversari preparavano le partite contro la Roma proprio con l’obiettivo di costringere il greco ad impostare.

“Su questo ha pesato anche la scelta di Di Francesco di posizionare il suo centrale meno abile tecnicamente, Manolas, sul centro-destra, con grandi responsabilità in fase di impostazione. E proprio da una palla persa del centrale Greco è nato il gol del vantaggio del Porto.”

Dario Saltari (nell’articolo di commento a Porto-Roma del 6 marzo 2019)

Al contrario, Mancini è sempre sembrato più sicuro e dotato tecnicamente. Grazie ad un destro abbastanza educato e ad una pronunciata abitudine a giocare il pallone (nonostante il ruolo).

“Le altre due caratteristiche con cui mi descrivo come calciatore sono la forza nei duelli aerei e l’abilità con il pallone tra i piedi.”

Gianluca Mancini (in una bella intervista alla “Rivista Undici” del 15 aprile 2019)

È per questo che i dati relativi a tale aspetto possono apparentemente sorprendere ad una prima lettura. Sì, perché nell’ultimo campionato Kostas ha fatto registrare una percentuale di passaggi riusciti dell’87,9%, mentre Mancini solo dell’82,8%.

Il solito passaggio in orizzontale di Kostas Manolas.

Ma, come dicevamo, la cosa va necessariamente contestualizzata. Innanzitutto in relazione al gioco dell’Atalanta, che porta inevitabilmente i propri difensori a giocare di più il pallone e ad un ritmo più alto. Costringendoli a prendersi per forza più rischi (e quindi anche a sbagliare di più). Non è un caso che Mancini abbia tentato mediamente 53,1 passaggi ogni novanta minuti (contro i soli 40,1 di Manolas).

Il numero di passaggi tentati e compiuti da Kostas Manolas nello scorso campionato. (fonte: WhoScored.com)

Inoltre, va considerato soprattutto il tipo di passaggi che i due centrali hanno compiuto di solito in quest’ultima stagione. Infatti, mentre Manolas ha fatto quasi solo passaggi semplici ed in orizzontale o appoggi al compagno più vicino, Mancini ha provato spesso la giocata in verticale, cercando di dare ritmo e offensività ai propri passaggi.

Il numero di passaggi tentati e compiuti da Gianluca Mancini nello scorso campionato. (fonte: WhoScored.com)

E proprio per questo risulta che il greco ha compiuto 0,1 passaggi chiave di media ogni 90 minuti, contro gli 0,4 del difensore dell’Atalanta. Un dato nettamente superiore, che dimostra come Mancini, pur dovendo evidentemente migliorare ancora con i piedi, ha una capacità di impostare efficacemente e con coraggio l’azione dal basso maggiore rispetto a quella di Manolas.

La classifica dei 10 migliori difensori centrali dell’ultima Serie A per passaggi chiave realizzati in media ogni 90 minuti. Mancini è al terzo posto, mentre Manolas non c’è. (fonte: WhoScored.com)

Tanto da risultare il terzo difensore centrale in Serie A per numero di passaggi chiave effettuati di media ogni novanta minuti. Un dato che esprime tutto il potenziale in più che può fornire Mancini alla manovra offensiva giallorossa nella prossima stagione.

Uscire palla al piede

Un’altra importante arma offensiva che deve avere un difensore moderno è costituita dal dribbling. Sempre più spesso capita di vedere centrali difensivi che portano palla in avanti superando da soli la prima pressione avversaria, per poi recapitare la sfera direttamente ai propri centrocampisti.

Un raro dribbling di Kostas Manolas.

In questa abilità, la superiorità di Mancini rispetto a Manolas è evidente. Sono mediamente 0,5 i dribbling riusciti quest’anno al difensore italiano ogni 90 minuti, contro il misero 0,1 del greco. Un dato che dimostra anche come Kostas nemmeno ci provi spesso a far partire personalmente l’azione. Pur di evitare brutte figure con il pallone tra i piedi.

Un bel dribbling di Gianluca Mancini.

