Nzonzi ha davvero giocato così male quest’anno?

È stato uno dei giocatori più discussi della stagione romanista. Continuamente criticato da stampa e tifosi, bollato come finito o errore di mercato, già accostato ad altre squadre in vista del prossimo anno. Eppure Steven Nzonzi era arrivato a Roma come un grandissimo colpo dell’allora ds Monchi. (https://m.corrieredellosport.it/news/calcio/serie-a/roma/2018/08/14-46394493/roma_ufficiale_il_colpo_nzonzi_costato_26_65_milioni_pi_bonus/)

Fresco reduce dalla vittoria della Coppa del Mondo con la Francia, il centrocampista ex Siviglia era considerato uno dei migliori mediani d’Europa prima di arrivare nella Capitale. Tanto che la Roma lo aveva pagato ben 26 milioni di euro, nonostante l’età già abbastanza avanzata (è un classe ’88). Però, con la maglia giallorossa, Steven ha deluso tutti. O almeno questa è la percezione che abbiamo avuto guardando le sue partite quest’anno. Ma siamo sicuri che Nzonzi abbia giocato così male come si dice?

La prima stagione di Nzonzi alla Roma

Spesso etichettato legittimamente come troppo lento e remissivo nel giocare il pallone, quest’anno Nzonzi ha alternato fin dall’inizio prestazioni buone ad altre molto negative. Il suo rendimento sicuramente non è mai stato costante, risultando deficitario soprattutto nella parte centrale della stagione. Quella coincisa con il grande calo della Roma difrancescana e il conseguente esonero del tecnico abruzzese. (http://m.laroma24.it/rubriche/pagelle/2019/02/frosinone-roma-le-pagelle-dzeko-panzer-7-nzonzi-42-barrato-45)

La heatmap di Nzonzi durante Frosinone-Roma, la peggior partita del francese in maglia giallorossa, guarda caso proprio sotto la gestione di Di Francesco. (fonte: WhoScored.com)

Va detto però che è stato possibile vedere un netto miglioramento di Nzonzi sotto la gestione di Claudio Ranieri. L’allenatore testaccino ha impostato la squadra con un baricentro più basso e una maggior compattezza. E, in questo contesto tattico, Steven si è trovato evidentemente più a proprio agio. (https://siamolaroma.it/2019/05/13/roma-juventus-le-pagelle-dei-quotidiani-mirante-florenzi-e-nzonzi-i-migliori/)

La heatmap di Nzonzi durante Roma-Juventus, forse la miglior partita del francese in maglia giallorossa. È facile notare come Steven sia mediamente molto più basso e più coinvolto nella manovra romanista, grazie al sistema tattico creato da Ranieri. (fonte: WhoScored.com)

Insomma, non possiamo di sicuro attribuire tutte le colpe dello scarso rendimento di Nzonzi a Di Francesco. Ma certamente il suo sistema tattico non ha aiutato il francese ad esprimersi al meglio in giallorosso quest’anno. Proprio perché non è stato in grado di valorizzarne al massimo le caratteristiche.

I numeri di Nzonzi quest’anno

Però, nonostante le prestazioni altalenanti e le critiche dei romanisti, le statistiche stagionali di Nzonzi sembrano abbastanza positive in fondo. A parte il gol e i 2 assist realizzati, che comunque contano fino ad un certo punto per un mediano come lui.

In fase di possesso palla, Steven ha fatto registrare una percentuale di passaggi riusciti dell’88%, con 0,8 passaggi chiave effettuati a partita e solo 0,5 palle perse. Mediamente il centrocampista francese ha eseguito 56 passaggi a gara, di cui soltanto 3,2 lunghi. Risultando uno dei migliori nel ruolo in Serie A riguardo a queste voci statistiche (addirittura il primo in assoluto nella Roma per numero di passaggi totali tentati e realizzati in stagione).

Questi dati confermano la grande precisione di Nzonzi nel passare il pallone ai compagni e la sua riluttanza al lancio in profondità (sono solo 0,1 i passaggi filtranti a partita). Anche se il numero medio di passaggi chiave (abbastanza alto per un mediano) ci fa capire che la tesi secondo cui il francese faccia solo passaggi all’indietro o in orizzontale non sia del tutto vera.

Anche in fase difensiva, Steven ha collezionato numeri più che interessanti. Con 2,2 contrasti e 0,9 intercetti a partita, è uno dei migliori del campionato italiano nel proprio ruolo. È addirittura impressionante, invece, il dato dei duelli aerei, in base al quale Nzonzi è il terzo in Serie A tra i centrocampisti, il primo tra i mediani (con ben 3,6 duelli aerei vinti a partita).

La classifica stagionale dei duelli aerei dei centrocampisti della Serie A. (Fonte: WhoScored.com)

Insomma, dai freddi numeri stagionali non si direbbe che Nzonzi abbia reso così poco come tutti credono e dicono. Ma sarà vero? Ci possiamo fidare dei singoli dati statistici? Oppure dobbiamo relativizzarli?

Il confronto con De Rossi

Un uso forse più indicativo ed esplicativo dei numeri di Nzonzi è possibile averlo attraverso il confronto con altri giocatori del suo ruolo. Innanzitutto, con il mediano che per tutto l’anno gli ha conteso il posto nella Roma (a parte qualche partita giocata insieme all’inizio): Daniele De Rossi.

Rispetto al francese, Daniele ha una percentuale di passaggi di poco inferiore (87%), una media di passaggi chiave molto simile (0,9 a partita) ed una percentuale di passaggi lunghi superiore (4,2 su 51,5 passaggi totali ad ogni gara). A conferma di come il capitano giallorosso abbia avuto un gioco un po’ più verticale ma leggermente meno preciso del suo compagno di squadra.

