Non è una partita come le altre

Ancora poche ore e sarà Lazio-Roma.
Quello che ci apprestiamo a vivere è un derby particolare; sarà il primo dopo tantissimi senza Daniele De Rossi e Francesco Totti.
Come poche volte è successo nella nostra storia, arriviamo a questo appuntamento senza i favori del pronostico.
La Lazio maramaldeggiante di Marassi ha dimostrato di essere una squadra già pronta, mentre la Roma vista all’ Olimpico contro il Genoa ha evidenziato delle falle difensive sulle quali Fonseca deve ancora lavorare.
A conferma della superiorità ” su carta” dei nostri avversari, le quote delle agenzie sportive di scommesse danno favorita la compagine biancoceleste.
È questa però una partita che più di altre sfugge agli schemi.
Andiamo a scavare nei nostri ricordi alla ricerca di derby che ci hanno visto trionfanti nonostante tutti ci dessero già spacciati.

27 novembre 1994: Lazio Roma 0-3

Durante tutta la settimana antecedente alla partita non si era fatto altro che parlare del gioco affascinante ed innovativo di Zeman; la Roma “testaccina” e provinciale di Mazzone sarebbe caduta ai primi affondi di Boksic e Signori.
Il quotidiano sportivo più letto della capitale aveva proposto un sondaggio nel quale venivano messi a confronto ruolo per ruolo i protagonisti dell’incontro; Lazio superiore in 10 ruoli su 11, solo Aldair risultava superiore a Cravero.
Il campo dice l’esatto contrario. Poco più di 120 secondi e Fonseca vola sulla fascia destra pennellando un cross perfetto per la testa di Balbo che sigla la rete del vantaggio.
Lazio annichilita ed incapace di reagire, anzi Marchegiani deve fare gli straordinari per evitare l’ immediato raddoppio che ineluttabile arriva al venticinquesimo dopo uno splendido triangolo Moriero—Balbo—Moriero, passaggio a sfruttare l’ inserimento di Cappioli che facilmente batte l’ estremo difensore biancoceleste.
Ad inizio ripresa c’è gloria anche per anche per Fonseca (speriamo ce ne sia pure per il suo omonimo) che sfrutta al meglio con un’ inzuccata un cross pennellato di capitan Giannini. La Roma fa accademia gestendo la restante parte del match peraltro sfiorando più volte la quarta marcatura, innervosendo gli avversari che in alcuni frangenti perdono le staffe. In particolar modo Paolo Negro verrà espulso prima della fine della partita.
La corsetta di Mazzone sotto la Sud mentre con le dita segnala il numero 3 come i goal segnati è senz’altro un felicissimo ricordo per ogni romanista un po’ attempato come il sottoscritto.

7 novembre 2010: Lazio Roma 0-2

È una Roma in fase calante, non più nelle prime posizioni di classifica dopo l’ impresa sfiorata di un insperato scudetto nella stagione precedente, e che sarebbe diventata americana a breve.
D’altro canto la Lazio vive sulle ali dell’entusiasmo, forte di un seppur parziale primato in classifica.
Partita equilibrata e che vive sugli episodi.
La Lazio parte meglio, ma la Roma riesce a controbattere colpo su colpo ed a tenere bene il campo.
Nonostante le due squadre creino delle buone occasioni per andare in vantaggio, il primo tempo termina a reti inviolate.
Al sesto minuto della ripresa, una conclusione di Simplicio dal limite dell’ area viene deviata con il braccio da Mauri. È calcio di rigore; dal dischetto Borriello esegue malissimo il compito tirando piano a centrale, traiettoria comunque sufficiente a far passare il pallone sotto la pancia di Muslera.
La Lazio reagisce, cerca il pari, ma prima Julio Sergio riesce ad ipnotizzare Hernanes il quale gli tira addosso da pochi passi, poi Foggia colpisce un clamoroso incrocio da distanza ravvicinatissima.
A 3 minuti dal termine, in contropiede, Julio Baptista conquista un altro calcio di rigore. Questa volta l’ esecuzione di Vucinic è perfetta: palla da una parte e portiere dall’ altra.
Storica la conferenza stampa a fine partita di Ranieri con la celebre frase:” Vi state attaccando al fumo della pipa”, in polemica con un comunicatore laziale che si lamentava di alcune discusse decisioni arbitrali.

25 maggio 2015 : Lazio Roma 1-2

È una Roma seconda in piena lotta per un posto in Champions, ma che comincia a mostrare chiari sintomi di stanchezza.
La Lazio è in un ottimo periodo di forma, reduce da una bella ed importante vittoria in trasferta contro la Samp (strana coincidenza), ad appena una lunghezza di distanza dalla squadra giallorossa.
Fa subito la voce grossa la squadra biancoceleste, che prima con Candreva poi con Klose sfiora l’ immediato vantaggio. La Roma quasi mai si fa pericolosa, ma riesce comunque a contenere riuscendo a non subire reti per tutto il primo tempo.
La ripresa comincia sulla falsa riga del primo tempo, con la netta sensazione che la Lazio potesse trovare il goal del vantaggio da un momento all’ altro.
Quando al minuto 61 Ibarbo rileva uno spento Totti tanti tifosi della Roma quasi perdono le speranze di portare a casa un risultato positivo;
È il contrario, grazie anche all’ inserimento di Pjanic al posto di Keita la Roma comincia a spostare in avanti il proprio baricentro sfiorando anche l’ insperato vantaggio con Ibarbo.
Minuto 73: splendido tacco di Pjanic il quale coglie impreparata tutta la difesa biancoceleste che favorisce una percussione centrale di Radja Nainggolan, scarico sull’ out di destra per Ibarbo che sfrutta le sue lunghe leve per raggiungere il fondo, pallone messo al centro per Iturbe che da pochi passi anticipa tutti siglando il goal del vantaggio.
La Lazio comunque reagisce e dopo pochi giri di lancetta sigla il goal del pareggio con Djordjevic, bravo a sfruttare un’abile torre di Klose. Il marcatore subito si prende la palla sotto al braccio dando l’ impressione di voler vincere a tutti costi.
I fantasmi tornano ad aleggiare sopra la Sud.
Ci pensa Yanga Mbiwa a scacciarli, con un colpo di testa eccezionale su azione da calcio piazzato dalla trequarti ed una pazza corsa sotto la curva più bella del mondo che ricorderemo per sempre.

"Se ci abbracciamo e ci stringiamo la Roma segna" Così mio padre mi teneva stretto quando sentiva la partita alla radiolina Ed eccomi qua: nato il 7 settembre del 1978 Papà di Arianna e compagno di Daniela Ottico optometrista per necessità Pazzo della Roma per scelta, amore appassionato e struggente che fa da sottofondo alla mia vita da quando ho la facoltà di intendere e volere

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