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Roma-Atalanta: quando il fattore campo non conta

Atalanta – Roma di sabato sera non sarà una partita banale. Non solo perché è lo scontro diretto per il quarto posto tra due squadre distanti appena tre punti, ma soprattutto perché, nelle ultime stagioni, gli incroci tra giallorossi e nerazzurri sono stati, a modo loro, tutti memorabili, anche se spesso in negativo per la Roma. Ai fini della partita che verrà, tuttavia, ciò che potrebbe far sorridere è la costante delle ultime cinque: l’annullamento del fattore campo. In nessuna di queste, infatti, a prevalere è stata la squadra di casa.

Innanzitutto facciamo un salto indietro fino al 20 agosto 2017, prima giornata della stagione che ricorderemo per sempre come quella dell’incredibile cavalcata fino alle semifinali di Champions League. L’esordio della primissima Roma di Eusebio Di Francesco, però, è tutt’altro che facile. Di fronte c’è infatti un’Atalanta che sta iniziando a studiare seriamente da grande squadra, ma resta un’avversaria temibile. Non quel pomeriggio, però. Quel pomeriggio di fine estate, a Bergamo, a imporsi per 1-0 sono i giallorossi. Il gol decisivo lo sigla Kolarov, all’esordio con la Roma, con la prima delle tante punizioni che sono ormai il suo marchio di fabbrica. La partita è tesa, l’Atalanta ci prova ma Alisson abbassa la saracinesca e, quando non ci arriva, ci pensa il palo a negare a Freuler il gol del pareggio. Una vittoria importante per la Roma, che inizia con il piede giusto l’ennesimo anno zero.

Al ritorno, il 6 gennaio 2018, la storia va molto diversamente. La Roma quinta in classifica accoglie l’Atalanta, settima, come peggio non potrebbe. Dopo appena venti minuti, infatti, le belle statuine in maglia giallorossa sono sotto 2-0, prese a martellate da Cornelius e De Roon. La partita sembra poter prendere una piega diversa quando lo stesso centrocampista orobico si fa espellere, poco prima dell’intervallo, per un fallo ingenuo su Kolarov. Ma, nonostante la superiorità numerica per l’intera ripresa, la Roma non riesce a rimontare. Dzeko accorcia le distanze dopo dieci minuti del secondo tempo, ma poi spreca un paio di buone occasioni che inchiodano il punteggio sull’1-2. Il brutto stop casalingo, in ogni caso, non incide più di tanto sul cammino della Roma, che a fine campionato si si piazza al terzo posto, a considerevole distanza dal Napoli, secondo, ma anche dalla stessa Atalanta, settima.

I risultati della stagione successiva, invece, sono all’insegna di un equilibrio tanto perfetto quanto folle. Il 28 agosto 2018, alla seconda giornata, la nuova Roma di Monchi ospita un’Atalanta scossa dall’eliminazione ai preliminari di Europa League e dalla polemica tra Gasperini e la società. E, per una squadra in difficoltà, quale miglior cura della Roma? Che, tanto per illudersi, passa subito in vantaggio con gran tacco di Pastore: la metafora perfetta della partita e dell’intera esperienza in giallorosso dell’argentino. L’Atalanta, infatti, reagisce immediatamente e, in venti minuti, ribalta una Roma distratta con il gol di Castagne e i due di Rigoni, una delle tante meteore del calcio italiano a trovare gloria contro la Roma. Nel secondo tempo, però, tocca all’Atalanta addormentarsi e permettere alla Roma di trovare il pareggio con Florenzi e Manolas, prima che, a qualche minuto dalla fine, Schick si faccia murare da Gollini la palla del clamoroso 4-3.

La stessa scena, ma a parti invertite, si vede il 27 gennaio 2019, quando la Roma, quinta in classifica e alle soglie della crisi che porterà all’esonero di Di Francesco, affronta l’Atalanta settima. L’inizio, stavolta, è tutto giallorosso. Dopo quaranta minuti, infatti, la Roma è avanti 3-0 grazie a una doppietta di Dzeko e a un gol di El Shaarawy in cui mette lo zampino un grande Zaniolo. Ma, poco prima dell’intervallo, una dormita della difesa permette al solito De Roon di accorciare. Alzi la mano chi, a quel punto, non ha pensato all’ennesima rimonta da incubo. Detto fatto. Nel secondo tempo, prima l’ex Toloi e poi Zapata (che sbaglia pure un rigore) fissano il punteggio su un altro, pazzesco 3-3. E, sempre a proposito di parti invertite, la classifica finale della stagione vede le due squadre scambiarsi quasi perfettamente (purtroppo) le posizioni della precedente. La Roma, sesta, deve così accontentarsi dell’Europa League, mentre l’Atalanta vola in Champions League.

E veniamo infine alla stagione in corso. Più precisamente allo scorso 25 settembre, quinta giornata di campionato, quando la nuova Roma di Fonseca incappa nella prima sconfitta. Uno 0-2 maturato in circostanze strane, nel giorno che consegna alla Roma lo straordinario Chris Smalling visto fino a qualche partita fa. Una partita in cui la Roma tiene botta fino a venti minuti dalla fine, sprecando anche una clamorosa occasione da gol con Zaniolo, capace di portare a spasso mezza difesa nerazzurra ma non di servire un liberissimo Dzeko davanti alla porta spalancata. Un errore che costa carissimo, visto che, di lì a qualche minuto, l’Atalanta approfitta alla grande di una sbavatura in impostazione della difesa giallorossa per passare in vantaggio con Zapata. A tempo scaduto, infine, ci pensa ancora una volta De Roon, vera e propria bestia nera della Roma, a chiudere definitivamente i giochi.

Una sconfitta che ha interrotto solo temporaneamente l’ottimo cammino della Roma nel girone d’andata, ma che, quando arriverà il momento di tirare le somme, potrebbe pesare tantissimo nell’economia della stagione giallorossa. A meno che, sabato sera, la Roma riesca a trovare uno scatto d’orgoglio e imporsi a Bergamo con un buon risultato, agganciando la squadra di Gasperini al quarto posto e, soprattutto, volgendo a proprio vantaggio lo scontro diretto. Per la Roma di oggi sembrerà fantascienza, ma stavolta, quantomeno, possiamo aggrapparci a qualcosa che non sia una pia illusione. Fosse anche la storia recente di un incrocio che riserva sempre qualche sorpresa.

Amo la Roma e l'informazione fatta bene. Per questo vorrei fare bene informazione sulla Roma.

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