Perugia – Roma 1-3: Dzeko e Mancini la Roma sorride

Sesta partita pre campionato, ma prima “vera” amichevole per la Roma, impegnata al “Renato Curi” a casa del Perugia, formazione militante nella serie cadetta, ma che tiene particolarmente a far bella figura al cospetto del proprio pubblico contro una formazione più blasonata.

Primo Tempo

Roma schierata con il modulo prediletto da mister Fonseca: 4 2 3 1, con Mirante tra i pali, Florenzi con la fascia da capitano al braccio terzino destro, Spinazzola terzino sinistro, Fazio e Mancini centrali, Diawara in cabina di regia, vicino a lui Pellegrini; Zaniolo da numero 10, Under sull’out di destra, Perotti ala sinistra ed il partente Dzeko come punta “mobilissima”.

Dopo un avvio non proprio positivo della squadra giallorossa che si presta a ripartenze pericolose a causa di alcune sbavature in fase di appoggio, la Roma trova il vantaggio già all’ottavo minuto con Dzeko, lesto a sfruttare con un tocco furbesco un assist deviato di Diego Perotti.

Il gol di Dzeko

Il gol di Dzeko

La Roma riesce a gestire bene il vantaggio e trova meritatamente il raddoppio al venticinquesimo minuto con Mancini il quale sfrutta al meglio una clamorosa indecisione del portiere di casa.

La prima frazione di gioco termina con un marcato calo atletico e di rendimento dei giallorossi, che subiscono la rete del 2 a 1 a causa di una conclusione sporca di Iemmello dovuta da una marcatura non proprio attenta di Fazio.

Secondo Tempo

Canonica girandola di sostituzioni nella ripresa: la Roma viene ridisegnata con Pau Lopez tra i pali, Karsdorp terzino destro, dalla parte opposta Kolarov; ancora Mancini centrale (l’ unico ad aver giocato tutta la partita), accanto a Jesus, Nzonzi regista basso, Cristante, un inedito tridente formato da Under (rilevato ancora da Zaniolo al 67esimo), Kluivert ed Antonucci dietro Schick.

Proprio quest’ultimo rende vivace l’avvio del secondo tempo con due buone conclusioni che trovano pronto il portiere di casa.

La Roma controlla il gioco gestendo meglio il pallone in uscita ma creando poco in attacco.

Solo sul finire della partita la squadra di casa, una volta inseriti uomini freschi, crea qualche grattacapo dalle parti di Pau Lopez.

Allo scoccare del novantesimo minuto, su corner battuto da Kolarov, Mancini trova l’inzuccata vincente per la propria doppietta personale, fissando il risultato sul definitivo 3 a 1.

La Roma è a buon punto della preparazione atletica, tecnica e tattica.

Vanno assolutamente ancora perfezionati alcuni movimenti, specialmente con il pallone tra i piedi ed in uscita.

C’è tutto il tempo, ma la sensazione è che la strada intrapresa sia quella giusta, sperando che il nostro DS puntelli al meglio la rosa a disposizione di Mister Fonseca.

Voti

Mirante: Se la cava bene in 2 situazioni in cui c’è da gestire palla con i piedi, subendo fallo dagli avversari in pressing . Per il resto, ordinaria amministrazione. Incolpevole sul goal. 6

Pau Lopez: buona parata in occasione di un calcio di punizione avversario in avvio di ripresa. Molto comunicativo in campo, sembra il portiere adatto al gioco del mister. 6

Florenzi: prova a dar spinta sulla fascia cercando sovrapposizioni sulla destra, ma sbaglia qualche passaggio e qualche appoggio di troppo. Rivedibile anche in difesa: 5,5

Karsdorp: più diligente rispetto al capitano, segue meglio i dettami del mister. 6

Spinazzola: essenziale, senza dar all’occhio esegue perfettamente il suo compito. 6

Kolarov: leggermente più offensivo del suo collega di reparto. Chiede aiuto alla propria esperienza quando l’età si fa sentire limitandone alcune scorribande. 6

Fazio: lascia troppo spazio in occasione del goal avversario. A tratti svagato, da la sensazione che il peggio cominciato la stagione scorsa non sia ancora passato. 5

Mancini: unico in campo per tutta la partita, a dimostrazione che la condizione fisica è già buona. Un solo errore in uscita nel secondo tempo, a fronte di interventi positivi per tutto il resto del match. Si conferma difensore goleador. 6,5

J. Jesus: 45 minuti più recupero senza errori e senza squilli. 6

Diawara: ricopre il ruolo più delicato del gioco di Fonseca; lo fa sbagliando qualche passaggio di troppo, ma cercando sempre la giusta verticalizzazione in grado di creare superiorità li davanti. L’atteggiamento è quello giusto, il risultato al momento un po’ meno. 5,5

Nzonzi: interpreta il ruolo in maniera molto più semplice e “monotematica”, ma riesce a sbagliare anche appoggi semplici in orizzontale. La sua unica peculiarità è il fisico, che gli consente di essere un centrale aggiunto in alcuni momenti. Ma è poco. 5

Pellegrini: svolge al meglio il suo compito, senza particolari squilli. 6

Cristante: interpreta il ruolo di “Lollo” in maniera più fisica e meno tecnica, con identici risultati, almeno oggi. 6

Zaniolo: tanta corsa e tanto impegno. Deve rivedere alcuni suoi interventi in recupero, che lo costringono
alcune volte a falli gravi e inutili. 5,5

Perotti: assist fortunoso per il goal del vantaggio, ma troppo nervoso in alcuni frangenti. 6

Under: parte bene saltando l’ uomo in velocità in un paio di frangenti. In seguito si fa prendere un po’ le misure fornendo una prestazione in calando. 5,5

Kluivert: alcuni movimenti imprevedibili creano spazi invitanti in attacco, ma è ancora troppo fumoso. 5,5

Antonucci: diligente tatticamente, è una felice sorpresa di questo precampionato. 6

Dzeko: a tratti immarcabile per la difesa avversaria. Segna e crea i presupposti per far segnare. Probabilmente se gli andasse di giocare indossando la nostra maglia, sarebbe l’attaccante ideale per Fonseca. Purtroppo molto probabilmente non gli va più di indossare la nostra maglia, lo ha ampiamente dimostrato già dalla passata stagione. Per la prestazione di oggi: 7

Schick: pronti via, due ottime giocate scaldano i guanti al portiere umbro.
Sempre vivo, delizia la platea anche con qualche giocata di fino, per una volta non fino a se stesse. Ci speriamo ancora? 6,5

"Se ci abbracciamo e ci stringiamo la Roma segna" Così mio padre mi teneva stretto quando sentiva la partita alla radiolina Ed eccomi qua: nato il 7 settembre del 1978 Papà di Arianna e compagno di Daniela Ottico optometrista per necessità Pazzo della Roma per scelta, amore appassionato e struggente che fa da sottofondo alla mia vita da quando ho la facoltà di intendere e volere

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