Molto diverso invece il loro modo di difendere. Mentre Nzonzi ha più contrasti vinti (2,2 contro 0,9), De Rossi ha più intercetti (0,9 contro 1,4). È praticamente imparagonabile, infine, il dato dei duelli aerei (3,6 contro 0,5 a favore del francese). A dimostrazione di come sicuramente Steven sia meno intelligente tatticamente di Daniele, ma abbia delle qualità fisiche fuori dalla norma (d’altronde è alto 1,96 m), che sfruttate a dovere possono essere veramente utilissime alla squadra, soprattutto in alcune partite.

Il confronto con altri mediani in Europa

Ma si può sostenere ovviamente che i numeri di De Rossi siano in calo perché a fine carriera. Nonostante in realtà tutti abbiano giudicato giustamente la sua stagione come più che positiva (al contrario di quella di Nzonzi). (http://www.febbredaroma.it/ultima-stagione-de-rossi-alla-de-rossi/)

Allora può essere interessante andare a confrontare i numeri di Steven con quelli di altri giocatori simili (per livello e caratteristiche) in Italia e in Europa. Come ad esempio Bakayoko del Milan e Rodri Hernandez dell’Atletico Madrid.

Per quanto riguarda la gestione del pallone, Rodri risulta essere superiore ad entrambi, con il 91% di passaggi riusciti su 56 palloni giocati a partita. Ma va detto che lo spagnolo ha giocato quest’anno in una squadra nettamente migliore come rendimento e qualità rispetto alla Roma. E che comunque la sua media di passaggi chiave a gara è inferiore a quella di Nonzi (0,5 contro 0,8). Risultando quindi meno verticale del francese (nonostante le credenze popolari).

Bakayoko, tra i tre mediani in questione, è invece di sicuro il più fisico. Eppure i suoi numeri sono molto simili a quelli di Nzonzi nei contrasti (2,3 contro 2,2) e nettamente inferiori riguardo ai duelli aerei (2,7 contro 3,6). Mentre va detto che negli intercetti il rossonero ha dimostrato di avere qualcosa in più (1,6 contro 0,9). Segno probabilmente di una maggiore irruenza atletica e di una più sviluppata lettura tattica in anticipo.

Ma poi i suoi numeri in fase di possesso sono nettamente inferiori (86% passaggi riusciti con addirittura 1,8 palle perse a gara). In una squadra come il Milan che tra l’altro ha avuto un possesso palla molto più consolidato rispetto ai giallorossi (85% di precisione passaggi contro l’82% della Roma). Eppure la sua stagione è stata definita positiva dagli addetti ai lavori, al contrario di quella del giallorosso. (https://www.google.com/amp/s/www.gazzetta.it/Calciomercato/31-01-2019/bakayoko-champions-milan-se-tiene-stretto-320832072972_amp.html)

In realtà, Nzonzi non è stato affatto inferiore ai mediani del suo stesso livello presenti nei maggiori campionati europei. Ovviamente escludendo quindi quei giocatori che da sempre gli sono superiori (come Casemiro e Sergi Busquets, per esempio). Anche se va detto che Rodri sembra in procinto di passare al Manchester City per 70 milioni di sterline (mica spiccioli insomma).

Il confronto con lo Nzonzi di Siviglia

Un’altra cosa che si sente spesso dire in giro è che Nzonzi sia calato rispetto a quello dei suoi anni a Siviglia. Peccato che anche questa credenza sia totalmente falsa. Basta vedere pure qui i suoi numeri.

Nella sua ultima stagione in Spagna, Steven aveva fatto registrare la stessa percentuale di passaggi riusciti (88%), una media inferiore di passaggi chiave (0,5 contro 0,8) e di lanci lunghi (2,1 contro 3,2) e una media superiore di palle perse a partita (0,7 contro 0,5).

Anche in fase difensiva i numeri sono sorprendenti. A Roma, Nonzi ha aumentato nettamente la media di contrasti fatti (2,2 contro 1,4), così come il numero di palle spazzate (1,7 contro 1,3) e respinte (0,8 contro 0,3). Solo gli intercetti sono rimasti invariati (ma che non sia il suo forte lo abbiamo ormai capito). E i duelli aerei invece sono leggermente diminuiti (ma abbiamo detto come i numeri di quest’anno siano comunque impressionanti riguardo a questa voce statistica).

Conclusione

Insomma, leggendo i dati appena illustrati, è davvero difficile sostenere che Nzonzi abbia fatto un campionato inferiore a quelli precedenti. Così come non si può sostenere che abbia reso meno dei suoi pari livello nel ruolo in Italia e in Europa.

Sicuramente, il suo rendimento doveva essere più costante. Ma i suoi numeri stagionali non mentono. Steven non ha giocato così male come tutti sostengono. E forse la percezione comune è stata alterata dalle aspettative (come al solito troppo alte a Roma con in nuovi arrivi) e dall’incapacità di comprendere fino in fondo un calciatore con un modo di giocare così poco visibile ed eclatante.

Ciò non toglie però che Nzonzi sia stato comunque molto utile anche nella sgangherata Roma di quest’anno. E che possa essere addirittura prezioso se inserito adeguatamente nel contesto tattico giusto per le sue caratteristiche. Come speriamo vivamente possa fare il prossimo allenatore giallorosso. Per far vedere a tutti i romanisti quanto Steven sia realmente forte.

25 anni, romanista da sempre, ma giornalista da poco, speravo anch'io de morì prima dell'addio al calcio di Francesco Totti.

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