Roma è giallorossa

Mamma mia che goduria.

“Quando ce vò ce vò” si dice gergalmente in quella città che sarà per l’eternità giallorossa.
E stavolta ce vò proprio.
E stavolta non ci sono freni inibitori che tengano, perché al nome “Lazio”, la Roma ha risposto tirando fuori il petto e attingendo alle più recondite fonti d’orgoglio romanista.
Niente tremori, niente rispetto reverenziale per l’altra squadra della capitale, che pure arrivava col vento in poppa alimentato dalle 5 vittorie di fila tra campionato ed Europa League.

Noi arrivavamo dal polverone del libro di Totti, dal quasi esonero di Di Francesco appena 6 giorni fa e da una condizione psico-fisica dei giocatori che definire “pessima” era fin troppo indulgente.
Ma poi la proprietà della città eterna è stata messa in discussione e i paladini del giallo e del rosso hanno ribadito ancora una volta che Roma è della Roma, tutto il resto è pura, sporadica, casualità.
La situazione in classifica era drammatica ma la Sud ha dimostrato che il cuore pulsante della Roma non smetterà mai di battere per rianimare una squadra all’apparenza morta, ma in realtà solo assopita.
E ci siamo risvegliati proprio quando contava, proprio quando “loro” pensavano fosse la volta buona che per qualche mese i colori dominanti della città potessero sbiadirsi.

Ma poi si è entrati in campo e la gerarchia si è imposta in maniera naturale, senza sorprese.
Dopo i primi 20 minuti di sofferenza la Roma ha alzato il baricentro e ha iniziato a creare occasioni da tutte le parti, andando vicina al gol molteplici volte.
Prima l’imprecisione, poi la sfortuna, poco dopo il portiere avversario, e infine Lorenzo.

Pastore accusa un problema al polpaccio sinistro ed esce dal campo, sostituito da Pellegrini.
“Ma perché Pellegrini?”, ci chiedevamo tutti.
Ecco perché.

Lorenzo dimostra che Roma è della Roma e dei romanisti e si scrolla di dosso ansie, critiche ed eredità pesanti con un solo superbo gesto.
La difesa laziale è ancora alla ricerca del tacco funambolico del numero 7 giallorosso, che dimostra che in fondo, così scarso non è, anzi, il migliore in campo è proprio lui.
Sì, perché dopo che Fazio al 67′ decide di far riaprire la partita a Immobile con un gesto tecnico da vietare alle scuole calcio, Pellegrini zitto zitto si infila nella difesa laziale e guadagna un calcio di punizione dal limite dell’area.
In campo c’era Kolarov, ex laziale.

Ecco, ora avete a disposizione tutti gli elementi per capire che quello che è successo dopo che il sinistro del serbo ha iniziato la sua corsa verso la porta è puro Romanismo.
De Rossi esulta come tutti noi, correndo senza senso con un sorriso che andrebbe tramandato; il pubblico dimostra che non c’è cosa più bella che essere romanisti e Kolarov ricorda ai suoi ex amici laziali che alla fine proprio amici non sono, ed esulta con così tanta foga e irriverenza che i nostri cuori si sono allargati un po’ per fare spazio al terzino sinistro.

 

E poi la legge del contrappasso di capovolge e premia chi ha peccato.
Premia il Comandante Fazio, reo di aver disputato fin qui un inizio di stagione sottotono e soprattutto di aver regalato il gol del pareggio alla Lazio, che con una testata spedisce sia il pallone in rete che i laziali sotto terra.

E allora raggiungiamo l’apice definitivo della goduria calcistica, perché scacciare la crisi proprio con un calcio secco ai propri cuginetti è la cosa più bella che possa accadere.
Loro piangono, si dannano l’anima per un fuorigioco inventato piuttosto che una rimessa laterale battuta male e si consolano con un Lulic 71’ che li rende ancora più teneri.
Noi invece esultiamo, prendiamo consapevolezza dei nostri mezzi e coloriamo il cielo romano di giallo e rosso.
Adesso però si torna a lavorare, perché bisogna dare continuità a giornate come questa.

Roma è la Roma.
Lazio è la succursale.
L’Urbe siamo noi.

 

Sono uno studente di 18 anni ma soprattutto un romanista senza limiti. La mia è una continua ricerca di emozioni sulle quali scrivere, e con la Roma è dannatamente facile.

Lascia un commento

Il tuo indirizzo email non sarà pubblicato. I campi obbligatori sono contrassegnati *