Hassler

Poropo poropo Tommasino Hassler gol

Il periodo è quello dei primi anni 90, quando nella Capitale arriva, dalla Juventus, Thomas Hassler, campione del mondo con la Germania. Quel mondiale, in realtà, era tutto nostro. Avevamo sognato durante le “notti magiche, sotto il cielo di un’estate italiana”, ma alla fine il cammino degli azzurri del Principe Giannini si era concluso ai calci di rigore (sempre maledetti), in semifinale contro l’Argentina.

In panchina alla Roma c’era Ottavio Bianchi, che aveva sfiorato la doppia vittoria di coppa l’anno prima, arrendendosi all’Inter in Coppa UEFA e battendo la Sampdoria in Coppa Italia.

Thomas Hassler arrivò dalla Juventus per 12 miliardi di lire, dopo che l’anno prima i bianconeri ce lo avevano soffiato nella sessione di mercato estivo. La disastrosa annata della Juve di Maifredi, ci consegnò poi il calciatore tedesco con tanta voglia di riscatto.

Hassler

Giunse a Roma con tante aspettative, da Campione del mondo qual era e da calciatore dotato di una tecnica invidiabile ed un talento cristallino.

“Po poropo poropo poropo poropo poropo po po po po”, era la musica del Tetris, che spopolava in tutti i Bar e le sale giochi d’Italia.

“Po poropo poropo poropo poropo Tommasino Hassler gol”, cantava invece la Curva Sud, sempre originale e geniale nei cori.

Sapeva come far infiammare i tifosi, Tommasino da Berlino, nato il 30 maggio, in una data non proprio bellissima per i nostri colori. 
Lo fece per la prima volta a Marassi, il 16 febbraio 1992, quando la Roma era sotto di un gol contro il Genoa. E’ il minuto 86, quando Hassler tira fuori dal cilindro un gran tiro da fuori area che si insacca sotto la traversa a decretare l’1 a 1 finale.

Ci riuscì ancora il 1 marzo 1992, quando nel derby contro la Lazio eravamo sotto di un gol.

Siamo al 25’ della ripresa quando i giallorossi hanno una buona occasione, con una punizione dal limite.

Occasione più unica che rara per una Roma in cerca del pareggio che non era stata mai realmente pericolosa.

Batte lui, Tommasino. La barriera si apre, il pallone passa e va a finire a fil di palo, rasoterra, alla destra del portiere che non può farci nulla.

“Po poropo poropo poropo poropo Tommasino Hassler gol”, canta la Sud, dopo essere esplosa in un boato senza fine.

Hassler

Lo ha fatto ancora, Hassler, salvandoci nuovamente da una sconfitta che stavolta, sarebbe stata ancora più dolorosa.

Lo farà altre volte, nelle partite e nelle stagioni successive.

Segnerà su punizione, su rigore, su azione.

Ha passato 3 stagioni con la maglia giallorossa.

Stagioni senza trofei che hanno però lasciato un dolce ricordo nei cuori del popolo giallorosso, che non dimentica mai chi regala emozioni.

Un giorno, Thomas Hassler, raccontò che durante l’allenamento fu avvicinato da un ragazzino della Primavera, che gli chiese qualche consiglio su come calciare le punizioni.

Era biondino ed Il suo nome era Francesco.

Ma questa è un’altra storia.

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