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Roma e sponsor tecnici: dagli albori al sogno europeo

Da decenni, ormai, il calcio è legato a doppio filo a marchi di abbigliamento che si contendono a suon di contratti milionari la possibilità di apporre i propri loghi sulle maglie dei club più prestigiosi del mondo. I connubi di lunga data o segnati da grandi trionfi sono diventati talmente iconici da rendere impossibile non associare il Real Madrid ad Adidas, o l’Italia Campione del Mondo nel 2006 a Puma. Nonostante la storia della Roma non sia costellata di vittorie, o forse proprio per questo, gli sponsor tecnici sulle maglie giallorosse negli anni più felici sono rimasti nell’immaginario collettivo anche di generazioni molto lontane tra loro, contribuendo a formare quell’identità e quell’attaccamento alle tradizioni che caratterizza così fortemente il tifo romanista.

C’è stato un tempo, tuttavia, in cui il calcio era praticamente privo di marchi e sponsor tecnici, e la Roma non faceva eccezione. Fino alla fine degli anni ‘70, infatti, la “legge olimpica” proibiva l’esposizione sulle maglie da gioco di loghi che non fossero gli stemmi delle squadre. I club, dunque, pagavano più o meno note aziende d’abbigliamento per produrre materiale tecnico su cui i marchi erano riprodotti in modo quasi invisibile, oppure coperti da altri fregi. Per un biennio, tra gli anni ‘60 e ‘70, la Roma indossò occasionalmente delle semplici polo Lacoste rosse, con marchio assente o coperto dalla coccarda della Coppa Italia vinta nel 1969. Concluso il contratto con la casa francese, i calciatori della Roma tornarono a indossare le tradizionali maglie rosse con colletto e bordature arancioni, e bianche con colletto e bordature giallorosse, del tutto prive di loghi.

La polo Lacoste della stagione 69/70

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La seconda maglia della stagione 69/70

La prima maglia della stagione 75/76

Il primo contratto di sponsorizzazione ufficiale della storia della Roma risale al 1977, anno in cui la società firmò un accordo con Adidas. Le maglie da gioco fornite alla Roma dall’azienda tedesca erano semplici maglie commerciali, non “personalizzate” per la squadra e dunque prive dello stemma del club. Curiosamente, fu proprio a partire da uno stemma che la Roma si impose come uno dei club italiani più all’avanguardia in tema di sponsorizzazioni. Nell’estate del 1978, infatti, dalla penna di Piero Gratton vide la luce uno dei simboli più noti e amati della storia della Roma: il lupetto, nuovo stemma ufficiale che comparirà a lungo sulle maglie giallorosse. Il lupetto divenne il cardine attorno a cui ruotava una complessa operazione di restyling della Roma voluta dall’allora presidente Anzalone per rimpinguare le casse del club. Ispirandosi alle tecniche di marketing già in voga negli Stati Uniti, ma quasi totalmente sconosciute in Italia, la Roma lanciò una linea di merchandising ufficiale che comprendeva anche nuove maglie da gioco.

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La prima maglia Adidas della stagione 78/79

Alla fine del 1978, infatti, la Roma interruppe il rapporto con Adidas per affidare la produzione del materiale tecnico alla piccola azienda di Maurizio Pouchain, imprenditore attivo nel campo dell’edilizia, ma dalle visioni decisamente più ampie. A dicembre del 1978 fece dunque il suo esordio la celebre maglia “ghiacciolo”, disegnata sempre da Gratton e così chiamata per il design particolare e le tonalità molto accese di rosso, arancione e giallo volutamente lontane dalla tradizione per ammissione dello stesso designer, che le ideò così alla ricerca di una rottura rispetto alla storia del club. Con la maglia “ghiacciolo” in versione bianca la Roma vinse la sua terza Coppa Italia, nella stagione 79/80, ma il rapporto con Pouchain terminò proprio quell’anno per diversi motivi, tra cui le diverse visioni del nuovo presidente Viola e le reazioni contrastanti alla svolta commerciale del club da parte di tifosi e stampa. Contemporaneamente, tuttavia, arrivò la legge che liberalizzava le partnership tra marchi e club, destinata a cambiare completamente il volto del calcio.

La prima maglia “ghiacciolo”

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La seconda maglia “ghiacciolo”

Per la stagione 80/81, la Roma siglò dunque un accordo di sponsorizzazione con la piccola azienda locale Playground. Rispetto agli anni precedenti, in cui il materiale cambiava spesso nei dettagli, a partire da quella stagione la produzione comincia a farsi più standard, senza subire particolari variazioni nei modelli o nei font dei numeri riprodotti sulle maglie. Playground, poi, tornò nel solco della tradizione proponendo materiale piuttosto classico, sia nello stile che nei colori, “sporcato”, dal 1981, dal primo sponsor commerciale del club, Barilla, che comparirà sulle maglie giallorosse per le successive tredici stagioni. Con il logo Playground sulle maglie, la Roma vince la quarta Coppa Italia della sua storia, cominciando a gettare le basi per il futuro.

La prima maglia Playground della stagione 81/82

La seconda maglia Playground della stagione 81/82

Alla fine della stagione 81/82, la Roma firmò un nuovo accordo con Patrick, marchio belga fondato nel lontano 1892. Dopo Pouchain, Patrick è stato il primo marchio a imprimersi davvero a fuoco nell’immaginario collettivo romanista, grazie ovviamente al trionfo del secondo scudetto. L’azienda belga produsse infatti le maglie, molto classiche, sia della stagione che incoronò la Roma Campione d’Italia, sia di quella successiva, che la vide fregiarsi dello scudetto. O quasi. Già, perché a dicembre la Roma lasciò Patrick per firmare un nuovo accordo di sponsorizzazione con Robe di Kappa, azienda torinese giovane ma già sponsor della Juventus. E proprio con le nuove maglie Kappa, non molto diverse dalle precedenti (un paio di volte erano vecchie Patrick con il nuovo marchio cucito sopra) la Roma approdò in finale di Coppa dei Campioni. In quella partita, a causa delle disposizioni Uefa sui loghi, la maglia bianca della Roma non presentava né sponsor commercialescudetto. Sarà suggestione, ma chissà come sarebbe andata con quei due fregi. Con il marchio torinese sulle maglie, in ogni caso, la Roma si consolò, almeno parzialmente, vincendo due Coppe Italia nel 1984 e nel 1986, ultimo anno di sponsorizzazione del marchio italiano. 

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La prima maglia Patrick della stagione 82/83

La prima maglia Patrick della stagione 83/84

La maglia della finale di Coppa dei Campioni

(fonti: SoccerStyle24, Questa maglia storica)

(un ringraziamento speciale a Manuel per la consulenza)

Amo la Roma e l'informazione fatta bene. Per questo vorrei fare bene informazione sulla Roma.

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