infortuni muscolari

Perché la Roma sta avendo così tanti infortuni muscolari?

Uno dei principali problemi dell’attuale stagione della Roma è certamente l’eccessiva quantità di infortuni muscolari. Un aspetto che ormai ha assunto proporzioni praticamente catastrofiche.

Si contano oltre 40 lesioni ai muscoli dei giocatori giallorossi, di cui quasi il 30% al solo polpaccio. Dati terrificanti, di gran lunga superiori a quelli mediamente riscontrabili in una squadra di calcio professionistica. Numeri talmente allucinanti da far inevitabilmente sospettare un errore programmatico nella preparazione atletica romanista. Sì, ma quale? E di che entità? Difficile dirlo non avendo le conoscenze adeguate in materia.

E così, per capire finalmente le ragioni di questo fenomeno, che sta compromettendo sempre di più la stagione della Roma, abbiamo pensato di chiedere un parere tecnico ad un esperto del settore. Ci siamo rivolti perciò ad Andrea Butté, preparatore atletico calcistico riconosciuto dal Coni, allenatore di calcio Uefa B e attuale collaboratore di società importanti come Atalanta, Novara e Pro Vercelli.

Ecco allora cosa ci ha detto a proposito dell’inquietante serie di infortuni muscolari che sta colpendo il club giallorosso quest’anno.

infortuni muscolari

Andrea Butté, cosa pensa dell’incredibile quantità di infortuni muscolari che sta falcidiando la Roma in questa stagione?

“Ne stavo parlando proprio l’altro giorno ad un meeting con alcuni colleghi. Le confesso che quello che sta succedendo alla Roma quest’anno impressiona anche noi dell’ambiente ormai. Quando si hanno così tanti infortuni muscolari, è evidente che ci sia qualcosa a monte che non è andato nel verso giusto. Non si tratta di eventi traumatici, che invece sono riconducibili normalmente ad una certa dose di casualità. Qui ci deve essere per forza una causa più profonda e sistematica.”

Quale può essere questa causa secondo lei?

“Di solito, una serie di infortuni muscolari del genere si verifica quando si è caricato in modo troppo pesante sui muscoli dei giocatori. In particolare, è possibile che i preparatori atletici giallorossi non abbiano provveduto a fare abbastanza sedute di scarico durante la stagione. Soprattutto visto che la Roma aveva tre competizioni da giocare quest’anno.”

Quindi ci sarebbe stato un errore di bilanciamento dei carichi a suo parere.

“Sì, probabilmente hanno lavorato troppo sulla forza in palestra e troppo poco sulla velocità in campo. È così che di solito finisci per non avere la necessaria brillantezza ed elasticità nei muscoli, non contribuendo ad un’adeguata prevenzione contro gli infortuni muscolari. Questo perché il calcio è principalmente uno sport fatto di scatti e cambi di direzione. Non basta allenare tanto la forza per preparare al meglio la squadra a livello atletico.”

Come si spiega questa reiterazione degli infortuni soprattutto nella zona del polpaccio?

“Allora, nel 90% dei casi, quando c’è una serie prolungata di infortuni al polpaccio, vuol dire che si è lavorato troppo a livello anaerobico. Infatti, il polpaccio è il muscolo che risente maggiormente di questo aspetto. Quindi è probabile che ci sia sempre un problema di eccessivi carichi in palestra.”

I preparatori atletici sono gli stessi che Di Francesco ha avuto nel suo ultimo anno a Sassuolo, dove era accaduta una situazione simile. È possibile che abbiano commesso lo stesso errore?

“Bè, considerando che quell’anno anche il Sassuolo aveva dovuto affrontare tre competizioni, è quantomeno una possibilità. Forse il timore di non caricare abbastanza, per avere poi l’energia necessaria per una stagione con così tante partite, li ha fatti esagerare nel senso opposto. Purtroppo capita a tutti di sbagliare la proporzione dei carichi di lavoro. Non c’è una scienza esatta in materia.”

A proposito, lei conosce i test Mapei?

“Onestamente no. Posso informarmi però, se vuole.”

Ok.

(dopo qualche minuto)

“Sì, allora. Da quello che vedo sono tutti test semplicissimi, che si fanno comunemente in ogni squadra di calcio a livello professionistico. Niente di particolare o di rilevante insomma. Non so perché loro li chiamino così.”

Va bene. Cambiando argomento, sembra che Pallotta abbia richiamato alla Roma l’ex preparatore americano Ed Lippie per capire cosa è andato storto quest’anno. È un’iniziativa che la trova d’accordo?

“Sinceramente no. Io non ho nulla contro Ed Lippie, ci mancherebbe. Ma credo che una società del livello della Roma dovrebbe guardare avanti per risolvere i propri problemi. Non serve a niente tornare indietro. Quindi, io mi sarei affidato ad un nuovo professionista del settore. Anche perché mi sembra che pure Lippie l’anno scorso abbia commesso degli errori.”

Sí, l’anno scorso c’è stata una serie di rotture al legamento crociato anteriore del ginocchio.

“Ecco. Non esattamente un problema di poco conto… Tra l’altro, non è detto che le due cose non siano collegate in qualche modo.”

In che senso?

“Bè, è solo un’ipotesi ovviamente. Ma non escludo che a Trigoria abbiano cercato quest’anno di lavorare di più sulla forza muscolare anche per proteggere il ginocchio da possibili lesioni ai legamenti. Andando però così ad appesantire troppo i muscoli dei giocatori. Un classico errore di sovracompensazione. Un po’ quello che è accaduto a Pato qualche anno fa al Milan.”

Ma quindi, per concludere, a questo punto della stagione cosa possono fare a Trigoria secondo lei per risolvere il problema?

“Adesso, ovviamente, è molto difficile sistemare una situazione del genere. L’unica cosa che si può fare è cercare di non caricare ulteriormente i muscoli, concentrandosi soprattutto sul lavoro di campo. Tanto ormai mancano poche partite alla fine della stagione. Non serve mettere altra benzina nelle gambe a questo punto. Bisogna solo evitare di fare altri danni, in modo da poter concludere al meglio il campionato.”

25 anni, romanista da sempre, ma giornalista da poco, speravo anch'io de morì prima dell'addio al calcio di Francesco Totti.

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