In questo senso, invece, Mancini è uno dei migliori difensori della Serie A. Tanto da posizionarsi addirittura al quinto posto nella speciale classifica dei centrali con più dribbling riusciti di media ogni 90 minuti nello scorso campionato.

La classifica dei 10 migliori difensori centrali dell’ultima Serie A per dribbling riusciti in media ogni 90 minuti. Mancini è al quinto posto, mentre Manolas non c’è. (fonte: WhoScored.com)

Proiettarsi in avanti

Infine, capita spesso ormai che un difensore centrale si proietti in avanti per concludere un’azione d’attacco. Che sia da calcio piazzato o anche in seguito ad una manovra offensiva particolarmente prolungata.

Un raro gol di Kostas Manolas.
Uno dei tanti gol di Gianluca Mancini nello scorso campionato.

È questa forse l’abilità più vistosa di Gianluca Mancini. Quella che lo ha reso famoso presso il grande pubblico. Di certo non la più importante. Ma comunque molto utile alla fine. Anche se chiaramente accentuata dal modo di giocare dell’Atalanta di Gasperini (basato su una difesa a tre molto aggressiva e avanzata).

Ecco una delle tipiche azioni offensive di Mancini nell’Atalanta di Gasperini. La sua disinvoltura nel giocare il pallone sulla trequarti avversaria è davvero notevole.

Infatti, nella sua breve carriera in Serie A, Mancini ha realizzato ben 6 gol nel massimo campionato italiano (5 solo quest’ultimo anno). Mentre Manolas, nella sua ultima stagione con la maglia della Roma, ne ha fatti appena due.

La classifica dei 10 migliori centrali difensivi dell’ultima Serie A per tiri tentati di media ogni 90 minuti. Gianluca Mancini è nettamente il primo della lista, mentre Manolas non c’è proprio. (fonte: WhoScored.com)

Quello che colpisce più di tutto, però, è la mole di occasioni offensive prodotte da Mancini. Parliamo di 1,6 tiri tentati di media ogni 90 minuti (contro gli 0,5 di Manolas). Un dato che lo pone nettamente al primo posto nella classifica dei migliori centrali dell’ultima Serie A per numero di conclusioni provate.

La mappa degli ExG avuti da Kostas Manolas nello scorso campionato. Per un totale di 1,52. (fonte: Understat)
La mappa degli ExG avuti da Gianluca Mancini nello scorso campionato. Per un totale di 4,66. Un dato assurdo, nettamente superiore a quello di Manolas. (fonte: Understat)

Non a caso, Gianluca è anche il difensore con più ExG mediamente prodotti nello scorso campionato italiano ogni 90 minuti (0,19). Davanti a gente come Kolarov e Koulibaly. Un dato impressionante e ovviamente molto superiore a quello di Kostas (0,06). Che conferma come Mancini possa portare con sé un bel bottino di gol anche in giallorosso.

La classifica dei 10 migliori difensori dell’ultima Serie A per ExG avuti di media ogni 90 minuti. Mancini è primo staccato, mentre Manolas ovviamente non c’è. (fonte: Understat)

Conclusione

Insomma, a livello statistico Gianluca Mancini sembra già migliore di Manolas praticamente in tutto. Sia nella disponibilità in campo, sia nella maggior parte dei dati difensivi e nella capacità di produzione offensiva. Con caratteristiche che lo rendono davvero un difensore moderno (al contrario del greco). Molto adatto perciò al calcio di Fonseca.

Certo, la sua giovane età comporta inevitabilmente una buona dose di inesperienza. Oltre ad alcune spigolature che devono essere ancora smussate. E si sa che le statistiche non dicono proprio tutto.

Ma, se questa è solo la base su cui lavorare, allora la Roma sta acquistando un difensore potenzialmente completo e fenomenale. Il centrale del futuro per la Nazionale italiana. Il nuovo pilastro della difesa giallorossa.

25 anni, romanista da sempre, ma giornalista da poco, speravo anch'io de morì prima dell'addio al calcio di Francesco Totti.

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