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Prima di criticarla, amala con tutto te stesso

Prima di criticarla, amala con tutto te stesso

“La Roma non si discute, si ama”.
Facile affermarlo tronfi di orgoglio dopo una vittoria, vero?
Facile giurare amore eterno quando tutto va esattamente come sperato, o magari anche meglio.
Facilissimo stare dalla parte della Roma quando si raggiunge la semifinale di Champions e ancor di più quando a metà giugno la società ha già acquistato 4 giocatori di indubbie qualità.
E allora cos’è successo?
Perché adesso se vado a leggere i commenti riguardo alla Roma non trovo che critiche insensate figlie di una superficialità disarmante?
Nainggolan.
Tutto il vostro odio nei confronti della squadra che “amate”, oggi, deriva dalla cessione di Radja Nainggolan all’Inter.
Tutto qui?
Riuscite davvero a bilanciare tutto l’amore per la Roma con una cessione di un giocatore che ha giocato quattro anni e mezzo con la nostra maglia?
Anche io sono dispiaciuto e contrariato in merito a questa scelta di mercato, perché un giocatore come il Ninja è un diamante raro da trovare.
Anche io so che rimpiangerò la sua cresta, le sue scivolate al limite del lecito e le sue dichiarazione focose.
Eppure sono ancora qui, con il cuore che pompa sangue giallorosso e con una fiducia sempre maggiore nei confronti di chi rappresenta tutta la mia passione sul campo e nelle sedi di calciomercato.
E non può che essere così, perché il mio amore puro e illimitato non risiedeva nei tatuaggi di Nainggolan, nelle punizioni di Pjanic, nella velocità di Salah e neanche nella cara vecchia mitraglia di Benatia.
Il mio amore per la Roma prescinde da ogni scelta.

 

Attenzione però, questo non vuol dire che non è possibile criticare gli acquisti, le cessioni e le prestazioni sul campo, ci mancherebbe, e anzi sono il primo a “tirare le orecchie” quando serve.
Ma qui non parliamo di giusto o sbagliato.
Qui parliamo di irrazionalità e superficialità.
“È necessario l’equilibrio per dare tempo ai progetti. Se oggi è bianco e domani è nero è difficile trovare la strada giusta. La Roma deve trovare il suo grigio. Le decisioni sbagliate si prendono nei momenti migliori o peggiori. Quando c’è equilibrio, il successo è maggiore”, ha dichiarato il nostro direttore sportivo mesi fa.
Se da una parte le critiche per la cessione di Nainggolan sono più che comprensibili, dall’altra è folle leggere opinioni che sparano a zero sull’operato di Monchi, Pallotta e Di Francesco fino a questo momento.
Non si può smettere di amare una squadra per una scelta societaria non condivisa.

La prima regola non scritta del tifoso dovrebbe essere: ama la maglia prima del giocatore.
Ama il giallo e il rosso e fai in modo che siano i tuoi colori.
Ama la lupa e trasformala nel tuo animale domestico con cui confidarti.
Ama l’inno e rendilo il tuo mantra personale.
Tutto il resto è noia, apparenza, business.
Dimentica i conti da risanare, gli stipendi da pagare e il Fair Play Finanziario almeno per un attimo.
Respira e goditi la tua fortuna più grande.
Perché essere della Roma è un privilegio.
E allora arrivederci, caro Nainggolan, c’è un amore da coltivare e una squadra da sostenere.
“La Roma non si discute, si ama.”
E prima di criticarla, amala con tutto te stesso.

 

Sono uno studente di 18 anni ma soprattutto un romanista senza limiti. La mia è una continua ricerca di emozioni sulle quali scrivere, e con la Roma è dannatamente facile.

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